
CALENDARIO INTERCULTURALE E MULTIRELIGIOSO. L'orologiaio matto - 2003" n on e`solamente un calendario murale ma un progetto di educazione interculturale. Per ogni mese dell'anno vengono segnal ate, e spiegate, attivita che ci fanno conoscere le diverse culture aiutandoci ad essere uomini e donne ... che vivono e pensano al plurale. I disegni sono stati realizzati da ragazzi di varie nazionalita. Il calendario e`frutto del lavoro di studiosi, insegnanti, volontari e studenti ed e`alla settima "
La famiglia come soggetto sociale non e ancora patrimonio diffuso e comune: per questo, il convegno - da cui sono state tratte le relazioni di questo volume - segna una svolta per il riconoscimento della famiglia.
un popolo nuovo
La domanda che dà titolo al libro oggi è ben presente a tutti i genitori dotati di una consapevolezza anche minima del proprio compito: padri e madri sanno quanto sia decisiva una relazione educativa capace di consegnare ai figli un’immagine vera e buona della vita. Insieme, però, essi incontrano ... difficoltà tali da suscitare il dubbio sull’effettiva praticabilità di questa loro opera. Temono di essere senza risorse affidabili. Dall’attenzione a questo disagio, spesso sotterraneo, nasce l’idea del saggio. Esso intende favorire il superamento dell’apprensione verso una cura fiduciosa. Perché ciò possa avvenire, occorre prendere le distanze dai luoghi comuni della cultura pubblica, con i suoi miti fuorvianti, e capire che cosa è realmente in gioco nel rapporto educativo, chi sono i figli, quali le loro attese più vere. La persuasiva lettura dell’infanzia, della fanciullezza e dell’adolescenza delineata in queste pagine offre a padri e madri quelle risorse dell’intelligenza che oggi paiono così importanti nel concreto della responsabilità educativa. Essa, prima ancora di costituire un dovere arduo, è un evento che strappa all’affannosa ricerca di sé, schiudendola a quella dedizione che è il segreto di una vita riuscita. Educare si può, e forse è il compito più grato che possa accadere a un uomo e a una donna.
Giuseppe Angelini insegna Teologia morale alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, della quale è anche preside. Tra le sue opere in volume si segnalano: “Laico e cristiano” (Marietti, Casale Monferrato 1987), “Il figlio: una benedizione, un compito” (Vita e Pensiero, Milano 1991), ”Le virtù e la fede” (Glossa, Milano 1994), ”Assenza e ricerca di Dio nel nostro tempo” (Centro Ambrosiano, Milano 1997), ”Lettera viva. I vangeli e la presenza di Gesù” (Vita e Pensiero, Milano 1997), ”Teologia morale fondamentale” (Glossa, Milano 1999), ”La malattia, un tempo per volere” (Vita e Pensiero, Milano 2000).
L’odierno dibattito sulla globalizzazione si arricchisce, con il presente volume, di un originale contributo che intende superare due limiti di prospettiva assai diffusi nel proliferare della pubblicistica sull’argomento: da un lato, quello di pronunciarsi, ora a favore, ora contro una dinamica ... storica che sembra procedere autonomamente, senza dipendere dal consenso di nessuno e dall’altro quello di concentrarsi solo sui suoi aspetti economici. Senza negare né sottovalutare il ruolo fondamentale dell’economia nel processo di mondializzazione, Mastrojeni sottolinea come esso si estenda ormai oltre il piano dei mercati e delle relazioni commerciali tra gli stati: non si tratta più, solamente, di far cadere le barriere mediante le quali le economie nazionali, specie in passato, tendevano a proteggersi dalla competizione internazionale, ma anche di favorire lo sviluppo e tutelare i diritti degli individui e dei popoli. L’equilibrio globale del pianeta intreccia, infatti, molteplici dimensioni, tra loro inseparabili: il rispetto per l’ambiente, lo sviluppo per tutti, la libertà e la pace. La consapevolezza di tale interdipendenza indirizza oggi l’operato delle organizzazioni internazionali, delle quali si sottolinea l’insostituibile ruolo di attori di una globalizzazione orientata alla realizzazione del bene comune. E tuttavia non si nasconde che il cammino da compiere in questa direzione è ancora lungo, poiché, se è vero che la comunità internazionale è giunta a una lucida analisi della situazione attuale, le strategie di guida della globalizzazione sono ancora tutte da inventare. A partire da un principio fondamentale, ossia la centralità dell’uomo, la sua funzione di protagonista di un fenomeno storico del quale egli non è solo beneficiario o – nel peggiore dei casi – vittima, ma responsabile artefice.
