Intervenire nel dibattito pubblico sul tema dell'obiezione di coscienza è per l'Associazione Scienza & Vita una sfida sempre più rilevante, specie in un momento storico in cui l'esaltazione del concetto di autonomia rischia di assumere il significato di deriva libertaria e - talora - liberticida.
"Il messaggio che viene trasmesso fin dalla più tenera età è che siamo troppo fragili per affrontare le difficoltà della vita e che è possibile al massimo limitare i danni, facendosi curare. È il paradosso del salutismo, che ha creato nuove forme di dipendenza: più ci si sottopone a cure e controlli, peggio si continua a stare." La nostra cultura è sempre più sensibile al tema della salute, fino all'ossessione. Una ossessione alla base del suo attuale disagio di vivere: più ci si cura e più ci si scopre fragili, ansiosi, impauriti. Da qui la tendenza a esasperare l'aspetto malato delle persone, non solo nell'ambito della salute mentale ma nei contesti più diversi della vita, come la politica, le relazioni affettive, l'educazione. Con effetti devastanti. Nel libro si presentano le molteplici sfaccettature di questa preoccupante novità del nostro tempo, cercando di risalire alle sue radici culturali. La salute a tutti i costi ha comportato un grave impoverimento culturale e spirituale che sta lentamente spegnendo il gusto di vivere dell'uomo occidentale.
La bioetica è la grande rivoluzione culturale della postmodernità. Alla confluenza di due flussi, quello umanistico e quello scientifico, mentre il progresso della medicina apre prospettive nuove e imprevedibili alla vita dell'uomo, il benessere psicofisico si è affermato come un diritto umano fondamentale. Ma si apre al tempo stesso una nuova problematica nella esigenza di conciliazione degli interessi della società con la libertà di autodeterminazione della singola persona. Di qui, una somma di domande, di ipotesi, di istanze che esigono un tentativo di messa a fuoco.
Siamo in tanti a domandarci come moriremo. Temiamo, giustamente, di terminare la nostra vita in uno stato di disfacimento inaccettabile, relegati in un letto, incontinenti, dementi. Abbiamo paura di diventare un peso per le nostre famiglie e per la società. Se siamo stati testimoni di certe situazioni penose, tendiamo a domandarci cosa sarà di noi e ci prefiguriamo gli scenari più drammatici. Come morire? Come mantenere la nostra dignità fino alla fine? L'eutanasia è il solo modo per morire dignitosamente? Decidere di morire è un atto di coraggio? Significa prendere in mano il nostro destino? In realtà raramente ci si accorge dell'inferno che si fa vivere ai propri cari programmando la propria morte. Un sinistro conto alla rovescia, che terrorizza, che paralizza la vita e le relazioni. Una tristezza infinita. C'è un'altra risposta possibile a questo desiderio di essere protagonisti di una morte dignitosa. Avere il coraggio di vivere lo svolgimento degli eventi, anche quando si perde la propria autonomia. Affidare il proprio corpo infermo nelle mani di chi ci ama, vivere questo scambio difficilmente esprimibile in cui la vulnerabilità richiama la tenerezza dei gesti, in cui la fiducia reciproca genera un sentimento di dignità incomparabile. Se c'è libertà nell'anticipare la propria morte, nello sceglierne l'ora, se c'è nel rifiutare il proprio decadimento, ci sono una libertà e una dignità ancora più forti e ancora più belle nell'accettazione a occhi aperti della realtà.
In questo volume sono raccolti una serie di testi patristici su "Cristo medico" dei corpi e delle anime. La recente e diffusa disumanizzazione nei rapporti medico-paziente (basti pensare ai sempre più frequenti episodi di malasanità) hanno fatto dimenticare chi è il "vero medico", l'uomo/donna capaci cioè di esercitare l'ars medica, come lo fa il Cristo medico, capaci di curare (e guarire) sia il corpo che lo spirito malati. L'idea dell'autore è stato quello di raccogliere in un libro di piccolo formato (ma grande per contenuto) una serie di pensieri che i Padri della Chiesa hanno espresso nei loro scritti sull'arte medica in riferimento a Cristo. Un libro fatto non solo per studiosi di patristica, ma anche per medici e sanitari da cui attingere qualche pensiero spirituale su questa difficile arte cristiana della cura.
Tutto ciò che è possibile oggi, in seguito al progresso inarrestabile della scienza e della tecnologia, è anche eticamente lecito? Non è semplice rispondere a questa domanda, fondamentale per la bioetica. Il volume ricostruisce la storia della bioetica e della sua interazione con il biodiritto e la biopolitica, delinea in modo critico gli orizzonti teorici e le categorie concettuali per interpretare i principali problemi bioetici, articolandoli alla luce delle più recenti acquisizioni tecno-scientifiche. Sono affrontate anche le dimensioni della bioetica sociale, interculturale, non umana e post-umana. L'antologia raccoglie i principali riferimenti normativi sul piano della legislazione e giurisprudenza, nazionale ed internazionale.
