
Quando si parla di educazione sessuale due errori sono assai frequenti. Il primo è quello di confondere l'educazione con la semplice informazione, limitando poi quest'ultima a una serie di nozioni anatomiche e di "istruzioni per l'uso" (è l'impostazione prevalente nelle scuole, orientata a far superare più un esame di medicina che di vita di coppia). Il secondo è quello di chi, pur percependo che la dimensione educativa è prioritaria, non ne trae le dovute conseguenze "biologizzando" l'educazione stessa e rischiando quindi di ridurre alla sfera riproduttiva tutta la problematica sessuale. L'obiettivo che l'autore si propone è quello di fornire agli educatori - suoi primi destinatari - alcuni materiali per lo studio e la personale rielaborazione, dando spazio soprattutto alla prospettiva formativa. Il tutto integrato da alcuni riferimenti di ordine letterario, che affrontano il tema sotto l'angolatura di altri linguaggi descrittivi.
Perché tanti suicidi nella nostra società? Chi sono coloro che scelgono di non vivere? Quali valutazioni dare a questo fenomeno crescente? È possibile un'opera di prevenzione? Il tema del suicidio, per certi aspetti, è sgradevole da trattare: vi è la difficoltà ad assumere come oggetto di verbalizzazione e analisi un problema in qualche modo "censurato"; gioca un ruolo non indifferente l'inconscia riluttanza a prendere consapevolezza di un fenomeno connesso con una morte assai meno ineluttabile di ogni altra, essendo frutto di un'azione volontaria e, come tale, evitabile; infine, non va sottovalutato il voluto silenzio che spesso viene invocato per evitare possibili fenomeni emulativi. Il volume di Leone Salvino scompone il problema, ritrovando dietro la maggior parte dei suicidi un vuoto affettivo, esistenziale, valoriale che non si è saputo colmare. Un volume di grande utilità per operatori pastorali e sociali
Bioetica fede e cultura, a differenza di precedenti pubblicazioni, vuole sviluppare maggiormente la fondazione e le implicazioni della Bioetica, secondo quella prospettiva di riflessione che, definita "cultural bioethics" dal mondo anglosassone, trova in realtà nella riflessione filosofica e religiosa dell'area mediterranea le sue principali matrici.