
Non una storia del fascismo e del nazismo, bensì un bilancio puntuale dei tratti che li apparentarono, e delle singolarità rispettive. Grande attenzione è data anche al parallelo sul governo dell'economia, incluse l'agricoltura, l'autarchia e la mobilitazione economica; al rapporto dei due regimi con la cultura e la società, al rispettivo grado di consenso, infine al modo in cui nazismo e fascismo affrontarono la sfida della guerra. L'autore reca un utile contributo conoscitivo sui caratteri del totalitarismo di destra. Questa edizione si arricchisce di nuove informazioni sull'organizzazione sociale e sul ruolo dei militari nei due regni.
Pubblicato una prima volta nel 1955, in occasione del decennale della Liberazione, "Uomini e città della Resistenza" è il testo fondatore della nostra epica resistenziale. Raccoglie testi ed epigrafi composti in ricordo di figure eroiche come i fratelli Rosselli e i fratelli Cervi, e di città martiri come Cuneo, Ferrara, Firenze. Piero Calamandrei (1889-1956), giurista, scrittore e uomo politico, fu tra i fondatori del Partito d'Azione e tra gli artefici della Costituzione repubblicana. Nel 1945 fondò a Firenze la rivista "Il Ponte", animando il dibattito politico, culturale e civile del primo decennio della Repubblica. Prefazione scritta da Carlo Azeglio Ciampi.
Sanzioni, obblighi, espulsioni, privazioni, fino all'internamento e alla deportazione: l'Italia non fu seconda a nessuno per la meticolosità e la severità delle misure imposte agli ebrei. Enzo Collotti, già professore ordinario di Storia contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Firenze, è membro del direttivo dell'Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia.
Perché proprio Hitler? In che modo è stato possibile che un individuo così mediocre, un signor nessuno, sia arrivato ad esercitare un influsso tanto drammatico sui destini di uomini e nazioni, a scatenare un secondo conflitto mondiale e istigare il più terribile genocidio di tutti i tempi? In questo libro Ian Kershaw si interroga sulla natura e sui meccanismi del potere dittatoriale di Hitler e analizza la straordinaria forza carismatica che dapprima fece di lui il tamburino delle masse nazionaliste, l'uomo capace di offrire a più di tredici milioni di tedeschi la speranza della salvezza nazionale, e infine Io trasformò nel Führer.
"Una delle pagine più cupe dell'ultima stagione del nazifascismo: la deportazione degli ebrei d'Italia nei campi di concentramento. Titti Marrone gestisce tutto questo magma storico tenendo forte la rotta della schietta testimonianza. Abbassa questa barbarie all'altezza dei bambini. Visto da loro il male mostra il lato più spaventoso." (Marco Maugeri, l'Unità). È un treno a rapire i tre bambini di questa storia ed è un treno a restituirne due nel dicembre 1946. Nel mezzo di questo essere portati via e essere restituiti, c'è l'indicibile del campo di sterminio. Questo libro racconta di tre bambini deportati ad Auschwitz con le loro madri. Titti Marrone è responsabile delle pagine culturali del "Mattino" di Napoli.
