
Nell'anno dedicato dalla Chiesa all'Eucaristia, pubblichiamo le 16 omelie sull'Eucaristia, trascritte dallo stesso Carlo Borromeo o da fedeli testimoni. Il santo vescovo si rivolge al popolo, ai potenti, ai principi dell'epoca, al suo clero, ai religiosi: a tutti indica con chiarezza la via di una intensa devozione eucaristica. Numerose e scelte con cura le sue citazioni della Scrittura. Ferma e illuminante la dottrina. Pagina dopo pagina l'Eucaristia diviene modello e fonte di vita cristiana, di armonia nella comunità, di trasformazione del mondo. Con una completa biografia dell'autore e un'attenta introduzione sul tema "Il pensiero di San Carlo sull'Eucaristia".
Nestore l’Annalista è il principale cronista medievale dei quattro redattori della Cronaca degli anni passati. In questa unica e nuova traduzione con commento, egli dipinge un affresco narrativo stupefacente, immenso, preziosissimo della nascente civiltà russa. Dotto, geniale, finissimo conoscitore delle Scritture, mente portentosa e penna elegante, Nestore tramanda così ai posteri la genesi del primo Stato russo, la storia dei suoi principi e della sua gente, l’assunzione del Cristianesimo, il rapido radicamento di un’incomparabile spiritualità, il divenire della sua gloriosa Chiesa mantenendosi sempre e impeccabilmente nell’alveo della verità con amore palpitante per il suolo natio e commisurato orgoglio etnico.
Alda Giambelluca Kossova, professore or dinario di Filologia Slava dell’Ateneo di Palermo, filologa pura (edizioni critiche di C?ernorizec Chrabar, O pismenech’, Sofia-Firenze 1980 e della paleobulgara Visio Isaiae per la "Series Apocry phorum" del Corpus Christianorum, Brepols-Turnhout, Belgio, 1995) con spiccata predilezione per l’ermeneutica. Nei suoi innumerevoli saggi di esegesi biblica spazia dalla letteratura slavoecclesiastica antica a quella della Rus’ kieviana, dalle opere della Scuola scrittoria di T?arnovo alla tradizione letteraria della Moscovia.
Di Papia si sa solo che fu vescovo di Hierapolis in Frigia nei primi decenni del secondo secolo e che scrisse un'opera in cinque libri: "Esposizione degli oracoli del Signore". Di essa rimangono pochissimi frammenti, ai quali si aggiungono informazioni su elementi dell'opera e sul suo autore; il tutto è trasmesso da scrittori cristiani distribuiti tra il secondo e il tredicesimo secolo. Questi frammenti, quindi, pur con i difficili problemi che pongono - e che richiedono un approfondito commento storico e letterario - costituiscono una fonte insostituibile d'informazione sulle pratiche e le dottrine di ambienti cristiani antichissimi, che erano ancora in contatto con la prima generazione dei credenti in Gesù.
Dalla penna di Alessandro Pronzato, ecco il secondo volume che completa la biografia di questa grande figura del secolo scorso, la cui beatificazione avverrà l'8 maggio 2005. Il libro si focalizza in particolare su: Beni Abbès, Tamanrasset, viaggi in Francia, morte.
Traduzione del piccolo e mirabile trattato "Sull'amicizia spirituale", che l'abate Aelredo scrisse tra il 1158 e il 1163. In uno stile dialogico elegante, vivace e con fine introspezione psicologica, descrive la rara esperienza dell'amicizia, la sua origine, i suoi tratti qualificanti.
Se la Verità immutabile può essere conosciuta cogliendo il riflesso del raggio divino nello specchio perfettamente levigato del cuore, la purificazione interiore gioca in vista di questo scopo un ruolo primario. Il Principio eterno può, infatti, essere colto solo nel momento in cui la coscienza cessa di essere frastornata dal rumore della concupiscenza e della passione. La vigilanza e l'esame di coscienza sono due delle più efficaci tecniche spirituali che permettono al cercatore d'ogni tempo di progredire sulla Via della realizzazione. Al termine del processo catartico, finalmente purificata per mezzo di una rigorosa disciplina, l'anima si dischiuderà all'amore celeste, privilegiata porta d'accesso ai segreti gelosamente custoditi al cospetto di Dio.
