
Nella Torino del secondo dopoguerra e, poi, della grande immigrazione dal Sud Italia, fratel Luigi Bordino scelse di dedicare la sua vita alla cura dei malati e all'assistenza dei poveri all'interno del Cottolengo, la Piccola Casa della Divina Provvidenza. Una vocazione difficile, vissuta però con una forza morale indistruttibile e una umanità straordinaria, che lo hanno reso una figura molto amata dai fedeli, e non solo. Questa biografia, scritta con un linguaggio semplice e accessibile, introduce il lettore alla vita e all'azione del beato Bordino, con una speciale attenzione per le testimonianze di chi ha avuto in sorte di conoscerlo di persona - malati, sacerdoti, confratelli, suore, medici, parenti, amici -, da cui emergono i tratti salienti di una personalità fuori dal comune, eppure di una normalità sconcertante, caratterizzata da una fede incrollabile. Come scrive monsignor Giacomo Lanzetti, vescovo di Alba, nella prefazione al volume, "la sua modesta esistenza - segnata dalla nascita in una famiglia contadina di Castellinaldo, in provincia di Cuneo, da un servizio militare condiviso con tanti altri, anche in anni di dura prigionia, e poi dalla scelta di diventare fratello 'cottolenghino' - merita di essere dissodata in profondità, perché ne emerga la statura di eroica adesione a Cristo, specie per mezzo della dedizione ai poveri e malati; e dell'accettazione piena della sofferenza, che lo raggiunse e ne cesellò l'anima per l'incontro finale con Gesù risorto".
La figura di Guido Ghedini, sindaco di Negrar, uno dei principali comuni della Valpolicella in provincia di Verona, viene ricostruita e portata alla nostra attenzione in questo volume grazie alle diverse e preziose testimonianze raccolte dall'autrice. Il testo non ci offre soltanto la possibilità di conoscere meglio, grazie al perfetto mix di documenti di archivio e testimonianze di persone che lo conobbero, la sapiente opera svolta come amministratore publico che operò con lungimiranza, nel periodo della ricostruzione post-bellica, all'interno di una tradizionale realtà economica vitivinicola. Ma ci viene anche data la possibilità di conoscere, grazie al ricordo della figlia e dei suoi cari, la personalità di un uomo che seppe guadagnarsi, con la sua intelligenza e sensibilità cristiana, la stima di familiari, amici e colleghi.
Don Giuseppe Diana fu ucciso il 19 marzo del 1994 nella sua chiesa a Casal di Principe. A vent'anni da quel delitto di camorra, il libro racconta, attraverso il dialogo tra don Diana e il padre Gennaro, cosa è avvenuto dopo la morte del sacerdote. Una storia tra romanzo e cronaca che descrive le tappe più significative di una vicenda che ha fortemente segnato un territorio che oggi tenta il riscatto proprio nel nome di don Diana. I capi camorra sono tutti in carcere e le nuove generazioni cercano altri punti di riferimento. La camorra e la violenza sono i protagonisti di ieri. I giovani e le associazioni che gestiscono i beni confiscati sono i protagonisti di oggi. L'eredità del passato è pesante e la crisi sociale non aiuta a scegliere nuove strade. Il rischio di tornare indietro è concreto. Un argine lo sta faticosamente costruendo un popolo nuovo. È il popolo di don Peppe, che vuole trasformare quelle che una volta erano conosciute come le terre della camorra, nelle terre di don Diana.
Alfie Lambe nacque a Tullamore (Irlanda) nel 1932; entrò nella Legione di Maria e, designato come «Inviato», nel 1953 partì per Bogotà; da qui iniziò la sua infaticabile opera di apostolato nell’America del Sud. Dotato di un carattere forte e volitivo, fu tuttavia un modello di pazienza, amabilità e dedizione al prossimo; tramite la Legione fece rifiorire la vita cristiana con un’azione costante e capillare nelle famiglie, nei collegi, nelle carceri, nei luoghi di prostituzione, nei lebbrosari. Amava gli uomini, ciascuno in particolare, e stava volentieri con tutti, animandoli con il suo temperamento allegro e spiritoso. Il ritmo micidiale della sua attività contribuì alla sua fine prematura; un cancro diagnosticato tardi lo bruciò rapidamente: si spense a 26 anni, a Buenos Aires, nel 1959. Nella stessa città si è aperta nel 1978 la causa di beatificazione.