Una analisi degli scavi archeologici compiuti nella chiesa di San Damiano di Assisi, a partire dal 1989. San Damiano e luogo dello Spirito, luogo che ha visto la genesi dell'avventura umana e cristiana di Francesco d'Assisi e di Chiara piccola pianta" nata dal suo carisma. San Damiano e il luogo che ha visto nascere e svilupparsi il cammino personale dei due santi e, soprattutto, la vita comunitaria delle "Sorelle povere". Il presente lavoro di illustrazione e prima analisi degli scavi archeologici compiuti a San Damiano a partire dal 1989 - curato dalla prof. Letizia Ermini Pani - aggiunge ulteriori informazioni per la conoscenza di quelle origini francescane che continuano ad affascinare e a far discutere lo storico di oggi. Con numerose illustrazioni e piantine fuori testo. In allegato: riproduzione anastatica del volume "Guida ai Santuari di Assisi". "
Questo volume contiene una raccolta di storie medievali incentrate sulle figure dei grandi eroi del tempo. Vengono narrate le gesta di personaggi come Carlo Magno e i suoi paladini, re Artù e i suoi cavalieri, Tristano e Isolde, ma si scoprono anche numerose altre storie meno conosciute, dalle versioni medievali delle avventure di Alessandro il Grande ed Enea alla parodia dell'eroismo in Robin Hood, dalle imprese di Attila e di Teodorico ai racconti del Cid. Nel testo vengono esplorate le diverse culture dalle quali il Medioevo trae ispirazione: il mondo celtico, l'epica greca, la lotta all'impero romano contro i barbari. Ogni voce fornisce il profilo della storia narrata, la sua diffusione in Europa e le sue manifestazioni nell'arte.
Diversamente da quanto il titolo potrebbe far intendere, questo non è un libro contro il digitale, anzi: le nuove forme tecnologiche odierne sembrano poter amplificare alcune delle potenzialità della fotografia tradizionale, basti pensare al formidabile utilizzo delle fotocamere dei cellulari nella produzione e archiviazione di "oggetti" di memoria. L'avvento del digitale, l'affermazione di una tecnologia che fa della manipolazione la sua arma migliore, sembrano aver dissipato le critiche mosse a teorici, artisti e operatori di epoca analogica, secondo le quali la fotografia di prima generazione veniva considerata un mezzo di duplicazione della realtà, incapace di "mentire" e, quindi, di produrre forme culturali. Ma con il passaggio dall'analogico al digitale, definito da molti epocale e dirompente, la fotografia ha veramente cambiato modalità e filosofia di rappresentazione? Andando oltre la querelle tra gli "apocalittici" e gli "integrati", tra coloro che rimpiangono i prodotti a traccia chimica e quelli che ne annunciano l'inesorabile tramonto celebrando i fasti del nuovo sistema, l'autore propone un confronto originale delle due tecnologie per tornare a riflettere su questioni fondamentali, etiche ed estetiche, dell'identità fotografica, sul ruolo e la responsabilità dell'autore, sull'arte e la comunicazione più in generale.
Uno dei più grandi storici dell'arte del Novecento ripercorre in questo libro le fasi più significative della storia della pala d'altare, dalle origini al Cinquecento. Protagonista indiscussa della pittura italiana nell'arco di tre secoli, la pala d'altare rappresenta un genere a sé, e come tale merita di essere indagata e analizzata. E proprio cimentandosi con questo particolare veicolo espressivo che pittori del calibro di Masaccio, Mantegna, Piero della Francesca e Tiziano hanno definito il loro stile e sancito l'immortalità delle loro opere. Prendendo spunto dal problema teorico della pala d'altare, l'autore ne rintraccia le origini nelle produzioni artistiche del 1100-1200, per dedicarsi infine a un'analisi storica della pala italiana attraverso l'esame di alcuni esempi fra i più significativi. Un libro per esperti e meno esperti, per chi intende approfondire un tema appassionante e per chi vi si avvicina per la prima volta.
Precettistica religiosa, letteratura libertina, arte figurativa, documenti archivistici delineano la storia sotterranea di un'intimità quotidiana che non ha prodotto molti discorsi, né memorie collettive. Uno spaccato che dal Medioevo alle soglie del Novecento porta alla luce visioni culturali e correnti di pensiero dal punto di vista religioso e laico. Un quadro variegato di conferme e di sorprese per rivivere le avventure del corpo nei pruriti di pulci e pidocchi, nelle evacuazioni umane, nelle pratiche igieniche genitali, nelle sollecitazioni e nelle mortificazioni delle "parti vergognose". Dalle avventure di un corpo a misura d'uomo emerge un'intimità quotidiana istintiva o calcolata, in cui la vera sorpresa è la scoperta di un mondo di donne.

