
Martha Nussbaum è oggi fra ì filosofi che più destano la curiosità del mondo accademico e politico. I suoi testi tradotti in italiano sono richiestissimi nei corsi accademici e citati come letteratura di riferimento. Per far nascere "l'occhio della compassione" nei cittadini occorre stimolare la loro capacità di immaginazione, come avveniva nel mondo antico, quando le tragedie greche spronavano i cittadini ateniesi a riflettere sui casi umani e sui comportamenti etici. Le tragedie si calavano infatti all'interno del tessuto cittadino della democrazia ateniese ed erano destinate ad alimentare i valori civili che sostenevano le dinamiche governative e il progresso civico delle istituzioni ateniesi. Fabrizia Abbate si chiede se è possibile riproporre oggi, nello scenario allargato e multiforme delle nostre democrazie, quel connubio tra l'immaginazione letteraria e la responsabilità politica. Oggi che la globalizzazione orienta verso dinamiche sociali del tutto nuove si trova inevitabilmente a fare i conti con le culture non occidentali, con le minoranze, le etnie, le differenze razziali e sessuali, la proposta originale di Martha Nussbaum, è quella di rivalutare una componente del pensiero, senza la quale la razionalità scientifica sembra essere davvero inadeguata per rispondere da sola alle questioni urgenti del pianeta.
Nella "Filosofia della musica moderna" Adorno stabiliva la polarità Schönberg-Stravinskij, che diventava poi la tensione tra il Buono e il Cattivo, dove a Stravinskij toccava il ruolo del Cattivo, fonte di ogni aberrazione. Nel 1972 il compositore e critico Paolo Castaldi pubblicò sulle pagine dello "Spettatore musicale", rivista di breve durata e alta qualità, questa "riflessione su Stravinskij". Non cancellò affatto la polarità, ma la ribaltò completamente.
Il volume narra la storia dell'etica del Novecento o, più precisamente, la storia della discussione sui fondamenti dell'etica iniziata con Nietzsche e Sidgwick, i maggiori esponenti dello scetticismo morale di fine Ottocento. La discussione ha visto predominare, nella prima metà del secolo, tendenze che negavano la possibilità di un'etica normativa. Nel mondo continentale la tendenza dominante trasformava l'etica in una filosofia dell'esistenza che si limitava a descrivere la condizione umana come fatta di scelte, tanto inevitabili quanto arbitrarie, senza saper dare però criteri per compierle. Nel mondo anglosassone prevaleva una filosofia della morale che si proponeva di chiarire le valutazioni ma non di giustificarle.
L'opera chiarisce il significato e il senso della Teologia morale, alla luce soprattutto degli insegnamenti di Tommaso d'Aquino. Nel presente volume, l'autore appare come un innovatore della teologia morale del tomismo classico. Egli mette in risalto sia i limiti di una morale che punta tutto sulla volonta, sia l'esasperato razionalismo della scolastica barocca. Il lavoro, costruito sull'analisi profonda di alcune opere di San Tommaso d'Aquino, da un lato, pone l'accento sull'importanza della teoria e della speculazione nell'agire pratico, dall'altro, riconosce il valore conoscitivo all'esperienza mistica dell'amore.
Il volume nasce dall'esigenza di qualificare sempre più la formazione degli assistenti sociali all'interno dei corsi di studio universitari e con l'intento di introdurre il lettore e lo studente ai problemi teorico-pratici dell'etica nel servizio sociale.
L'esicasmo e uno stile di preghiera incessante e di vita ascetica che caratterizza il cristianesimo d'Oriente. Il presente volume esamina la piu importante controversia religiosa del periodo tardo bizantino: la controversia esicastica tra san Gregorio Palamas e Barlaam Calabro. Fyrigos, dopo un'attenta e serena lettura dei testi, propone una nuova ricostruzione storica della disputa sull'esicasmo tra Gregorio Palamas e Barlaam. Egli suddivide l'intera disputa dal punto di vista cronologico e dottrinale in due fasi, nella controversia palamitica" e nella "polemica esicastica"; individua e analizza le tematiche principali inerenti a ciascuna delle due fasi; prospetta una ricostruzione dei testi antiesicastici di Barlaam ed una datazione degli stessi; e offre una edizione critica delle "Epistole greche" di Barlaam, corredandola con i dovuti apparati scientifici. "
Un testo sulla storia di Gesu.
"Nicolas Malebranche (1638-1715), prete dell'Oratorio francese, filosofo e teologo, appartiene al novero di quegli intellettuali credenti che, conquistati dalla novità cartesiana, tentarono di rielaborare radicalmente, a partire da essa, il pensiero cristiano. Nella sua geniale sintesi di agostinismo e cartesianesimo, le istanze teologiche, filosofiche, spirituali e scientifiche trovano una unità forse non più riscontrabile nei secoli successivi fino ad oggi. L'arditezza del legame da lui stabilito tra antropologia della coscienza e ontologia della grazia non è ancora stata colta nella sua profondità e nel suo interesse teologico tuttora di grande attualità: a questo scopo è dedicata la presente ricerca." (Dalla Prefazione di Pierangelo Sequeri). "Il bel saggio di Ferruccio Ceragioli, racconta il pensiero di Malebranche con occhio attento alla storia del pensiero teologico e filosofico alla quale egli appartiene a pieno titolo. In questo studio la teologia di Malebranche viene così restituita alla coerenza della res verso la quale si impegna: questione dell'umano, della trascendenza, della libertà e degli affetti, della grazia e del legame col Figlio. L'interpretazione più diffusa di Malebranche è sempre stata quella d'un "Malebranche schietto razionalista", spesso d'un razionalismo di stampo deistico o addirittura illuministico, che tutto concede alla ragione al punto che questa finirebbe di fagocitare verità di fede e Sacra Scrittura." (Postfazione di Amalia De Maria)
Questi contributi non rappresentano altro che una goccia nel mare del pensiero metafisico, ma potranno servire come spunti di riflessione a tutti coloro che ritengono che la filosofia e la metafisica siano discipline tutt'altro che superate.