Grammenos Mastrojeni, diplomatico di carriera, ha ricoperto, a partire dal 1991, numerosi incarichi tra cui quello di delegato alla 49a Assemblea generale delle Nazioni Unite, di vice-capo della Segreteria particolare del Ministero degli Esteri, di console d’Italia a Belo Horizonte. Attualmente capo dell’Ufficio Stampa Estera presso il Ministero degli Affari Esteri, è autore di numerosi articoli sul ruolo delle organizzazioni internazionali e del volume “Il negoziato e la conclusione degli accordi internazionali” (Padova 2000).
INDICE
Presentazione di Gianpaolo Salvini
Introduzione
I. Il migliore dei mondi: un modello di globalizzazione responsabile
1. Il nucleo duro della nebulosa
2. Una certa idea di globalizzazione
3. Lo spazio economico
4. Il sistema chiuso e il principio di interdipendenza generale: globalità geografica e globalità intrinseca
5. La responsabilità globale come fondamento di un’etica transculturale
6. I titolari della responsabilità globale e i destinatari dei nuovi precetti etici: individui e istituzioni
7. Qualità della vita e quantità nella vita
8. La libertà come fonte di responsabilità: la democrazia e il rispetto dei diritti dell’uomo quali presupposti dell’equilibrio globale
9. Cicli virtuosi e cicli viziosi
10. Il moltiplicatore degli investimenti sulle condizioni di vita e di realizzazione personale degli individui: natura, contenuti e benefici
11. Il primato dell’uomo e il principio di cooptazione
12. Strutture di pace
II. Il mondo reale: verso nuove strutture di pace?
1. La pace come condizione e obiettivo della globalizzazione responsabile
2. Il primato dell’uomo e il rifiuto della guerra
3. Il tramonto della superiorità nazionale
4. La paura della guerra e la coscienza della sua inutilità
5. La coscienza delle alternative alla guerra
6. Il primato dell’uomo: implicazioni passive e implicazioni attive
7. Un contesto istituzionale di pace
8. La necessità economica della pace e dell’integrazione
9. La fine del bipolarismo e la necessità della democrazia: dal controllo all’autocontrollo
10. La risposta della società
11. La natura necessariamente globale delle strutture di pace
12. La tela di fondo
III. Il mondo reale: l’economia della disparità
1. La disparità: un dato di fatto
2. L’inesistenza del grande complotto
3. Ragioni teoriche degli oppositori alla globalizzazione
4. La tesi dell’imperialismo onnivoro dell’Occidente
5. La tutela delle specificità regionali e la protezione delle economie fragili
6. I gestori della globalizzazione
7. Le Nazioni Unite: l’equità come condizione dell’efficienza
8. Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale: l’efficienza come strumento per costruire la giustizia
9. ‘Eppur si muove’
10. Il punto di svolta: la confluenza dei metodi delle Nazioni Unite e della famiglia di Bretton Woods
11. L’OMC: un foro di dialogo?
12. La filosofia dell’OMC: il commercio come meccanismo di coinvolgimento nello sviluppo
13. Gli investimenti e il ruolo delle multinazionali
14. Il metodo dell’integrazione economica a misura d’uomo
15. Il capitale privato e l’investimento socialmente responsabile
16. Un’autorevole opinione: Amartya Sen
IV. Il mondo reale: un pianeta in prestito dalle future generazioni
1. La sovranità evanescente
2. La triplice alleanza
3. La nascita del concetto di sviluppo sostenibile
4. La nozione attuale di sviluppo sostenibile
5. Progresso tecnico e sviluppo sostenibile
6. Fatti e progetti
7. Cupi scenari
8. Dallo sviluppo sostenibile alla solidarietà ambientale globale: l’acqua, un caso concreto
V. La realtà del mondo: l’uomo come fine, i suoi diritti come mezzo
1. Un metodo efficiente: i diritti dell’uomo
2. La dematerializzazione dei consumi e il Grande Fratello
3. Cultura globale e diritto all’autodeterminazione culturale
4. Le politiche a misura d’uomo
5. Il volontariato e il nuovo ruolo delle ONG
6. Uno sguardo nuovo sulle migrazioni
7. Il microcredito
8. Il commercio equo e solidale alla prova del mercato
9. Conclusione: la famiglia, la scuola, il villaggio
Introduzione
La globalizzazione ha i suoi sostenitori e i suoi avversari. È normale che entusiasmi, paure e perplessità si mescolino alla vigilia di mutamenti epocali. Nel momento in cui perdono alcuni dei loro punti di riferimento, le società esprimono due moti inconciliabili e tuttavia connaturati all’essere umano: il timore di un futuro incerto, ma anche la speranza che nell’incertezza ci siano i semi di un progresso.
