Il presente volume, voluto dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e dalla Pontificia Università Lateranense e l'Università Cattolica "San Antonio" di Murcia (Spagna), contiene gli atti del Simposio tenuto nella sede dell'università Lateranense in Roma nei giorni 18-20 febbraio 2014. In esso sono contenuti gli interventi e la tavola rotonda facenti parte dell'incontro, il messaggio di Sua Santità Papa Francesco, le omelie e i discorsi del Cardinale Segretario di Stato, S. Em.za Rev.ma Mons. Pietro Parolin, del Cardinale Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, S. Em.za Rev.ma Mons. Antonio Cañizares Llovera, e del Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranese, S. Ecc.za Rev.ma Mons. Enrico dal Covolo. Le riflessioni riportate all'interno del volume hanno il compito di fornire una più approfondita conoscenza della teologia e degli orientamenti della Magna Charta della Liturgia del Vaticano II in tutta la sua attualità.
Lo scopo del libro è esaminare una fonte liturgica del X secolo, ossia il rito della penitenza privata del Pontificale Romano-Germanico, spiegando il suo contesto storico, pastorale e teologico, individuando le sue fonti letterarie e bibliche, analizzando la teologia emergente.
Le riflessioni che l'Autore propone mirano alla riflessione e alla meditazione sul senso della Preghiera e della Celebrazione cristiana, nella prospettiva della Nuova evangelizzazione, e sulla scorta del Catechismo della Chiesa Cattolica. Per la conversione missionaria" voluta da Papa Francesco la liturgia e la preghiera rivestono un ruolo fondamentale. L'evangelizzazione gioiosa si fa bellezza nella Liturgia. La Chiesa evangelizza e si evangelizza con la bellezza della Liturgia, la quale è anche celebrazione dell'attività evangelizzatrice e fonte di un rinnovato impulso a donarsi, come dice la Evangelii gaudium. E' la prospettiva che ispira queste pagine, che vogliono invitare a rileggere le parti che il Catechismo della Chiesa Cattolica dedica alla "Celebrazione del mistero cristiano" (parte seconda) e alla "Preghiera cristiana" (parte quarta). "
L'ingresso del diacono permanente nel mondo della chiesa "ordinata" sta avvenendo dalla porta di servizio, in modo spoglio, senza che quasi se ne avverta la presenza e senza che nessuno si faccia realmente da parte per lasciargli uno spazio suo. Uomo che serve, in tutti i sensi, il diacono vive due vite, quella laica della famiglia e del lavoro nel quale affonda le sue radici e quella clericale del mondo ecclesiastico, di cui avverte il fascino, ma al quale accede in modo solo formale. La tensione tra queste due vite è reale e appare ancora ben lungi dal determinare una identità pacificata. L'indagine sui diaconi qui presentata, la prima in Italia, si propone di ricostruirne la vita, l'identità e i modi in cui sono visti da quanti entrano in relazione con essi, a cominciare dalle loro mogli. Il libro contiene un contributo di Serena Noceti.
La cronica questione del rapporto tra "denaro" e "culto", non tramonta mai. Il tema è stato richiamato da papa Francesco nell'omelia del 21 novembre 2014 in cui ricorda "l'importanza della gratuità dei servizi liturgici, contro certi "listini dei prezzi" delle messe e dei sacramenti esposti in alcune parrocchie". Due studiosi, un docente di sociologia del consumo e un biblista e liturgista danno il loro contributo sul tema e provano a indicare una terza via tra denaro e sacro: ricuperare la componente relazionale del denaro, quel senso antropologico e simbolico che lo lega a un sano rapporto interpersonale, al dono e alla gratuità.
Il rinnovamento dei testi e delle pratiche liturgiche è uno dei frutti più evidenti delle istanze di riforma che il Vaticano II ha accolto e incoraggiato. Il valore della liturgia non è però riducibile alle questioni rubricali; così come la verità dei sacramenti non rimane presupposta alla loro celebrazione. La ricostruzione delle fasi salienti del Movimento liturgico riveste un indubbio interesse sistematico, perché fa incontrare preoccupazioni e istanze il cui valore persino supera le traduzioni che concretamente ne sono seguite. La presentazione di alcuni autori rappresentativi del dibattito più recente - Casel, Schillebeeckx, Rahner e Chauvet - mette in luce l'importanza di una teoria del rito in grado di superare l'esteriorità tra l'agire divino e l'agire umano, facendo tesoro delle acquisizioni maturate in ambito filosofico e antropologico culturale a riguardo dell'azione rituale.
«Scivolando nel realmente reale»: così Clifford Geertz (1926-2006), uno dei fondatori dell’antropologia interpretativa, descrive l’effetto della celebrazione rituale. Il presente studio esamina per la prima volta nel suo complesso la produzione geertziana sulla ritualità, confrontandola con le più recenti indagini antropologiche sul rito e indicando possibili interazioni con la riflessione teologica e pastorale sulla liturgia. Ogni celebrazione liturgica (e ogni riflessione teologica), infatti, si fonda su un’antropologia, più o meno consapevole o esplicitata. Per un dialogo adeguato con molta parte della cultura di oggi diventa importante misurarsi con contributi provenienti dalle scienze antropologiche in grado di porsi oltre ogni riduzionismo positivista. La proposta di Geertz, aperta al simbolo e all’ermeneutica, appare utile traccia per una elaborazione antropologica in interazione con le esigenze attuali della riflessione teologica e pastorale sull’esperienza liturgica cristiana.
