
Quello dei Cavalieri di Cristo è stato il più enigmatico e controverso esercito di Santa Romana Chiesa. Nati nel 1119 per vegliare sui pellegrini in Terra Santa, i Templari hanno affrontato il Saladino e i Mamelucchi, combattuto battaglie, garantito servizi finanziari a principi e sovrani, costruito imponenti fortezze e straordinarie cattedrali, fino a diventare il più potente ordine monastico degli occidentali. Ma la loro travolgente ascesa si è interrotta sul rogo che il re di Francia fece preparare per Giacomo Molay, l'ultimo maestro del Tempio. E quel drammatico epilogo non cessa di far discutere.
Se la corona di re dei bugiardi vanta pretendenti numerosi e illustri, certo Napoleone è uno dei più accreditati. Il figlio della Rivoluzione, che volle farsi raffigurare come un imperatore romano, non esitò a mentire né a riscrivere la sua storia pubblica e privata pur di costruirsi un'immagine immortale. Un talento, quello della menzogna, che - come dimostra lo storico Serge Cosseron - Bonaparte dimostrò fin dalla giovinezza.
Questo volume disegna la storia dei territori interessati dal dilatarsi della grecità verso occidente tra VIII e II secolo a.C. Il confronto con la Sicilia - via via percipita come parte integrante della Megále Hellás - e con altre aree coloniali greche; il ruolo fondamentale del Pitagorismo; la 'transizione' culturale e lo 'stato di sofferenza' del IV secolo, quando la grecità è ancora economicamente e politicamente valida, ma subisce la pressione e l'influenza delle genti vicine, preludio di una loro fragile egemonia e dell'avvento finale del dominio di Roma. Un profilo che si avvale di un'ottica diacronica interdisciplinare, tra letteratura e archeologia, storia religiosa, sociale e della mentalità.
Professore ordinario di Storia contemporanea all'Università di Napoli Federico II, Giovanni Montroni offre con questo libro un manuale dal taglio didattico innovativo, attento alla natura dialettica e contraddittoria del processo storico. L'autore ripercorre le vicende della storia mondiale lungo un arco di tempo bisecolare che dal congresso di Vienna arriva fino ai nostri giorni, prestando un'attenzione particolare alle vicende di paesi e regioni normalmente poco considerati nei manuali tradizionali.
Quando facciamo ingresso in una chiesa romanica o gotica che è giunta fino ai nostri giorni spesso fatichiamo a comprendere, in molti suoi aspetti, quanto rimane dell'assetto originario e della sua decorazione. Come non chiedersi per quale motivo le pareti della navata siano ricoperte da una sequenza irregolare e disordinatissima di pitture murali a soggetto religioso? E quale criterio sta alla base della disposizione di altari secondari, nicchie ricavate nello spessore delle pareti, piccoli armadi a muro, sostegni e mensole, transenne, barriere divisorie, tombe, sarcofagi, rialzi, pedane, volte e capelle?
Qual era il segreto di Roma? Come riuscì a mantenere il controllo di un territorio così vasto ed eterogeneo che andava dalla Spagna alla Persia, dalla Britannia all'Africa del Nord? Alternando capitoli riguardanti la religione, la società, l'economia a capitoli riguardanti l'organizzazione militare, l'amministrazione delle province e il potere centrale, Jacques e Scheid ricostruiscono una storia esaustiva dell'impero romano, evidenziandone il complesso apparato istituzionale e la formidabile capacità di creare consenso.
Charles S.H. Vane-Tempese-Stewart, settimo marchese di Londonderry, rampollo di una delle famiglie più nobili d'Inghilterra, cugino di Churchill e amico intimo del re, non nascose la sua ammirazione per Hitler. Un'ammirazione in realtà diffusa tra gli aristocratici inglesi, ma che fece di Lord Londonderry il capro espiatorio di una colpa che ricadeva su più vasti settori dell'establishment britannico: quella mancata opposizione all'Anschluss e alle leggi razziali che fu una delle cause dell'immane catastrofe della Seconda guerra mondiale.
Tra il 1935 e il 1945 l'Italia fu in guerra senza interruzioni in Etiopia, Spagna, nel Mediterraneo, nei Balcani, in Africa settentrionale, in Russia. Dal 1935 al 1941 il governo italiano dichiarò guerra a: Etiopia, Spagna, Albania, Gran Bretagna, Francia, Grecia, Jugoslavia, Unione Sovietica, Stati Uniti. In questo libro, la sintesi aggiornata e completa di questi conflitti. Una storia militare che mette in luce la continuità tra la politica fascista e il ruolo che le forze armate ebbero nel tradurre in atti concreti la ricerca di potenza nazionale: il principale scopo e giustificazione della dittatura mussoliniana.
Gli autori compiono un viaggio a ritroso nel tempo fino ai Greci e ai Romani per poi ritornare all'oggi, cercando di ricostruire il loro mondo, che è anche il nostro, in tutti i suoi vari aspetti. La religione, i miti, il potere, la politica, ma anche la vita comune di uomini e donne scorrono davanti ai nostri occhi: scopriamo così il mondo antico e colmiamo il divario fra noi e il passato, distante ma al tempo stesso familiare, perché ancora vivo nella nostra lingua, nella letteratura, nel nostro stesso modo di pensare.
Gli americani sono europei che hanno lasciato il proprio paese natale per sfuggire a persecuzioni religiose o politiche, alla povertà, alle barriere dei rapporti di classe o alla mancanza di opportunità di miglioramento economico o sociale. Non stupisce quindi che l'Europa si sia configurata nella coscienza degli americani come una madre-matrigna, sede di intolleranza religiosa o politica, di falsi splendori per pochi e di terribili miserie per molti. Storico delle dottrine politiche, Massimo Salvadori analizza l'idea di Europa nella rappresentazione del pensiero politico americano, dalla fine del Settecento alla metà del ventesimo secolo, evidenziando come un certo antieuropeismo americano abbia origini antiche.