
Carlo Maria Martini ha segnato un'epoca nella storia della Chiesa. La sua scomparsa ha tenuto per giorni le prime pagine dei quotidiani e le aperture dei telegiornali. Almeno duecentomila persone, credenti e non credenti, hanno partecipato all'ultimo saluto all'arcivescovo. Come si spiega un affetto tanto profondo? La gente è accorsa "perché ha colto che in Martini il cuore dell'uomo veniva prima della pur importante teologia; la misericordia e la comprensione, la capacità di interrogarsi e di mettersi in discussione ispiravano l'approccio del cardinale, mai il giudizio o l'erigersi in cattedra". Martini è stato un profeta del nostro tempo, ha saputo cioè interpretarlo, esserne coscienza critica, indicare delle mete. La volontà di raggiungere tutti è stata il filo conduttore della sua missione, il dialogo la parola-chiave del suo ministero: con i terroristi, quando Milano era frontiera dei terribili "anni di piombo"; con le altre confessioni cristiane, come presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee; con tutte le religioni, in particolare quella ebraica; con il pensiero laico, attraverso l'iniziativa della "Cattedra dei non credenti"; con l'uomo contemporaneo e le sue inquietudini; con una scienza in grado ormai di ridisegnare i confini della vita e della morte. Per questo suo "stile", per l'instancabile propensione al confronto, l'arcivescovo di Milano è stato amato e avversato, sognato o temuto come possibile pontefice.
"Dietrich Bonhoeffer, pastore evangelico, uno fra i massimi teologi del Novecento, membro attivo della resistenza al nazismo, morì il 9 aprile 1945, a trentanove anni, impiccato per ordine di Adolf Hitler. Quando decisi di rievocarne le principali vicende, compresi che le opere di Bonhoeffer mi spingevano verso i luoghi in cui lui era vissuto. Ho cercato a Roma i riscontri del viaggio che Dietrich compì insieme al fratello Klaus. Sono stato nelle case aristocratiche che lo videro crescere. Ho voluto conoscere le chiese nere di Harlem, tappa decisiva per la sua formazione. Mi sono aggirato fra le dune sabbiose di Zingst sul Mar Baltico e i calcinacci di Finkenwalde, in Polonia. Ho visitato l'abbazia di Ettal, in Baviera. Ho raggiunto il patibolo di Flossenbürg. Questo libro è il racconto di quell'itinerario, fisico e spirituale, nel cristianesimo di Dietrich Bonhoeffer, un uomo che non ha esitato a misurarsi con le tragedie della storia e la cui vita rappresenta, ancora oggi, una ragione di speranza per molti in ogni parte del mondo." (Eraldo Affinati)
Ersilio Tonini muore a più di novantanove anni nella sua Ravenna: ha vissuto due vite, la prima come prete, la seconda da grandissimo "comunicatore di Dio". Pochi sacerdoti, in Italia, hanno lasciato un segno così profondo. La sua caratteristica? Non cedere alle mode, a nessuna, nemmeno adeguando il suo linguaggio ai nuovi tempi. Il suo talento? Quello che in gergo si dice "bucare lo schermo". Il suo cruccio? Lo scadimento della classe politica italiana. La sua passione? I giovani e la loro educazione. "... poiché saranno i giovani ad affrontare le sfide future, Dio si aspetta che l'attuale generazione adulta assuma come compito totale quello di impegnarsi a preparare i ragazzi a un simile momento... nel frattempo i ragazzi si guardano intorno e pur con il loro immenso desiderio di dedicarsi a qualcosa di grande, non vedono davanti a sé altro che una gara ad avere di più. La distinzione tra il Bene e il Male sta scomparendo, sostituita da una nuova distinzione fra le cose e cioè: mi piace o non mi piace, mi diverto o non mi diverto, ci guadagno o non ci guadagno e, infine, ho successo o non ho successo! Dobbiamo adoperarci per fare sì che la prossima generazione prenda per sé come fossero un comandamento le parole di sant'Agostino: 'Universus turbatur quando conscientia turbatur'; tutto il mondo viene sconvolto quando una coscienza si rovescia".
