
Se la spiritualita dall'alto ci fa domandare: Che cosa devo fare per essere un buon cristiano?", la spiritualita dal basso intende proporre un'ascesa a Dio attraverso il discendendere nella realta delle proprie debolezze, delle ferite e dei limiti. Ed e proprio la, dove ci troviamo alla fine ... delle nostre possibilita, che ci troveremo aperti per Dio. "
Un libro per adolescenti di racconti missionari per Natale.
Brevi meditazioni a partire dalle due poesie più note di Bonheffer - Chi sono io? e Potenze benevole, composte durante la prigionia - che insieme agli altri testi presentati nel volume costituiscono una significativa testimonianza di forza interiore e profondità spirituale di fronte allo smarrimento ... e alla sofferenza inevitabilmente legati a una situazione tanto drammatica. Parole che invitano alla riflessione suggerendo possibili percorsi interiori per ritrovare noi stessi anche nei momenti più difficili.
La fede, virtù teologale, è parte integrante della vita del cristiano. L'autore offre numerosi spunti per la meditazione accompagnati da foto a colori che ne arricchiscono i testi. Emerge la sicurezza nella protezione del Padre e la fiducia che nulla può accadere al di fuori della sua volontà. ...
La speranza, virtù teologale, è strettamente collegata alla redenzione del cristiano. L'autore offre numerosi spunti per la meditazione accompagnati da foto a colori che ne arricchiscono i testi.
La carità, virtù teologale, è una parola che nel linguaggio del cristiano è intesa come amore ed è parte integrante della sua vita. L'autore offre numerosi spunti per la meditazione che fanno spesso riferimento alla Sacra Scrittura, accompagnati da foto a colori che ne arricchiscono i testi. ...
Una raccolta di meditazioni sulla Chiesa che nascono nel 1970 durante una settimana di studio del gruppo degli Oblati laici della Chiesa di Genova a cui P. Anastasio era stato invitato come relatore. Oggi facilmente si ha una visione della Chiesa spersonalizzata: ci si dimentica che essa e fatta ... di uomini e che percio la presenza dell'uomo nella Chiesa e un fatto fondamentale e non accessorio: senza uomini non c'e Chiesa. Se ci chiediamo chi e l'uomo, non possiamo fare a meno di ricordare il primo discorso che su di lui e stato fatto nella prima pagina della Scrittura. E' Dio che parla dell'uomo, manifestando un suo proposito: Facciamo l'uomo a nostra immagine, a somiglianza nostra". Questo proposito cosi si realizza: "Dio creo l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creo". Ci sono tre momenti in questo discorso divino: l'intenzione, l'azione e il successo del Signore. Dio voleva fare l'uomo, lo ha fatto e vi e riuscito. Non e piccola cosa che in un avvenimento l'intenzione, l'azione e il successo siano cosi coerenti. "
Cosa avrebbe detto S.Ignazio di Loyola agli educatori di oggi? Questo sussidio, rivolto agli educatori laici di oggi, testimonia il metodo educativo della Compagnia di Gesu. Questa lettera e una finzione letteraria. Introduce al rinnovato impegno della Compagnia del Gesu in Italia nell'apostolato ... educativo attraverso la scuola. E' stata scritta prendendo in considerazione gli Esercizi Spirituali, il documento Pedagogia Ignaziana e gli ultimi documenti sull'apostolato educativo. La realta della scuola dei Gesuiti in Italia e sempre piu affidata a docenti e collaboratori laici. La Compagnia di Gesu non per questo crede esaurito il proprio compito.Semmai questo si manifeta in modo piu specifico nel rendere partecipi della propria tradizione formativa quei docenti che sentono il loro impegno nella qualita di una risposta personale e responsabile.
Don Tonino Bello è un campione di speranza. La testimonia e ce ne svela il segreto. Ne ricapitola il percorso: dalle umanissime speranze primordiali, all'ulteriorità, passando per la croce. Una traiettoria in ascesa, che segna con la sua stessa vita.
Riflessioni sulle implicazioni pratiche dello Spirito Santo nella vita dell'uomo. Il libro contiene insegnamenti e meditazioni che p. Cantalamessa ha tenuto in occasione di incontri regionali e nazionali.
La buona volontà di amare il Signore! È stato il filo d'oro che ha brillato in tutte le mie azioni e le ha convogliate, dirette, impedite di straripare in sentieri dove il mio impulso, la mia ardenza di vita, avrebbero potuto portarle. Anche nel crepuscolo delle ore peggiori, in cui ero proprio ... una creatura di carne e sangue, ecco che il filo d'oro brillava e mi ricordava Dio e lo sguardo si alzava dalla Terra al Cielo. Uno sguardo sulle prime breve, poi sempre più lungo, finché si è allacciato per sempre, e l'assolo del divino Amore che mi diceva: "Vieni a Me!" si è mutato in duetto in cui io pure ho detto: "Vieni! Vieni nel dolore, vieni sempre, con tutto, ma vieni, vieni, vieni, mio solo Amore". E per raccorciare l'attesa e la distanza, seguendo, ora, il filo d'oro, correndo lungo di esso, mentre prima lo guardavo soltant, sono andata, andata, senza chiedere, senza neppur pensare di poter giungere al mio stato di ora, ma solo perché volevo sempre più amare. (Maria Valtorta il 23 febbraio 1946)