Un santo in difesa dei lavoratori nella Torino dell'Ottocento: una storia da riscoprire.
Per quanti credono nella faticosa ma bella opera dell'educazione, seguendo il metodo preventivo di Don Bosco.
Il libro presenta il sistema preventivo di Don Bosco, nella convinzione che esso ancora oggi possa essere molto interessante per educare i giovani alla vita buona del Vangelo. Il titolo fa riferimento agli "Orientamenti pastorali" dell'Episcopato italiano per il decennio 2010-2020: "Educare alla vita buona del Vangelo", dove si afferma che «nella storia della Chiesa in Italia non pochi santi hanno fatto dell'impegno educativo la loro missione e hanno dato vita a iniziative singolari, parecchie delle quali mantengono ancora oggi la loro validità e sono un prezioso contributo al bene della società». Tra essi, appunto, san Giovanni Bosco e il suo sistema preventivo.
In questo libro le "vite" di Michele Magone, Francesco Besucco e Domenico Savio (tre fra i primi ragazzi dell'Oratorio del "Santo dei giovani"), scritte a suo tempo da Don Bosco stesso, rivivono in una nuova trascrizione in un linguaggio più adatto ai ragazzi d'oggi, e con brevi riflessioni al termine di ogni capitolo. Da allora è cambiato il modo di vivere, ma queste storie sono attuali perché parlano al cuore dei ragazzi e dei giovani. Di ieri come di oggi. Di questo sussidio è disponibile la guida didattica online su mondoerre.it.
La vita di don Bosco affascina tutti, grandi e piccoli, e questo perchè chiunque la legge può dire: Posso fare anch'io così". Il libro, attingendo dalla testimonianza diretta di don Bosco e di coloro che hanno vissuto con lui, racconta la sua storia.
Scrive l'autore, introducendo il volume: "In queste conversazioni cercherò di avere come guida Don Bosco. Con lui ascolteremo la Parola di Dio, con lui rinnoveremo la nostra radicale volontà di essere segni e portatori di Gesù ai giovani. Ascoltando le sue parole, specialmente quelle del suo testamento spirituale, purificheremo il nostro cuore e l'orientamento della nostra vita. Quando ricorderò e narrerò fatti e parole di Don Bosco, cercherò di leggerci dentro in profondità, e spero di rafforzare la convinzione che egli è per ciascuno di noi veramente il Padre e Maestro e che a lui ci ha affidato la Vergine Maria".
Grazie a questo libro potrete scoprire le doti eccezionali di cui era depositario il santo don Bosco, che non soltanto prevedeva gli eventi futuri, ma vedeva anche in sogno chi sarebbe morto, chi si sarebbe salvato, chi sarebbe stato condannato. Attraverso una selezione ragionata dei tanti sogni che l’hanno reso famoso si può cogliere non soltanto l’attualità storica della figura di don Bosco – di cui è stato evidenziato l’aspetto politico e sociale, riassunto nelle sue profezie sul comunismo e sui Savoia, che può ricomprendere anche il discorso sulla massoneria – ma anche la traduzione pratica dei suggerimenti per non abbandonare la retta via, per non farsi soggiogare dal male e per testimoniare, con le parole e le azioni, la salvezza attraverso la parola di Dio.
Questo libro racconta oltre 250 episodi che trattano dei tre principali doni o carismi con i quali il Signore ha arricchito l'anima di Don Bosco: 1) visioni o sogni: vere e proprie manifestazioni che Dio gli mandava per non lasciarlo solo, con l'immane peso di cui gli aveva gravate le spalle; 2) previsioni o profezie: affermava con sicurezza, fissando persone e date, la morte di uno, la guarigione di un altro, la disgrazia di un terzo, e tutto questo con naturalezza; 3) introspezioni: leggeva con facilità nelle coscienze, soprattutto dei suoi alunni. Il cardinal Vives y Tutò, difensore della causa di Don Bosco, disse: "Nella mia vita ho esaminato tante cause ma non ne ho trovata alcuna che traboccasse letteralmente di soprannaturale come questa".
Le Memorie dell’Oratorio sono, tra le opere di san Giovanni Bosco (1815-1888), una delle più personali, forse il libro più ricco di contenuti e di orientamenti preventivi che egli abbia scritto. Composte tra 1873 e 1875, in un momento di grande fervore operativo, riflettono sul cammino percorso per definirne il senso e focalizzare l’attenzione dei discepoli sull’identità di un’istituzione orientata alla salvezza dei giovani, pronta ad aprirsi in prospettiva mondiale. Risultano «una storia dell’oratorio più teologica e pedagogica che cronachistica, il documento più lungamente meditato e voluto da Don Bosco». Sono «un manuale di pedagogia e di spiritualità raccontata, in chiara prospettiva oratoriana» (P. Braido).
