
La prima presentazione ufficiale dell’Opus Dei, istituzione fondata a Madrid da Josemarìa Escrivà nel 1928 per diffondere, nella società contemporanea e soprattutto negli ambienti intellettuali, i principi della perfezione cristiana.
Il libro, con uno stile scorrevole e piacevole nella lettura, spiega che cos’è l’Opus Dei, quale sia il suo messaggio rivolto a tutti i laici, come è articolata la Prelatura della Santa Croce e Opus Dei e quali siano i suoi rapporti con le Chiese locali.
Un libro leggibilissimo per tutti. Gli appartenenti all’Opus Dei lo accoglieranno come la loro biografia ufficiale.
Giuseppe Romano, nato a Palermo nel 1959, si è laureato in Lettere moderne nell’Università “La Sapienza” di Roma ed è giornalista pubblicista dal 1985. Libero professionista, abita a Milano ed è vicedirettore delle Edizioni Ares e del mensile Studi cattolici. Autore di vari libri, ha pubblicato con J.L. Olaizola, Il Vangelo nel lavoro. Josemaría Escrivá (San Paolo, Cinisello 1992); di J. Escrivá ha curato anche Cammino (Mondadori, Milano 1992); ha realizzato 2 cd-rom di Varcare la soglia della speranza di Giovanni Paolo II (Mondadori, Milano 1996); con S. Tamaro ha pubblicato Verso casa (Ares, Milano 1999; Rizzoli, Milano 2000) e da ultimo Il mondo di Giovanni Paolo II (La sua vita, il suo apostolato, il suo pensiero) (Mondadori, Milano 2000) e Digital Kids, guida ai migliori siti Web, cd-rom educativi e videogiochi per bambini e ragazzi, con S. Garassini (Raffaello Cortina, Milano 2001).
Nel libro l'autore ha raccolto alcuni brani di Josemaria Escriva, fondatore dell'Opus Dei, offrendo spunti di straordinaria ricchezza spirituale per la vita e la meditazione.
Alla luce di Cristo, la vita quotidiana deve essere vissuta nell'esperienza reale, vita la cui grandezza non è di azioni e gesti clamorosi, ma di atti concreti d'amore legati agli impegni più normali, al lavoro, alla famiglia, alle relazioni sociali. L'uomo deve cercare la propria realizzazione nelle circostanze ordinarie, vissute con la consapevolezza che sono il luogo dell'incontro personale con Dio. è questo il succo dell'insegnamento di Josemaria Escrivá, fondatore dell'Opus Dei, prossimo alla canonizzazione.
Così come Cammino, Solco è frutto della vita interiore e dell'esperienza di anime di san Josemaría Escrivá.
Ventotto testimonianze di prima mano scritte da gente che ebbe contatti personali con san Josemaría Escrivá, fondatore dell'Opus Dei, agli esordi della sua traiettoria, tanto spirituale come ecclesiale. Non interpretazioni a posteriori, ma ricordi dal vivo, narrati in presa diretta dai protagonisti: solo fatti, fatti rivelatori di disposizioni interiori che, nel loro insieme, compongono il ritratto di un santo proteso al servizio di tutte le anime, senza discriminazioni, in sintonia con tutti, amante della pluralità , rispettoso di una varietà che vede come ricchezza della Chiesa (pp. 400).
Mons. Javier Echevarria ha vissuto accanto al fondatore dell'Opus Dei dal 1950 al 1975. La sua testimonianza è pertanto la più importante, dopo quella di Alvaro del Portillo, al fine di approfondire la personalità e la dottrina del Beato Josemaria Escriva. Questo libro, frutto di un'intervista, contiene i ricordi personali di don Javier Echevarria, che ha dedicato molte ore a riordinare il proprio vissuto, cosciente della responsabilità di trasmettere alle generazioni future i fatti e le parole del fondatore. Apporta dati inediti, che confermano il profilo spirituale del Beato Josemaria Escriva: anima contemplativa, eroismo nelle virtù, santità di vita riconosciuta dalla Chiesa con la sua beatificazione, avvenuta il 17 maggio 1992.
si tratta di una raccolta di testimonianze raccolte per la prima volta insieme in questo volume. Il ritratto di mons. Del portillo che ne deriva ne evidenzia i tratti, la sua figura ecclesiale e il suo pensiero canonistico-teologico. Servo buono e fedele sono le parole con cui giovanni paolo ii defintl mons. Alvaro del portillo nel telegramma di condoglianze immediatamente dopo la sua scomparsa il 23 marzo 1994. Sette anni dopo il suo pio transito, la pontificia universita della santa croce con il presente volume vuole rendere omaggio al suo fondatore e primo gran cancelliere. Si tratta di una raccolta di testimonianze nate in ambito universitario e per occasioni diverse, raccolte per la prima volta in questo volume. Vivi ricordi di testimoni oculari che contribuiscono a tratteggiare un ritratto incompleto ma sufficiente di mons. Del portillo articolato intorno a tre nuclei fondamentali: la sua persona, la sua figura ecclesiale e il suo pensiero canonistico-teologico. Tutte le prospett ive in cui nel volume viene inquadrata la figura di mons. Del portillo, convergono nel delineare delle caratteristiche personalei cosi`amabili per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e l instancabile opera di un uomo che ha speso tutte le proprie energie e qualita per fare della propria vita un instancabile servizio alla chiesa.