Destinatari
Insegnanti e studenti di liturgia; presbiteri e operatori liturgici.
Autore
BRUNO BARATTO (1958), presbitero della diocesi di Treviso, ha conseguito con questa tesi il dottorato all’Istituto di Liturgia Pastorale dell’Abbazia di S. Giustina in Padova, presso il quale tiene un corso introduttivo alle scienze umane. In diocesi ricopre vari incarichi relativi alla pastorale dei migranti e ai gruppi religiosi e parareligiosi esterni o ai margini dell’esperienza ecclesiale, oltre a essere collaboratore pastorale in due parrocchie del trevigiano.
Lo scenario della Chiesa di oggi, riformata secondo le applicazioni del Concilio Vaticano II, presenta un mosaico di "criticità" che non sfuggono ai fedeli ed agli studiosi più coinvolti. Esse non hanno risparmiato - anzi vi trovano il loro focus - la Liturgia, culmine e fonte della vita di fede nella sua espressione sacramentale (Sacrosanctum Concilium, 10), funzione primaria della Chiesa santificante oltre che docente e guida per i fedeli. In vista dell'annuncio e della testimonianza di Cristo al mondo. Nel presente saggio viene analizzato sul piano filosofico e teologico lo status quaestionis, in ambito liturgico, della crisi che viene da lontano ma caratterizza l'ultimo cinquantennio. Vengono quindi sviluppati in termini essenziali alcuni dei punti rilevanti di un dibattito ancora aperto, da diffondere ed allargare, al fine di alimentare una "pastorale" secondo la Tradizione che è vita e giovinezza della Chiesa.
La domenica andando alla messa e Domenica è sempre domenica sono due canzoni popolari che ricordano la semplicità delle feste di un tempo, fatte di poche e piccole cose: la messa, le visite ai parenti e al cimitero, i pasti appena un po' meno spartani, la partita di pallone, il catechismo, il riposo. Quel mondo, oggi quasi del tutto scomparso, viene rievocato nel libro, che recupera il significato dello Shabbat ebraico, si sofferma sulla domenica cristiana, oggi oscurata dal week-end, e riflette sul fatto che riti, consuetudini e feste fanno l'identità delle comunità. Né trattato né saggio, lo scritto si propone di aiutare i cristiani a recuperare il senso di un giorno che la liturgia chiama "radioso e splendido". "Quando il week-end perde ogni riferimento al significato originario della domenica, accade che, immersi in molteplici attività "laiche", ci si chiuda in un orizzonte senza cielo. Così, per quanto vestiti a festa, ci si scopre intimamente incapaci di fare festa anche con Dio".
Il presente saggio non ha la pretesa di rappresentare uno studio teologico o dottrinale, ma vuole semplicemente apportare un piccolo ma significativo contributo da parte di chi, dai banchi dell'assemblea ecclesiale, osserva con attenzione la liturgia odierna, la raffronta (in materia di sacralità) con quella esistente prima del Concilio, ne trae opportune considerazioni e si prefigge di raccogliere spunti e suggerimenti utili per migliorarla. L'autore invoca la necessità di un pronto cambiamento, soprattutto in riferimento all'effettiva applicazione delle vigenti norme in materia liturgica dettate dal Magistero; regole che, purtroppo da molti anni, vengono parzialmente disattese (o peggio ancora completamente trasgredite) da gran parte dei presbiteri (di grandi quanto di piccole parrocchie). E questo anche grazie all'assordante silenzio di un sempre più cospicuo numero di prelati, deputati (nella loro qualità di Ordinari) al relativo controllo.
I padri della Chiesa, i Santi e quanti, ancora con amore si piegano sulle pagine della Sacra Scrittura ci accompagnino, in questi giorni, a fissare gli occhi del nostro cuore su di Lui, il Figlio, "la Parola di Dio che in silenzio si lascia condurre sulla croce" (Cipriano), Lui che davvero con tutte le sue forze "sale su quel legno come su di un carro trionfale" (Teodoreto Studita), per ricondurre l'umanità sfinita, i suoi fratelli dall'abisso al seno del Padre.
Tra le Litanie, le più famose sono quelle "lauretane", ritenute un capolavoro della preghiera popolare. In esse si alternano temi dottrinali, poetici, biblici, patristici, liturgici e popolari su Maria. Chi le recita esprime il suo atto di fede, di lode, di supplica accorata e di riconoscimento della santità di Maria, opera dell'agire amorevole di Dio Padre. L'autore, mediante la meditazione di ogni invocazione, offre al lettore il gusto di contemplare e di "approfondire" spiritualmente ogni invocazione contenuta in queste Litanie.