
He aquí la obra más revolucionaria de la literatura española. A mediados del siglo XVI un pregonero toledano alza la voz para contar su vida y, al hilo de ella, mostrarnos el cuadro expresionista de una España en que el universal «engaño a los ojos» encubre una avasallante miseria material y moral. El genial autor anónimo, que ocultó celosamente su identidad, no sólo revolucionó los géneros literarios abriendo camino a la novela moderna, sino que logró una obra tan llena de intención que cuanto más la leemos más nos sorprende y deleita. Especialista en literatura del siglo XVI, autor de numerosos estudios sobre literatura mística y la picaresca, Víctor García de la Concha ofrece en esta edición una guía clara y completa para adentrarse en el mundo apasionante del LAZARILLO
Si bien tienen su origen en el cristianismo ortodoxo, los Relatos de un peregrino ruso son uno de los grandes textos espirituales de la humanidad. Como tal, su mensaje y su propuesta resuenan más allá de la tradición concreta que alumbró la obra, que, escrita en un lenguaje sencillo y cálido, narra una peregrinación no sólo física, sino también espiritual. La presente edición, primera completa en un solo volumen en lengua española, añade a los cuatro primeros relatos publicados tradicionalmente los tres adicionales que fueron descubiertos en 1911. La introducción, a cargo de Sebastià Janeras, proporciona al lector interesado el contexto oportuno para situar esta obra anónima.
La dottrina dei dodici apostoli è una breve e chiara esposizione della fede cristiana; un piccolo catechismo e insieme una raccolta di norme liturgiche e disciplinari. È un testo antichissimo – redatto forse in Siria verso il 50-60 d. C. – che mostra di non conoscere i Vangeli nella loro versione attuale, in quanto successivi.
Ci dà informazioni preziosissime sulle prime comunità cristiane. Tratta della formazione dei catecumeni e dei missionari; della scelta dei vescovi e dei diaconi; dei rapporti interni alle giovani e piccole Chiese; dell’importanza del lavoro svolto con serietà e impegno; della responsabilità data e richiesta all’assemblea dei fedeli.
Di massima importanza sono i brani relativi al battesimo, all’eucarestia – che aveva ancora una forma molto diversa dall’attuale – e all’agape fraterna, che all’epoca precedeva l’eucarestia.
Non conosciamo il suo autore. Il testo integrale è stato scoperto solo alla fine del 1800, all’interno di un manoscritto ritrovato a Gerusalemme. Ma l’Opera era già nota a causa delle citazioni che ne avevano fatto i Padri della Chiesa; segno che essa era, già nei primi secoli, molto diffusa per la sua autorevolezza.
Leggendo questo libretto scritto da un Santo Sacerdote sorge spontanea una forte voglia di confessarsi subito e bene…
Con approvazione ecclesiastica della curia di Catania.
Da un codice del XIII secolo Rene Khawam ha recuperato un gioiello della letteratura araba. È il testo che gli studiosi giudicano "il più antico e il migliore", lo stesso che leggevano i califfi, i visir, i mercanti e le donne dei grandi secoli della civiltà araba. Libero da aggiunte arbitrarie, contaminazioni, interventi e censure, nella sua forma autentica "Le mille e una notte" riacquista il suo fascino originario. A tessere questa sterminata e labirintica trama di storie è Shahrazâd, eroina del racconto che fa da cornice alla raccolta, e affascinante odalisca penetrata da secoli nell'immaginario occidentale. Per scampare alla condanna dello spieiato re Shahriyâr, che intende vendicare sulle vergini del suo regno il tradimento subito, Shahrazâd sfrutta le doti dell'affabulazione offrendogli notte dopo notte racconti straordinari, rinchiusi l'uno nell'altro come in un sistema di scatole cinesi. Rapito dalla magia della narrazione, e dal fascino della cantastorie, il sovrano dimentica le ragioni dell'odio e annulla la condanna. Le parole di Giorgio Manganelli presentano e interpretano in modo il lavoro dei traduttori.
Autentica novità nella letteratura cinquecentesca, il "Lazarillo de Tarmes", archetipo del romanzo picaresco, è anche e soprattutto una grande satira della società del tempo. Scritto con sobrio realismo e con sagace ironia, è uno dei testi fondamentali della letteratura spagnola ed è stato un punto di riferimento per la moderna narrativa europea.Vi si narrano le innumerevoli disavventure del piccolo Lazarillo, costretto per fame a servire padroni avari e insensibili, i suoi vagabondaggi e le molte astuzie escogitate per sopravvivere. Cresciuto, il giovane accattone riesce infine, superando o aggirando avversità e ostacoli, a trovare una stabilità sociale ed economica.
Devozione fervida e profonda, stile sobrio e conciso, potenza espressiva ed efficacia persuasiva: sono le caratteristiche dell'Imitazione di Cristo, definito "il più sublime libro religioso del Medioevo".Tra mistica, morale e ascesi, un classico sempreverde della spiritualità cristiana, profondamente umano nel guidare all'esperienza religiosa e al perfezionamento interiore, affascinante nella sua universalità.