La pillola contraccettiva ha rivoluzionato la società, ha sconvolto gli equilibri demografici, ha rotto l’unità della dottrina cristiana ed ha lacerato la Chiesa Cattolica in un confronto senza esclusione di colpi. Il libro narra la scoperta della pillola, il suo sviluppo e la diffusione, le lobbies del controllo demografico, la risposta dei metodi naturali, la battaglia tra vescovi, teologi, medici, associazioni di laici, il ruolo di Paolo VI, lo scontro sulla contraccezione negli anni che precedettero e seguirono il Concilio Vaticano II, la redazione dell’Humanae vitae, la fedeltà e la ribellione al Papa. Ed ancora la dottrina dei padri della Chiesa, lo strappo degli anglicani, il Magistero dei pontefici, le mosse di Giovanni Paolo II, l’insegnamento di Benedetto XVI, le conseguenze della diffusione della mentalità contraccettiva sulla famiglia e la società. Per la prima volta in lingua italiana la ricostruzione dettagliata dei fatti e l’analisi scientifica degli effetti realizzata attraverso un’imponente analisi bibliografica. Un testo di riferimento per gli studiosi che narra il tentativo di cambiare la dottrina cattolica sul matrimonio e la contraccezione e con essa, potenzialmente, l’intero volto della Chiesa, raccontato in modo semplice ed avvincente anche per il lettore comune.
Renzo Puccetti - medico, specialista in Medicina interna, docente di Bioetica al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum e al Master in Bioetica del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II. Socio fondatore della Società Medico-Scientifica Promed Galileo, è membro della Research Unit dell’European Medical Association. È autore di libri e di numerosi articoli scientifici di bioetica pubblicati su riviste nazionali ed internazionali. Per questi temi collabora con numerose riviste e conduce una seguita trasmissione radiofonica.
Pubblicato in collaborazione con la "Fondazione Ut vitam habeant" diretta e promossa dal Cardinale Sgreccia, il volume apre la nuova collana "Cenacolo Ut vitam habeant" con la quale si intende offrire ad un pubblico vasto la possibilità di riflettere sui temi di carattere scientifico e specialistico senza rinunciare alla chiarezza espositiva e alla divulgazione.
Da sempre il tema della coscienza ha affascinato l'uomo e impegnato le sue energie speculative. Se la filosofia per secoli ha detenuto il primato sulla riflessione oggi le nuove scoperte sul funzionamento celebrale, tendono a ridurre la coscienza a un "prodotto" dell'organo cervello. Ma la conoscenza del come non implica automaticamente la comprensione del perché. Massimo Gandolfini invita a considerare tutta la complessità del comportamento umano e rovesciare il nostro sistema di comprensione della coscienza: il punto di partenza non sono i correlati biologici neurali, ma la natura dell'esperienza e del vissuto, individuale ed unico. Con inserto a colori.
È un glossario ragionato di bioetica con testi brevi e piacevoli a leggersi per aiutare a riflettere, ad immedesimarsi e capire per ridare all'etica il suo vero senso, cioè non un "questo si può fare" o "questo non si può fare", ma capire cosa è meglio e giusto fare. Non si parla di norme, ma si cerca d'introdurre chi legge al ragionamento. Per ogni voce del glossario ci sono dei riferimenti bibliografici per approfondire il significato del termine.
Il caso di Eluana Englaro trattato alla luce della Fede, dello Spirito e della Verità, attraverso l'esperienza diretta avuta dall'autrice con la stessa Eluana. A distanza di oltre quattro anni, il caso di Eluana Englaro resta emblematico e più che mai dibattuto. In questo piccolo ma intenso testo, l'autrice (un medico: non il medico ospedaliero di Eluana, ma un medico chiamato dal cielo per Eluana, con un compito ben preciso) vuole far comprendere come questo caso debba essere inteso dal punto di vista umano, scientifico e religioso, spiegando con semplicità e amore come lo Spirito, presente in noi, abbia un ruolo di immensa importanza nella Verità e nel ridare la Vita...
Quando ha inizio la vita? È lecito il ricorso all'ingegneria genetica? Come risolvere i problemi di sterilità? Intorno a questi interrogativi si anima un delicato confronto tra differenti concezioni della vita, della persona umana e del ruolo da riservare alla scienza. Fra i protagonisti di questo dibattito figurano anche le religioni che in nome dei principi e dei valori su cui si fondano definiscono i confini di legittimità dell'intervento dell'uomo sulla natura. Ebraismo, cristianesimo e islam concordano nell'affermare che la vita è un dono di Dio sottratto all'arbitrio dell'essere umano. Tuttavia, mentre comune è il principio, diverso è il modo in cui esso viene interpretato e applicato all'interno delle rispettive tradizioni giuridiche religiose. Questo volume intende esaminare le affinità e le differenze esistenti tra il diritto ebraico, canonico e islamico intorno alla vita che nasce per capire meglio il "punto di vista" delle "religioni del Libro", offrendo al contempo spunti di riflessione anche alla "bioetica laica".