
Il libro è diviso in quattro sezioni (gialla, rossa, verde, blu) contenenti ognuna un tema differente.
SEZIONE GIALLA:L’IDENTITÀ
A Abramo e Giacobbe.Identità e fede
B Benedizione.Le preghiere più importanti
C Conoscenza.I testi fondamentali dell’ebraismo
D Dimora.La sinagoga
E Etica.Gli insegnamenti morali
F Festa.Shabbat,l’isola nel tempo
G Gastronomia.Quando un piatto è kosher?
H Hierosolyma.Israele e Gerusalemme
SEZIONE ROSSA:IL CICLO DELLA VITA
I Iniziazione.Nascita e circoncisione
L Lieta maturità.Bar e Bat-Mitzvah
M Matrimonio.La vita coniugale
N Nuova vita.La conversione
O Oltre.La morte e il lutto
SEZIONE VERDE:IL CALENDARIO
P Periodi santi. Il calendario ebraico
Q Quando il giudizio incombe.Rosh Hashanah e Yom Kippur
R Ricorda! Le tre feste di pellegrinaggio
S Sante convocazioni.Hanukah,Purim e altre festività
SEZIONE BLU:I VOLTI
T Tendenze.Askenaziti,Sefarditi e altre comunità
U Unità a rischio? I diversi movimenti dell’ebraismo
V Volti.Sacerdoti,leviti e rabbini
Z Zikkaron.Storia e memoria ebraica
AUTORE Daniel Taub,è un diplomatico,consulente legale presso il Ministero degli Esteri israelia-no,impegnato nei negoziati di pace tra Israeliani e Palestinesi.Ebreo ortodosso,insegna e scrive su Israele e sul Giudaismo.È autore dei testi di una popolare serie televisiva che presenta la vita degli Ebrei e i loro valori religiosi.Vive a Gerusalemme con la moglie e sei figli.Presso le Edizioni San Paoloha pubblicato Luci dalla Torà.Una lettura ebraica dei primi cinque libri della Bibbia (2008).
Il secondo volume di "Le religioni e il mondo moderno" indaga la "via alla modernità" che ha conosciuto l'ebraismo. E questo, sia dapprima come minoranza religiosa diasporica, ghettizzata e perseguitata, in un'Europa in via di modernizzazione che solo lentamente e drammaticamente doveva creare le condizioni perché gli ebrei europei potessero, a partire dall'emancipazione, reagire anch'essi a questa sfida, dando un loro contributo alla costruzione di una modernità aperta al pluralismo religioso; sia, come tragico effetto della Shoah e della nuova situazione che si è venuta a creare a partire dalla nascita dello Stato di Israele nel 1948.
Più ancora che una religione, l'ebraismo si presenta come un complesso di norme che regolano l'intera esistenza individuale e collettiva del popolo d'Israele. La sintesi di Norman Solomon tocca con chiarezza la peculiarità di questi aspetti: la vita spirituale e i riti (la preghiera, la meditazione, la Torah), la costituzione di una casa ebraica, il profetismo, il messianismo, la cabbala. Ma anche gli interrogativi che si pongono nella vita di tutti i giorni: come la "legge eterna" affronta questioni quali l'aborto, l'inseminazione artificiale o l'eutanasia. Una materia complessa, ricca di aspetti anche contraddittori, che l'autore riesce a esporre con chiarezza e vivacità, guidando il lettore nei meandri di una storia millenaria. Con nove illustrazioni e una bibliografia aggiornata che accompagna il lettore nella scelta dei testi di approfondimento.
Il volume pubblicato in esilio nel novembre del 1933, offre un'analisi lucida della situazione politica e sociale dell'ebraismo e delle sue prospettive di rinnovamento alla luce della cesura storica costituita dall'avvento del nazismo. Tramontata l'illusione di un'assimilazione nella cultura tedesca, gli ebrei devono, secondo l'autore, ricostituire un'identità non solo culturale, ma di popolo, e rivendicare così i loro diritti e doveri in quanto minoranza. La nuova forma di identità collettiva auspicata dall'autore comprende dunque la sfera politica, economica e culturale. Riconoscendo l'importanza di un'azione pratica che accompagni la riflessione teorica sul problema dell'ebraismo, il saggio rivendica la necessità di un territorio in cui gli ebrei possano insediarsi.
Chi è un antisemita? E prima ancora: cosa significa antisemitismo? Sono questi i due interrogativi alla base di questo stimolante saggio. Nel solco della migliore tradizione storiografica tedesca, l'autore esegue in queste pagine una dettagliata radiografia del concetto di antisemitismo, ponendo finalmente in discussione la sua validità - sinora data per scontata o sottointesa quale categoria scientifica a tutti gli effetti.
Dopo lo scandalo internazionale suscitato da "Pasque di sangue", sui possibili omicidi rituali in alcuni circoli ebraici tra Medioevo ed età moderna, Ariel Toaff affronta oggi un altro tabù dell'ebraismo contemporaneo: l'antisemitismo (e l'Olocausto) come elemento fondante dell'identità ebraica. Secondo Toaff, l'insistenza sull'Olocausto, e il conseguente vittimismo consolatorio, hanno creato un ebraismo virtuale, passivo e autoreferenziale, che ha un peso non solo politico ma anche culturale: annulla tutto ciò che è accaduto prima e dopo la Shoah, ed è il principale responsabile dell'incapacità degli ebrei della diaspora di confrontarsi con temi più urgenti, come il ruolo di Israele e l'inadeguatezza attuale di una coscienza storica consensuale e monolitica.