La figura di Mons. Romero è ancora da molti ricordata ed amata, nonostante il trascorrere degli anni. Ciò che sostenne la sua coscienza di pastore, profeta, credente e salvadoregno, disposto a difendere i diritti umani sino al dono di sé, fu la chiarissima percezione della necessità della liberazione dal peccato come radice di ogni altra liberazione. Cristo risultava essere, nella sua riflessione, colui che porta la liberazione integrale, che non permette di nascondere il conflitto e le responsabilità storiche, ma che invita tutti alla conversione, partecipando in pienezza del dono dello Spirito offerto dal Risorto, tramite i sacramenti, indispensabili per la vita del credente. Romero fece propria una cristologia integrale per sostenere la sequela dei credenti al servizio dei poveri e sofferenti ed illuminare l'azione pastorale della chiesa nella denuncia di mali storici e sociali.
In questo libro l'Autore ha voluto riprendere soltanto l'essenziale delle vicende partigiane del Comandante Masaccio- Primo Visentin-, soffermandosi a scegliere tra le numerosissime 'carte' dello stesso contenenti brani e frammenti fortunosamente ritrovati e diligentemente conservati, relativi alla sua vita privata.
«Tardi ho conosciuto Arturo Carlo Jemolo; l’ho incontrato al tramonto della sua lunga esistenza terrena.
Non che la sua persona mi fosse sconosciuta prima di quegli anni Settanta del Novecento, nel corso dei quali ebbi la ventura di una frequentazione con lui sempre più assidua. Soprattutto mi era nota la sua attività di storico e di commentatore di costume. Già da ragazzo, infatti, il suo nome mi era familiare: circolava negli ambienti che frequentavo. In particolare ne sentivo parlare da mio nonno e da mio padre, in un contesto di considerazione per l’uomo e lo studioso, ma sostanzialmente critico per il pensiero». (G. Dalla Torre)
Giuseppe Dalla Torre (Roma, 1943) ha insegnato Diritto ecclesiastico e Diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna. Attualmente insegna Diritto canonico nella Libera Università «Maria Ss. Assunta» - LUMSA di Roma, di cui è Rettore. Nelle nostre edizioni ha pubblicato tra l’altro Il primato della coscienza. Laicità e libertà nell’esperienza giuridica contemporanea e Le frontiere della vita. Etica, bioetica e diritto, ed ha curato il volume collettaneo Lessico della laicità.
Biografia di Francesco Saverio Toppi, 'Il frate della carità' (1925-2007), Arcivescovo -Prelato di Pompei. Coed. Elledici- Velar.
Ancilla Ghezzi (poi Madre Serafina della Croce, 1808-1857) fin da adolescente fu totalmente attratta dall'Eucarestia; si manifestarono in lei misteriosi fenomeni, come estasi e visioni. Fondò a Monza e a Innsbruck due monasteri per l'adorazione eucaristica perpetua.
Primogenita di Amedeo di Savoia-Acaja e Caterina di Ginevra, Margherita (1390-1464), pur sentendo attrazione per la vita religiosa, dovette sposare il marchese Teodoro II del Monferrato. A Genova, dove si trssferì, ebbe modo di farsi notare e amare dai genovesi, ldistinguendosi per la generosità e il coraggio, in particolare, durante una violenta epidemia di peste, portando ogni genere di soccorso a quella gente. Rimasta vedova Margherita si ritirò nel palazzo di Alba e dedicare la sua vita interamente a Dio.
Anna Maria Rubatto (1844-1904), vestito l'abito della nuova Congregazione delle Terziarie Cappuccine, diventando suor Maria Francesca, partì missionaria per il Sud America, dove rimase fino alla morte testimoniando con la sua attenzione verso i poveri che nessuno è escluso dall'amore di Dio.
Biografia di Padre Umile da Genova (Giovanni Bonzi), promotore di un'opera di assistenza dei bambini abbandonati: il "Sorriso Francescano" (1898-1969). Ad essa dedicherà tutte le sue energie, realizzando numerose case per il suo progetto.