
La vastità e la qualità della cultura di Poliziano si sono rivelate impressionanti, man mano che si sono pubblicati i suoi eruditissimi commenti (alle Selve di Stazio, alle Satire di Persio, ai Fasti di Ovidio, alle Georgiche di Virgilio, all'epistola ovidiana di Saffo a Faone, al De rosis nascentibus, all'Andria di Terenzio), individuati i molti manoscritti di autori classici da lui postillati e dopo più attenta lettura dei suoi Miscellanea. Sapere raro se non irripetibile nella fenomenologia dell'intellettuale non solo italiano e rinascimentale, ma europeo e di tutti i tempi. Anche se, per altro verso, aveva certo ragione De Sanctis, che additava in lui l'emblema dell'Italia dei letterati, col suo centro di gravità nelle corti: è la negazione dell'intellettuale gramsciano, nazional-popolare (...)
I "Latini" del Poliziano, tràditi da un codice della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (Magl. VIII, 1397), attendevano ormai da tempo una nuova edizione dopo quella meritoria di Isidoro Del Lungo, compresa nel volume "Prose volgari inedite e poesie latine e greche edite e inedite di Angelo Ambrogini Poliziano" (Firenze 1867). Appositamente preparati per la formazione culturale di Piero e Giovanni de' Medici, figli di Lorenzo il Magnifico, questi brevi scritti rappresentano uno tra i più originali ed illustri esempi di esercizi scolastici finalizzati all'apprendimento della lingua latina prodotti in età umanistica. Oltre ad essere un testimonium eccezionale del metodo didattico dell'Ambrogini, le venti composizioni suscitano l'interesse del moderno lettore per gli spunti di carattere storico-biografico e per il loro valore linguistico. Ai testi, corredati di apparato critico e ampiamente commentati, è premessa un'introduzione che ricostruisce l'esatta datazione dell'operetta, ne illustra i temi, le tecniche di composizione e le peculiarità linguistiche.
L'"Elegia a Bartolomeo Fonzio" e l'"Epicedio di Albiera degli Albizi", composti verso la fine del 1473, sono le prime grandi prove poetiche di Angelo Poliziano, e si collocano tra i prodotti più significativi della letteratura umanistica del secondo Quattrocento. I due testi rivelano anche il ruolo politico svolto da Poliziano a sostegno della Firenze medicea. L'Elegia e l'Epicedio non avevano fino ad oggi ricevuto adeguate cure filologiche ed esegetiche. Questa edizione critica dei due componimenti è corredata di versione semiritmica e di un commentario erudito; completano il volume un'ampia Introduzione e una dettagliata Nota ai testi. L'edizione dei due componimenti è limitata a 999 esemplari singolarmente numerati.