Che cosa potrà significare, per la Chiesa cattolica, l’ascesa di Dolan? A partire da un breve sguardo sulla biografia del porporato, per capire come essa abbia influito sulla sua formazione, il testo affronta i temi più scottanti del cristianesimo (lo scandalo degli abusi sessuali, il ruolo delle donne nella chiesa, l’omosessualità…); scopriremo quale sia il pensiero di Dolan a tal riguardo.
Infine, le riflessioni di Dolan su come il cattolicesimo possa offrire un messaggio di speranza per il mondo.
Nato a Montefalco (Perugia) nel 1857, Federico (Righetto) Cionchi, dopo un'infanzia segnata da numerose apparizioni della Madonna, condusse una vita semplice, ordinaria, fatta di piccole cose, fra Roma, Bassano del Grappa e Treviso, dove morì nel 1923.
Algeria, marzo 1996. Sette monaci cistercensi trappisti vengono rapiti e assassinati in circostanze mai completamente chiarite. Nel clima di guerra civile che insanguinava il paese, i monaci avevano scelto di restare accanto al popolo rendendo l'estrema testimonianza cristiana di carità.
Nato a Castelletto Sopra Ticino (Novara) nel 1901, padre Antonio fu missionario nelle Filippine fino alla morte per martirio (1945): durante un'incursione di soldati giapponesi, per salvare il Santissimo Sacramento dalla profanazione fu barbaramente ucciso.
Nato a Castelnuovo d'Asti nel 1851, allievo di san Giovanni Bosco e san Giuseppe Cafasso, fondò un istituto dedicato all'annuncio "ad gentes" che conta oggi oltre duemila missionari sparsi nel mondo. Morì a Torino nel 1926.
È possibile vivere nella gioia e nella gratitudine, nonostante la scoperta di una difficile malattia? È possibile continuare a credere e ad avere speranza? Samuele Bonetti, che a 19 ha conosciuto il mistero del dolore, ci testimonia una speranza che va al di là della morte. E dona anche a noi attimi di eternità. Attimi che annunciano come sia sufficiente un istante - se pieno perché Dio abiti la storia e il tempo. E valga la pena vivere.
Questo è un libro su Lourdes che ha come protagonisti gli ammalati. Cioè coloro che, giorno per giorno, posano lo sguardo sul mondo da una prospettiva di sofferenza. Questo libro esplora il modo con il quale essi affrontano il dolore alla luce della fede. Quel dolore innocente la cui esistenza ha accompagnato il destino dell'uomo nel corso dei secoli e continua, anche oggi, a interrogare i credenti. L'autore ha partecipato a tre pellegrinaggi pasquali in partenza dalla stazione di Brescia dal 2011 al 2013. Questi viaggi, da oltre 40 anni, conducono a Lourdes, nella Settimana Santa, 700 persone fra fedeli, malati, volontari, medici e religiosi. A organizzarli è il Centro Volontari della Sofferenza, l'associazione fondata nel 1947 dal sacerdote Luigi Novarese, che papa Francesco ha proclamato beato l'11 maggio 2013. Questo libro racconta i frutti del suo insegnamento.
Una ricostruzione accurata della vita di Christian de Chergé e delle vicissitudini del monastero di Tibhirine nella prima metà degli anni novanta del secolo scorso. Un volume che trae informazioni non solo dai testi del priore e dei suoi monaci, ma anche da testimonianze di persone che hanno conosciuto a fondo i protagonisti (a cominciare dai parenti di Chergé), frequentato la comunità o studiato a posteriori la cruenta pagina della guerra civile algerina che, insieme a quella dei sette trappisti, ha falciato la vita di altri dodici uomini e donne di Chiesa (fra i quali il vescovo di Orano).La biografia permette al lettore di avvicinarsi a questa straordinaria figura, che è stata anche al centro del film di Xavier Beauvois Uomini di Dio.