Questa nuova edizione utilizza il testo nell’edizione critica dell’Istituto Storico Salesiano, ulteriormente confrontata con i manoscritti originali. Un saggio introduttivo illustra l’importanza del documento per la conoscenza del mondo interiore, delle sensibilità e delle visioni del Santo, presenta i processi mentali messi in atto nella ricostruzione autobiografica e le intenzioni che hanno orientato la scrittura. Sono offerte anche chiavi interpretative e piste di lettura per valorizzare le potenzialità di questo eccezionale documento. Il testo è corredato da note storiche, da un’appendice documentaria e una tavola cronologica.
La "buonanotte" è una tradizione propriamente salesiana. Recentemente il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Pascual Chavez, ha detto: "La buonanotte non è solo dire alla sera una buona parola, dare un'informazione o un buon messaggio. La buonanotte aiuta a fare sintesi evitando la dispersione e la frammentazione, aiuta a fare una lettura credente della vita, della storia". Se non c'è qualcuno che ci dà la buonanotte, questo libro può venirci incontro. È la raccolta di 100 testimonianze inedite rilasciate sotto giuramento al Processo di Beatificazione e Canonizzazione di Don Bosco. 100 episodi, fatti o discorsi (ordinati per tema), con una riflessione conclusiva.
Nel maggio 1884 Don Bosco spedisce da Roma una lettera all'Oratorio di Torino Valdocco, che si trova in un momento di crisi, per rammentare a educatori e giovani che li vivono i principi basilari degli inizi dell'opera salesiana. Ma quel testo, quella Lettera da Roma può ancora dare delle "dritte" per la pedagogia e la pastorale giovanile. Dopo il testo della Lettera, il volume contiene alcuni saggi di noti e valenti esperti di Don Bosco, educatori e teologi, che dimostrano come l'appello del fondatore dell'Ordine per una pedagogia dell'attiva presenza e dell'amore sia del tutto attuale ancora oggi.
I buoni libri sono un'arma con cui spuntare le armi dei nemici. Con i libri si possono salvare molte anime. Questa la loro finalità:"I libri buoni diffusi nel popolo sono uno dei mezzi atti a mantenere il regno del Salvatore in tante anime. Io intendo caldamente raccomandarvi per la gloria di Dio e la salute delle anime, la diffusione dei buoni libri..."
Obiettivo di questa ricerca è quello di verificare la presenza del riferimento biblico negli scritti di Don Bosco e disegnare una mappa, il più possibile completa e ordinata, delle citazioni reperibili nei suoi scritti. È un lavoro di analisi, che ha il carattere di censimento, di raccolta dati. Globalmente gli scritti di Don Bosco presi in esame sono 240. Il numero di citazioni bibliche risultato da questa analisi ammonta a 6.929: 4.662 citazioni del Nuovo Testamento e 2.267 dell’Antico Testamento.
L’impianto della ricerca comprende tre parti. La prima presenta in forma sintetica la mappa delle citazioni bibliche negli scritti di Don Bosco: computo generale delle citazioni; loro distribuzione libro per libro; annotazioni critiche sul modo di citare di Don Bosco. La seconda parte presenta in forma analitica la mappa delle citazioni rilevate, testo per testo. La terza parte, intitolata: Don Bosco e la Bibbia, mira a mettere in rilievo l’importanza che la Bibbia ha avuto, innanzitutto nella formazione di Don Bosco; in secondo luogo nella sua azione pedagogica ed infine in alcuni suoi scritti di carattere educativo: le Vite di Luigi Comollo, di Domenico Savio, di Michele Magone e di Francesco Besucco; il Giovane provveduto; la lettera da Roma alla comunità di Valdocco; il Sistema preventivo nella educazione della gioventù; la circolare sui castighi da infliggere nelle case salesiane.
Nell’opuscolo Il cristiano guidato alla virtù e alla civiltà secondo lo spirito di San Vincenzo de’ Paoli Don Bosco, parlando di San Vincenzo, rivela uno dei segreti della propria esistenza e di tutta la sua azione educativa: «La dottrina del Vangelo era l’unica regola della sua vita» (OE XXVIII, 113); «Un disegno autorizzato da ragioni di una saggia politica non era di suo gradimento se non autorizzato dalla massime del Vangelo» (OE XXVIII, 109); «egli si era proposto Gesù Cristo a modello; attingeva nel Vangelo tutta la sua morale, tutta la sua civiltà, tutta la sua politica» (OE III, 235-236).