Tale atteggiamento ha in sé, in realtà, un prezioso meccanismo di salvaguardia. È da esso che nasce la capacità di valutare collettivamente i rischi e i vantaggi di cui è portatore qualsiasi fenomeno. È quindi da esso che dovrebbe prendere le mosse quel dibattito che conduce le società a governare ogni mutamento in modo da indirizzarlo al bene comune.
All’ora attuale, il dibattito sulla globalizzazione è intenso, ma pare falsato da diversi errori di prospettiva. Il primo è frutto di una diffusa semplificazione linguistica: in teoria, è possibile essere semplicemente ‘contrari’ o ‘favorevoli’ alla globalizzazione, alla rivoluzione industriale, allo Stato, o alle nuove tecnologie. Tuttavia, è lecito domandarsi se ha un senso dibattere pro o contro una dinamica storica che procede autonomamente, senza dipendere dal consenso di nessuno. Il vero problema non è probabilmente quello di dire ‘sì’ o ‘no’ alla globalizzazione, ma si impernia sulla definizione di un bene comune cui essa dovrebbe indirizzarsi. Si tratta quindi di comprendere quali progressi si potrebbero conseguire assecondando il naturale sviluppo della storia del XXI secolo. Ma si tratta anche di identificare i suoi risvolti negativi e di adottare le misure adeguate per contenerli o contrastarli. In altri termini, il problema non è quello di accettare o rifiutare la globalizzazione, bensì di governarla correttamente.
Il secondo errore di prospettiva consiste nel concentrare l’analisi solo sui risvolti economici della globalizzazione. Tale ottica – prevalente, ma limitata – nasce dalla riluttanza ad affrontare pragmaticamente alcune questioni finora rimaste dominio riservato dei filosofi, come le aspirazioni collettive e il destino dell’umanità.
Senonché tali questioni divengono oggi ineludibili. Pur astenendosi dal concepire grandi progetti, siamo costretti a constatare che la globalizzazione non è un fenomeno qualsiasi: essa appare il punto d’arrivo di un moto millenario di ‘sinecismo’ che – con alterne vicende – ha portato l’umanità a organizzarsi in comunità sempre più vaste e articolate. Un moto che pare prossimo al suo esito finale e pone oggi l’individuo dinanzi al suo referente collettivo naturale: la famiglia umana, che abita su un unico pianeta e che, perciò, ne condivide le sorti.
In che misura e a quali condizioni la globalizzazione può costituire un’opportunità di sviluppo per i paesi del Sud del mondo? La domanda appare per molti aspetti paradossale, dal momento che, spesso, l’impatto, attuale e futuro, dei processi di globalizzazione sulle regioni più povere del pianeta ... viene letto in termini del tutto negativi, per non dire apocalittici. In realtà – questa è la tesi che qui si tenta di dimostrare – la globalizzazione è uno strumento di per sé neutrale, che moltiplica le capacità dell’uomo, tanto quelle di ‘fare il bene’ quanto quelle di ‘fare del male’: sta all’uomo stesso orientarla verso l’obiettivo della promozione delle persone. La globalizzazione offre notevoli opportunità di sviluppo: il suo ‘lato oscuro’ non consiste tanto in qualche caratteristica intrinseca, quanto nel fatto che le enormi possibilità che essa dispiega non siano state ancora raccolte.
Marco Caselli (Chiavari, 1973) è docente di Metodologia e tecnica della ricerca sociale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Di recente ha pubblicato "Misurare lo sviluppo. Tecniche e problemi" (Genova, 2001).
