
L'ampio commento alla Prima lettera ai Corinzi si articola in tre momenti: anzitutto un'analisi letteraria della sezione e delle sue parti, per evidenziarne le caratteristiche formali e l'intelaiatura strutturale (in questa parte vengono affrontati tutti i problemi legati al testo sia quanto alla trasmissione che quanto all'autenticità); poi una ricostruzione, basata sui dati certi e i più numerosi indizi offerti dalla lettera, del problema affrontato e della situazione della comunità destinataria della comunicazione epistolare (in questa parte i problemi delle comunità paoline e la soluzione proposta dall'apostolo sono ricostruiti attraverso illuminanti paralleli con fonti coeve classiche o ebraiche); infine, una lettura analitica del testo, versetto per versetto, (in questa parte si apprezzerà lo sforzo per una traduzione puntuale, capace di seguire da vicino il testo greco). L'attenzione dedicata al contesto culturale di origine giudaica e di matrice classica, greca ma anche latina, percorre tutte le parti del commento e gli dà forma. Il lavoro è condotto in costante dialogo con gli studiosi e con le ricerche più recenti; la bibliografia è fornita sezione per sezione e in fine volume. Per l'ampiezza, per l'attenzione agli aspetti testuali, storici e teologici, il commento di Barbaglio è uno strumento in grado di rispondere alle molteplici esigenze (religiose o laico-culturali) che portano un lettore a consultare o studiare il testo biblico.
Testo greco, neovolgata latina, analisi filologica, traduzione italiana. Strumento di lavoro che permette un accostamento diretto al Vangelo nella lingua nella quale e giunto a noi
note di commento sulla struttura letteraria, la punteggiatura, le lezioni e le citazioni bibliche. Il bezae codex cantabrigiensis dei vangeli e degli atti e`un codice bilingue, greco e latino, copiato nei primi decenni del v secolo. In questo codice il vangelo di giovanni segue immediatamente quello di matteo. Si puo`ritenere che esso rappresenti le tradizioni della chiesa di efeso, parallele e forse anteriori a quelle documentate negli atti degli apostoli in relazione a san paolo. Il testo latino di giovanni del codice di beza h testimone diretto, non dipendente dal greco nh parallelo, perche`conserva articolazioni di significato altrimenti perdute. Il presente volume rende conto di una lettura del vangelo di giovanni secondo la colonna latina del codice bilingue. Presenta e commenta la struttura letteraria e la lezione latina; analizza anche la punteggiatura della colonna latina, di frequente differente da quella greca parallela, e cosi`la scansione dei righi. Oltre che agli sviluppi teologici, in questo commento viene dato rilievo anche al calendario liturgico giudaico che e`presupposto, e alla coerenza temporale e geografica delle sue testimonianze.
COPIA ESATTA DEL MANOSCRITTO ONCIALE GRECO-LATINO DEI QUATTRO VANGELI E DEGLI ATTI DEGLI APOSTOLI SCRITTO ALL INIZIO DEL V SECOLO E PRESENTATO DA THEODORE BEZA ALL UNIVERSITA DI CAMBRIDGE NEL 1581. Il bezae codex cantabrigiensis, codice bilingue, greco e latino, scritto poco dopo il 400 h una delle due forme nelle quali ci sono stati trasmessi i vangeli e gli atti degli apostoli; l'altra e`rappresentata dal codice vaticano. Le edizioni critiche tengono conto delle lezioni del codice, ma i due codici, vaticano e di beza, conservano il loro valore di testimoni privilegiati delle piu`antiche tradizioni. Inoltre, il latino del codice di beza e`importante per la sua diversita dal greco corrispondente e dal greco del vaticanus e va considerato non soltanto in modo analitico, per la documentazione delle sue lezioni singole, ma anche per la complessiva impaginazione, punteggiatura e struttura letteraria. In conclusione, disporre di un'edizione manuale, greca e la tina del bezae codex cantabrigiensis accanto al vaticanus (praticamente riprodotto nel testo critico) significa recuperare uno dei due testimoni fondamentali del testo sacro dei vangeli e degli atti. Que sto volume presenta la trascrizione del testo originale. Poiche, perr, talvolta il copista, avendo bisogno di spazio, ha compresso il testo e i versi per risparmiarlo, il curatore della presente edizione ha ricostruito quella che ritiene essere stata la scansione primitiva dei righi, in modo da valorizzare la potenzialita di espressione del testo.
