
La storia d'Europa è la storia di una vicenda perenne di contrazioni e espansioni di un grande spazio di civiltà. E' in questo spazio che è nata la tradizione del Cristianesimo, si sono incrociati e fusi i destini di grandi popoli e di grandi tradizioni culturali, è sbocciata la civiltà moderna della scienza e della tecnica, è fiorita la cultura dell'uomo e della libertà morale, politica e civile. E tutto ciò fino ad oggi, alla nuova pagina dell'Unione europea e ai suoi problemi nel mondo della globalizzazione.
Da quando esiste l'alta cucina, i cuochi si sono dedicati a perfezionare tecniche e accorgimenti per la decorazione e la disposizione dei cibi in tavola. Dai banchetti rinascimentali ai trionfi della "grande cuisine" ottocentesca, dal lancio della cucina internazionale alla diffusione della fotografia gastronomica e all'invenzione della "nouvelle cuisine", questo libro ricostruisce la "storia estetica" della cucina attraverso le principali tappe che hanno scandito l'evoluzione del gusto della tavola, mettendone in luce le implicazioni culturali e le influenze artistiche.
Vidotto propone una storia politica e sociale di Roma dal 1870 ad oggi. In questo volume trovano spazio la crescita demografica, lo sviluppo urbano, le vicende dell'amministrazione, ma il tema portante è la ricostruzione delle modalità con cui Roma ha interpretato il nuovo ruolo di città capitale dell'Italia unita. Un ruolo tanto più arduo da consolidare quanto più pesavano le memorie del passato e i miti della Terza Roma.
Giuliano Procacci studia i vari aspetta della storia contemporanea, rivolgendosi a quell'episodio, ossia alla disfida di Barletta, con la curiosità e la passione per le fonti che lo hanno aiutato a narrare i grandi eventi. Procacci ha così scoperto che la disfida di Barletta non andò proprio così come la si conosce e che di disfide ce ne furono più di una, in secoli diversi. E' stato uno di quegli episodi della storia che servono alla politica, al patriottismo e anche alla letteratura, e che vanno quindi raccontati nuovamente.
Il destino di quanti rimasero ad abitare in Istria e a Fiume sotto il regime del marsciallo Tito dopo l'occupazione delle truppe jugoslave al termine del secondo conflitto mondiale. Pochi sanno, per esempio, che la maggior parte degli abitanti di quelle terre scelse l'esodo e abbandonò le propie case per trasferirsi oltre confine. Chi invece rimase, assistette in breve tempo a un totale sconvolgimento del tessuto sociale, della vita politica, delle relazioni economiche e umane.