DESCRIZIONE: Gli occhi di allora sono gli occhi di una bambina ebrea, Mirjam, che in seguito alle leggi razziali del 1938 è costretta a lasciare la casa di Padova e a rifugiarsi con la famiglia ad Assisi, ove grazie all'aiuto del Vescovo, di alcuni sacerdoti e di altri, si sottrae sotto falsi nomi alla furia antisemita. Una narrazione che mostra un lato poco noto degli eventi tragici di quegli anni: a volte la salvezza venne agli ebrei da uomini e donne che, contro l'ideologia imperante, seppero ascoltare l'umano che era in loro, ritrovandolo negli ebrei in fuga.
Una storia scritta con levità, senza voler giudicare: «lo scrivere queste pagine è anche il mio modo, oggi, per dire grazie a tutti coloro che mi hanno fatto sentire che la vita anche nei momenti più oscuri può essere bella, se qualcuno ti è vicino, ti tende una mano o semplicemente, anche con il suo stesso silenzio, è insieme a te: se qualcuno con la sua presenza rompe il guscio della tua solitudine e della paura».
COMMENTO: Uno straordinario racconto delle vicende di una famiglia ebrea di Padova, che, rifugiandosi presso i frati francescani di Assisi, riuscì a salvarsi dalla tragedia della Shoà.
Il legame con la propria storia e la propria cultura è, in genere, connesso all'appartenenza a un territorio, a un luogo fisico. Tuttavia, nelle società contemporanee, le intense dinamiche migratorie hanno determinato una mobilità di persone che mantengono relazioni affettive con vari paesi e, nel contempo, costruiscono legami di lingua, di usi, di diritti e di doveri, con vari contesti di vita e di lavoro. Da ciò lo sviluppo di identità multiple. Quali sono le loro caratteristiche? Quali problemi sorgono all'interno di una società interculturale? Un caso storicamente emblematico è rappresentato dall'ebraismo. Privati di un territorio proprio, gli ebrei si sono visti costretti, nell'arco di secoli, a ridefinire se stessi sulla base di una fede e, al tempo stesso, di una condizione civile legata ai diversi luoghi di residenza e di cittadinanza. La cultura ebraica si offre in maniera esemplare quale strumento per comprendere come sia possibile oggi, di fronte ai massicci flussi migratori che interessano i paesi occidentali, trovare il modo di preservare identità e tradizioni proprie in un confronto aperto e costante con la diversità, le istituzioni e il modo d'essere delle comunità con cui di volta in volta, nella storia, ci si confronta. È precisamente la capacità di interazione e di e di scambio, a volte difficile e doloroso, che ha consentito all'ebraismo la sopravvivenza.
Descrizione dell'opera
Il termine “cabbala” deriva dall’ebraico, dove significa semplicemente “tradizione che si riceve”. Solo nel medioevo il termine passò a indicare una tendenza speculativa, e una forma devozionale a essa collegata, in seno all’ebraismo, tendenza e forma rimaste vive e operanti fino a oggi, con la pretesa di rappresentare la tradizione più antica e più segreta. Per questo la Cabbala rimanda al mistero e a cose incomprensibili e viene messa per lo più in relazione con la magia e la superstizione.
L’autore descrive anzitutto i presupposti della nascita della Cabbala e documenta quali elementi cabbalistici sono stati ripresi e sviluppati a partire dalla tradizione ebraica. La parte centrale del volume è un’introduzione alla Cabbala ‘classica’ nella forma da essa assunta verso la fine del XIII secolo. Maier presenta poi una scelta di testi commentati in modo da proporre tutti i principali temi della Cabbala.
Il volume prosegue la collana pensata per rendere disponibili ai lettori opere di grande pregio a un prezzo contenuto. Esso viene ad aggiungersi alle solide introduzioni di G. Stemberger al Talmud e al Midrash, per offrire al lettore un quadro della mistica ebraica rispettoso dei suoi presupposti, intenzioni e principi.
Sommario
Introduzione. I. I materiali. II. Sefer jesirah: il «Libro della formazione/creazione». III. La cabbala classica del medioevo. IV. Il simbolismo delle singole sefirot. V. L’uomo. VI. La sofferenza dell’uomo, i mali di «questo mondo» e le forze del male. VII. Culto, preghiera, meditazione e contemplazione cabbalistica. VIII. Cabbalisti come poeti. Indici.
Note sull'autore
Johann Maier (1933) ha compiuto i propri studi presso le Università di Vienna, Zurigo e Gerusalemme e si è abilitato in giudaistica nel 1964. Dal 1964 al 1966 è stato libero docente all’Università di Berlino e dal 1966 al 1995 è stato professore di giudaistica all’Università di Colonia. Conta numerose pubblicazioni di storia ebraica.
Haim Baharier, anticonformista studioso della Torà e del Talmud, affronta il tema della lettura dei testi sacri con tutta la sua sottigliezza di interprete e una libertà interiore nutrita dalla fede e dal dubbio. Attingendo a secoli di sapienza rabbinica - ma con un occhio alla drammatica realtà attuale - "II tacchino pensante" ci aiuta a scoprire tutta la ricchezza della parola di Dio, l'impegno necessario per accoglierla e comprenderla, e la rischiosa fecondità di un confronto ravvicinato con il testo. A illuminare il cammino sono anche aneddoti personali e storielle hassidiche struggenti o ironiche, sempre paradossali. Il risultato è un'illuminante e a tratti provocatoria meditazione sul rapporto tra oralità e scrittura, tra libertà e tradizione, tra l'individuo e il suo popolo, tra l'uomo e Dio.