Note di commento sulla struttura letteraria, la punteggiatura, le lezioni e le citazioni bibliche del Vangelo di Marco nel Codice di Beza.
QUESTO STUDIO PRENDE COME TEMA DI RICERCA LO SPIRITO PARACLITO NEI DISCORSI DELL ADDIO ED ESAMINA CIO`CHE E`COMUNE ALLO SPIRITO E AGLI ALTRI DUE AUTORI DIVINI DELLA SALVEZZA.
i grandi padri della chiesa dei primi secoli del cristianesimo non solo si sono interessati della prima persona della trinita e hanno mostrato il suo ruolo essenziale, ma si sono impiegati a spiegare la centralita di dio padre.
L'autore
Ortensio da Spinetoli ha perfezionato i suoi studi teologici e biblici nelle università di Friburgo, Innsbruck, Roma, Gerusalemme. Ha insegnato A. e N.T. nello Studio teologico di Loreto, nel Seminario di Macerata, nell'Antonianum e nella Facoltà Valdese (Roma). Dei suoi scritti ricordiamo: Itinerario spirituale di Cristo, 3 voll., Assisi 1971-74; Maria nella Bibbia, Bologna 1984; Chiesa delle origini chiesa del futuro, Roma 1986; Matteo. Il Vangelo della chiesa, Assisi 1993; Luca. Il vangelo dei poveri, Assisi 1994.
Il libro
«I "Vangeli dell'infanzia" sembrano "memorie", "ricordi", sono invece quadri, annunci profetici.
La storia vera è rimasta nascosta e lo rimarrà ormai per sempre; quella che gli evangelisti "raccontano" è immaginaria. I fatti così narrati non sono mai accaduti; quelli che appaiono tali sono proiezioni sul mistero di Cristo e della salvezza... Lo scopo di questo quadro introduttivo è ripercorrere l'iter che ha avuto, soprattutto in questi ultimi decenni, l'interpretazione di Mt 1-2 e Le 1-2, nell'intento di cogliere le eventuali orientazioni emerse, le piste che potrebbero rivelarsi utili per un approfondimento della ricerca.
Da quando le scuole liberali hanno cominciato a leggere i testi evangelici in chiave critica, la loro attendibilità si è venuta a trovare seriamente compromessa. I più discutibili si rivelavano i "racconti dell'infanzia". Quelle che apparivano "narrazioni" potevano anche essere libere composizioni apologetico-teologiche o didattico-pastorali. Tra Gesù e gli scritti che parlano di lui prendeva posto la tradizione della chiesa che aveva riascoltato, rivissuto, ma anche reinterpretato, adattato il messaggio del maestro. Non aveva certamente tradito la consegna ricevuta, perché non era nelle sue intenzioni, anzi era dominata da preoccupazioni opposte: ritrasmettere unicamente quello che aveva ricevuto (cfr. 1Cor 11,23).
I Vangeli dell'infanzia sono sintesi cristologiche della chiesa delle origini. Non arrivano al grado di quella giovannea, ma superano quelle di Atti e dei Sinottici. Una stessa linea ricapitola le antiche promesse (fede israelitica), la storia cristiana e la predicazione della chiesa.
Il testo di Lc 1-2, al pari di quello di Mt 1-2, è un vangelo a sé stante, una composizione per commemorare la nascita del messia, ma soprattutto per un suo annuncio (apologetico) alle comunità giudeo-cristiane» (Ortensio da Spinetoli).
esce finalmente la grammatica di ebraico biblico del compianto p. Angelo lancellotti, a dodici anni dalla sua morte. Una grammatica elaborata nello spazio di 7 anni di insegnamento presso lo studium biblicum franciscanum di gerusalemme a pa e' una grammatica storica, interessata a mostrare la coerenza interna e la fedelta evolutiva della vocalizzazione ma