
Il PPM (Processo Psicoanalitico Mutativo) è un metodo psicoterapico che, pur avendo come modello teorico di riferimento la teoria psicoanalitica classica, attinge anche dalla teoria delle relazioni oggettuali, da Ferenczi e dalle più recenti teorizzazioni sul concetto di campo e di interpsichico. Utilizzando sin dal primo colloquio una tecnica spiccatamente trasformativa del funzionamento psichico, il PPM ha l'obiettivo di portare il paziente ad un funzionamento psichico più genitalizzato, liberandolo da un pensiero fisso, assiomatico, difensivo e auto-menzognero per portarlo verso un pensiero flessibile, mobile, possibilista ed elaborativo. Questo volume presenta la fase investigativo-diagnostica del PPM chiamata IPM (Investigazione Psicoanalitica Mutativa), fase comunque in grado di attivare sin dall'inizio processi trasformativi. L'IPM analizza il comportamento del paziente dai primissimi contatti e lo confronta con ciò che lo psicoterapeuta prova e pensa del paziente stesso, per fare deduzioni sull'organizzazione del suo mondo intrapsichico e sul suo modo di funzionare. Il mondo intrapsichico del paziente si riflette nel modo in cui si relaziona con lo psicoterapeuta, lo influenza per determinare reazioni emozionali, ideative e comportamentali tali da consentire la perpetuazione del proprio funzionamento psichico, anche se patologico. I processi di "influenzamento" sono però reciproci e perciò è possibile che anche lo psicoterapeuta con le sue elaborazioni vada a modificare le modalità delle relazioni oggettuali e le conseguenti rappresentazioni mentali del suo paziente. Il PPM sostiene che tutto si svolge nella relazione a favore della trasformazione e del cambiamento. Come dice Petrini, "la soluzione delle vecchie contraddizioni è nella contraddizione delle vecchie soluzioni".
I disturbi della personalità sono stati considerati per lungo tempo una forma di psicopatologia a sé stante: a volte drammatici, bizzarri, eccentrici o ansiosi, con la loro sintomatologia sempre così ricca e specifica; tali malati vengono affrontati a livello clinico come pazienti che sono costretti a ricorrere alla consultazione psichiatrica e psicoterapeutica, ma in fondo senza avvertire troppo il proprio disturbo, riversandolo preferibilmente sul contesto familiare e sociale. È sempre la sintomatologia la figura dominante di uno sfondo di sofferenza che mal viene tollerata e che spesso diventa la motivazione principe all'evitamento di un percorso psicoterapeutico impegnativo sia per il paziente stesso sia per lo psicoterapeuta: è come se il paziente con disturbo della personalità mordesse la mano che lo aiuta, in una incessante lotta interiore tra richiesta di aiuto ed evitamento dell'aiuto stesso. Un manuale fondamentale che propone una trattazione ampia e dettagliata dei disturbi di personalità, sia in termini psichiatrici che psicodinamici, con una chiara e definita caratterizzazione nosografica, eziopatogenetica e terapeutica della patologia.