L'autore ha realizzato con quest'opera la prima biografia critica di san Josemaría Escrivá (1902-1975), elaborata anche sul materiale della causa di canonizzazione. Un'opera che vuole essere definitiva, per estensione, metodo e per il fatto che, per la prima volta, un biografo ha potuto consultare tutto il materiale esistente, fino ad ora in gran parte inedito, conservato nell'Archivio della Prelatura dell'Opus Dei. Questo primo volume prende in esame la vita di Escrivá dal 1902 al 1936.
Negli anni della guerra civile spagnola l'autore, giovanissimo, viene in contatto con l'Opus Dei e con il suo fondatore. Un incontro che gli cambia l'esistenza. Sono pagine ricche di aneddoti che trasmettono tutte le ragioni e la gioia di una scelta e di uno stile di vita (pp. 160).
Una riflessione sul senso ultimo dell'esistenza umana nel suo fondamento. Questo senso è nell'intreccio o appartenenza scambievole di libertà e verità: solo la verità rende liberi, ma solo la libertà induce alla ricerca mai esaurita della verità (pp. 240).
La dottrina ecclesiologica sul Popolo di Dio e la chiamata universale alla santità sono i due pilastri su cui poggiano le nozioni di «consacrazione» e di «missione» del sacerdote: «uomo di Dio» perché scelto da Dio, e uomo da Dio stesso inviato agli uomini. Da qui scaturiscono la ragion d’essere e il ruolo del sacerdote nella Chiesa. Questo volume, apparso in prima edizione all’indomani del Concilio Vaticano II, è ormai un classico: anche perché dimostra, con la semplicità delle grandi opere, che il rigore scientifico e dottrinale può e deve andare strettamente unito alla profondità ascetica. «Il presente libro», scrive mons. Javier Echevarría, prelato dell’Opus Dei, nella Prefazione, «è stato tradotto nelle principali lingue e ha avuto diverse edizioni. Il passare degli anni non ne ha diminuito l’attualità, proprio perché l’insegnamento conciliare sui presbiteri è ancora da meditare e, in buona parte, da tradurre in pratica. Direi, anzi, che l’attualità si è accresciuta. Infatti, la celebrazione dell’Anno sacerdotale, indetto da Benedetto XVI in occasione del 150° anniversario di san Giovanni Maria Vianney, Curato d’Ars, rende ancora più urgente l’approfondimento degli insegnamenti conciliari sul sacerdozio ministeriale».
Mons. Álvaro del Portillo è stato Segretario della Commissione che nel Concilio Vaticano II ha elaborato il Decreto sui presbiteri, nonché perito in altre Commissioni conciliari. Nato a Madrid l’11 marzo 1914, mons. del Portillo per oltre quarant’anni è stato il più stretto collaboratore di san Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei, al quale è succeduto nel 1975. Contestualmente all’erezione dell’Opera in Prelatura personale (28 novembre 1982), Giovanni Paolo II lo nominò prelato dell’Opus Dei, e il 6 gennaio 1991 gli conferì l’ordinazione episcopale. Mons. del Portillo era ingegnere civile, dottore in Filosofia e in Diritto canonico. Tra i suoi scritti scientifici e pastorali va ricordato in particolare il volume Laici e fedeli nella Chiesa (Edizioni Ares, 1969), punto di riferimento obbligato negli studi teologici e giuridici sulla condizione dei laici nella Chiesa. Nell’Intervista sul fondatore dell’Opus Dei (Edizioni Ares, 1992), egli ha tracciato un indimenticabile profilo di san Josemaría.
Mons Álvaro del Portillo è morto all’alba del 23 marzo 1994, poche ore dopo il ritorno da un pellegrinaggio in Terra Santa. Giovanni Paolo II si recò a pregare dinanzi alle sue spoglie che ora riposano nella cripta della chiesa prelatizia dell’Opus Dei, in viale Bruno Buozzi, 75, a Roma. La fase diocesana della causa di canonizzazione di mons. Álvaro del Portillo si è conclusa a Roma il 26 giugno 2008.
L'incontro di un giovanissimo sacerdote con il fondatore dell'Opus Dei, nella Spagna degli anni Trenta, dischiude una dedizione che spiana la strada verso il martirio (pp. 208).