In famiglia è una collana sul tema dell’educazione dedicata ai bambini da 0 a 6 anni. Ogni libro affronta un particolare aspetto del comportamento del bambino colto nella quotidianità della vita familiare e dà indicazioni preziose su come capire questi "segnali non verbali".
In tutti i libri ... il testo è arricchito da una serie di esempi - tratti dell’esperienza "sul campo" degli autori, pedagogisti e psicologi - per esporre con chiarezza e concretezza le diverse modalita di approccio e mettere in luce le ragioni di successo o di insuccesso.
> L'appetito del bambino è, fin dalla nascita, una delle preoccupazioni principali del genitore: si tratta del suo benessere e della sua salute. Ma ancor più importante è la relazione affettiva che il piccolo «nutre» con gli adulti attraverso il mangiare. Affrontando tutte le domande che un genitore si pone - dall'allattamento ai conflitti alimentari - l'autrice offre indicazioni concrete e precise, adatte all'età e alla situazione del bambino.
In famiglia è una collana sul tema dell’educazione dedicata ai bambini da 0 a 6 anni. Ogni libro affronta un particolare aspetto del comportamento del bambino colto nella quotidianità della vita familiare e dà indicazioni preziose su come capire questi "segnali non verbali".
In tutti i libri ... il testo è arricchito da una serie di esempi - tratti dell’esperienza "sul campo" degli autori, pedagogisti e psicologi - per esporre con chiarezza e concretezza le diverse modalita di approccio e mettere in luce le ragioni di successo o di insuccesso.
La gelosia dei bambini spesso sconcerta. Eppure si tratta di un sentimento normale per chi si affaccia alla vita. Anzi è un passaggio fondamentale per riuscire ad aprirsi agli altri. E' importante quindi che il bambino possa esprimere la sua gelosia per imparare a superarla. Con passione e competenza l'autrice parla dei rapporti familiari avvelenati dalla gelosia e suggerisce il modo perché ognuno possa trovare il proprio giusto posto in famiglia.
In famiglia è una collana sul tema dell’educazione dedicata ai bambini da 0 a 6 anni. Ogni libro affronta un particolare aspetto del comportamento del bambino colto nella quotidianità della vita familiare e dà indicazioni preziose su come capire questi "segnali non verbali".
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Quando la casa si presenta come un campo di battaglia per il disordine creato dai nostri bambini, che fare?
Come ottenere un minimo di ordine e di rispetto per l'ambiente?
L'autrice non minimizza il problema, anzi lo amplia mostrando come nell'educazione all'ordine siano implicate molte altre cose: l'organizzazione della famiglia, l'utilizzo dei tempi e degli spazi, il bisogno di socialità e privacy. E offre alcuni punti di riferimento essenziali per affrontare con successo il problema.
In famiglia è una collana sul tema dell’educazione dedicata ai bambini da 0 a 6 anni. Ogni libro affronta un particolare aspetto del comportamento del bambino colto nella quotidianità della vita familiare e dà indicazioni preziose su come capire questi "segnali non verbali".
In tutti i libri ... il testo è arricchito da una serie di esempi - tratti dell’esperienza "sul campo" degli autori, pedagogisti e psicologi - per esporre con chiarezza e concretezza le diverse modalita di approccio e mettere in luce le ragioni di successo o di insuccesso.
Prima dei sette anni un bambino è capace di mentire? Certo inventa delle storie per rendersi importante o per cavarsi d'impaccio.
Più che tentare di ingannare , il piccolo confonde il reale e il fantastico. L'autrice con competenza e chiarezza suggerisce di considerare la bugia come un maldestro tentativo del bambino di misurarsi con la realtà.
Aiutato dalla parola e dall'esempio degli adulti, potrà imparare a costruire relazioni corrette e improntate alla fiducia con i familiari e con gli altri.
“Il problema del modo attraverso cui introduciamo alla fede i nostri ragazzi, di come li educhiamo a vivere il cristianesimo, torna prepotentemente alla ribalta… Questo contributo intende fornire un percorso che permetta a chi opera in questo settore della pastorale di comprendere quali sono ... le sfide con cui è chiamato a misurarsi, quali strumenti ha a disposizione, quali sono le necessità e le lacune con cui è obbligato a convivere, quali i passi da fare” (dall’Introduzione).
Un approccio nuovo ed estremamente interessante.