L’anima umana, la sua natura e il suo destino sono stati tra i temi più appassionanti della filosofia medioevale. Autori come Alberto Magno e Tommaso d’Aquino hanno elaborato la propria concezione dell’anima partendo dall’idea aristotelica che l’intelletto, che ne costituisce la parte più nobile ed essenziale, sia ‘immateriale’. Questa scelta teoretica li conduce però a confrontarsi con alcune questioni per loro stessa ammissione difficili da risolvere. Come può un intelletto del tutto immateriale entrare in relazione con il corpo? Come possiamo dire che tale intelletto appartenga a noi, singoli individui abitanti il tempo e lo spazio? Può un intelletto immateriale attendere la resurrezione cristiana? Tali interrogativi trovano una sorta di ricapitolazione nella figura acuta e drammatica di Sigieri di Brabante che, nel desiderio di seguire tanto l’ispirazione aristotelica quanto un metodo rigorosamente razionale, giunge a scontrarsi con l’autorità religiosa e con gli stessi teologi, in particolare Tommaso, da cui aveva entusiasticamente ereditato numerose dottrine. L’analisi puntuale di Antonio Petagine, oltre a ricostruire con rigore uno spaccato storico, propone un’acuta e approfondita riflessione su quelle che per secoli sono state le categorie più importanti per comprendere la natura umana: ‘anima’ e ‘intelletto’.
Antonio Petagine (Bologna 1974) svolge attività di ricerca presso l’Università Cattolica di Milano. Oltre a collaborare con riviste e centri di studi, ha lavorato alla traduzione italiana, di prossima pubblicazione, delle opere psicologiche di Sigieri di Brabante ed è autore del saggio Intelletto e corpo: il confronto tra Tommaso d’Aquino e Sigieri di Brabante apparso nel volume miscellaneo a cura di A. Ghisalberti, Dalla prima alla Seconda Scolastica. Paradigmi e percorsi storiografici, Bologna 2000.
Testo decisivo per il pacifismo contemporaneo, il "Lamento della Pace" (1517) fu steso nel contesto di un'Europa insanguinata da violenti conflitti armati tra gli Stati - compreso lo Stato della Chiesa - ma divenne ben presto un vero e proprio manifesto etico-politico. Secondo il"principe degli umanisti" l'uomo potrà raggiungere una pace autentica e completa soltanto se mediterà e praticherà l'amore nei confronti del Creatore e di ogni creatura. Con vigore espressivo e nobiltà di pensiero non comuni, Erasmo parla anche al nostro tempo confuso e dilaniato da troppe guerre assurde: esule e violata forse come non mai, la sua Pace personificata continua a invocare una fratellanza universale che l'uomo postmoderno non pare ancora in grado di vivere.
"Agostino, non è forse vero che tu ci richiami alla vita interiore? Quella vita, che la nostra educazione moderna, tutta proiettata sul mondo esterno, e tutta informata delle dominanti impressioni del mondo esterno, lascia illanguidire, e quasi ci fa venire a noia? Noi non sappiamo più raccoglierci, non sappiamo più meditare, non sappiamo più pregare." Legatario di queste annotazioni di Paolo VI, Carlo Cremona ce le offre come unica chiave di lettura della sua originale antologia, che abbraccia l'opera del grande Dottore della Chiesa.
Scritto da un Agostino trentaduenne all'indomani della conversione, il "Contra Academicos" è un dialogo filosofico in tre libri, basato sulle conversazioni realmente avvenute a Cassiciaco nell'autunno del 386. Il problema discusso nel I libro è il rapporto tra felicità e verità: per il giovane Licenzio all'uomo basta cercare la verità per essere felice; per il suo compagno Trigenzio, al contrario, occorre trovarla. Nel II e nel III libro Agostino in persona discute con l'amico Alipio, il quale sostiene il punto di vista degli Accademici "nuovi", secondo cui l'uomo non può ottenere conoscenze certe nel campo della filosofia. Con una serie di argomentazioni, Agostino cerca di mostrare che, invece, la verità è conoscibile con certezza.
Il manoscritto Modi Orandi Sancti Dominici (“I modi di pregare di san Domenico”) è una straordinaria opera della letteratura religiosa del Medio Evo che risalta soprattutto per la sua originalità. Infatti si tratta di una vera e propria guida suddivisa in nove sezioni per imparare a “pregare con il corpo”, come san Domenico appunto, che, per primo, sviluppò un “metodo” per vivere la preghiera, quindi la spiritualità, anche come espressione corporea e non solo verbale. Questo piccolo libro ripropone, attualizzandolo, l’antico testo, corredando e arricchendo ogni “modo” con un brano scelto dalla Sacra Scrittura, il commento artistico-meditativo dell’illustrazione originale e le indicazioni per mettere in pratica il momento di preghiera.