
A uno sguardo superficiale, l'antico Egitto si presenta come un mondo lontano e diverso, ma l'Egitto è anche il luogo in cui per la prima volta, nella storia, si è sviluppato su ampia scala un apparato burocratico che di fatto ha posto le basi di una moderna concezione dello Stato. E' nella prospettiva di questa continuità e di questa inaspettata "vicinanza" dell'antico Egitto che gli autori ne reinterpretano le vicende sociali. Troveremo quindi tra le pagine di questo volume non solo le classiche ricostruzioni delle sequenze dinastiche e delle gesta dei sovrani, ma anche le trasformazioni sociali ed economiche del mondo egizio e la struttura delle formazioni politiche.
Dai luoghi d'origine dell'antichità romana fino alle soglie della contemporanea Germania riunificata, l'autore ripercorre tutte le epoche del passato tedesco con un'esposizione volutamente sintetica, supportata da numerose immagini che rappresentano qualcosa di più di un'appendice illustrata: non soltanto arricchiscono il testo di un piacevole strumento visivo, ma costruiscono quasi un secondo percorso di lettura. In molti casi le didascalie forniscono una sorta di miniatura storica che accompagna e integra il testo.
L'indagine storica di Cimmino prende avvio dal 1290 a.C., anno in cui Ramesses II, ancora assai giovane salì sul trono dove restò per sessantasette anni. Alla sua fama contribuirono una serie di congiunture favorevoli che resero il suo regno leggendario divenendo in breve tempo simbolo del prestigio e della potenza dell'Egitto. L'autore, con una attenta analisi delle testimonianze storiche, studiando i testi epigrafici, i monumenti dell'epoca e i documenti datati, è riuscito a liberare la realtà storica del faraone dalle nebbie della leggenda tratteggiando insieme con le linee fondamentali della sua attività militare, politica e diplomatica il ritratto di un uomo che anche senza gli abbellimenti del mito ha caratteristiche eroiche.
Dove e quando ha inizio la vera storia di Adolf Hitler? Rosenbaum affronta tutti gli interrogativi che, a partire dall'immediato dopoguerra, hanno diviso storici, filosofi e psicologi, animati dalla volontà di scandagliare la psiche dell'uomo che ha incarnato il Male del XX secolo.