
Peppi si prepara con mamma e papà per un viaggio alle Hawaii. Una settimana di vacanza è piena di cose da fare, da visitare e da scoprire. Arriva il giorno della partenza, è tutto pronto, ma all’aeroporto c’è un problema: Peppi non ha il passaporto e non può partire. I nonni, che hanno accompagnato la famiglia, si offrono di tenere il nipote una settimana per dare la possibilità
ai genitori di andare lo stesso. Peppi è deluso, ma i nonni lo sorprendono: si organizzano e faranno le Hawaii a Milano. All’Idroscalo l’acqua sembra quasi quella del mare, le tavole da surf dondolano un pochino e la musica in casa è solo hawaiana. Il nonno indossa una camicia a fiori e la nonna serve grandi frutti colorati. E, sapendo dove cercare, anche a Milano si trovano i vulcani.
Peppi è contento come non lo è mai stato e riaccoglierà felice i genitori, un po’ acciaccati, al termine della settimana di vacanza. Una storia delicata e divertente, che offre una profonda riflessione sulla gioia vissuta in famiglia.
L'autore
Alessandro Zaccuri è nato a La Spezia nel 1963 e dal 1972 vive a Milano. Nel 1986 si è laureato in Lettere classiche presso l’Università Cattolica, dal 1992 è giornalista professionista. Ha lavorato, tra l’altro, al mensile «Millelibri», e dal 1994 collabora
con il quotidiano «Avvenire», dove si occupa in particolare di letteratura. Tra il 2005 e il 2011 è stato autore e conduttore della trasmissione televisiva «Il Grande Talk», in onda su SAT2000/ TV2000. Per qualche anno ha insegnato Informazione culturale presso l’Università Cattolica. Oltre a ideare
un festival di letteratura e a dirigerne uno di cinema, ha curato diversi libri e altri ne ha pubblicati, come saggista e narratore. È sposato e padre di tre figli. Peppi va alle Hawaii è il suo primo libro per bambini.
Nei primi anni del pontificato di Giovanni Paolo II, in un clima di rinnovato fervore spirituale e di risveglio delle vocazioni, il seminario della Vrezza è teatro di eventi misteriosi. Prima il giovane Beniamino viene trovato impiccato alla cancellata. È l'alba del 13 maggio 1985, giorno della Madonna di Fatima, e Beniamino è l'ultimo dei dodici figli voluti dal religiosissimo imprenditore Attilio Defanti per rispettare un voto alla Madonna. Nelle mani dell'ispettore Canova resta il messaggio lasciato dal suicida, che getta ombre sull'integrità del padre. Qualche settimana più tardi una curiosa comitiva guidata da una donna pianta un tendone davanti alla Vrezza, dando vita a un pellegrinaggio che sembra un assedio: Maria Sole vuole stanare don Alberto, brillante e irregolare teologo fuggito da Roma e da una prestigiosa cattedra alla Lateranense come fosse inseguito da un segreto. Che cosa sta succedendo in quel tranquillo angolo di provincia, dove persone dalle esperienze più varie hanno deciso di consacrare la loro esistenza alla fede? Pagina dopo pagina scopriamo le risposte, ma intanto altre domande si fanno strada dentro di noi: è possibile vincere la morte? C'è ancora posto, oggi, per i miracoli? Don Alberto crede di no, Maria Sole crede di sì. Lui è razionale fino allo scetticismo; lei è un'ex sessantottina, passata dalla contestazione alla fede cattolica con la stessa ingenuità. A unirli e a separarli è il momento in cui una bambina che sembrava morta ha riaperto gli occhi
I racconti qui raccolti sono tessere di un racconto quotidiano.
La secolarizzazione dell'immaginario. O, per essere ancora più precisi, il decadimento dei materiali già religiosi all'interno dell'immaginario contemporaneo. Una questione cruciale e scandalosa, nel senso più propriamente cristiano di questi termini. Basti pensare che l'horror e la pornografia, per esempio, utilizzano strategie ben note all'oratoria e all'arte sacra, mutandole però di segno, secolarizzandole e scristianizzandole. Tutto sta a capire se queste forme non continuino a irradiare ugualmente qualcosa della loro origine religiosa, proprio come scorie radioattive in lento decadimento.