
La vita di un santo domenicano morto nel 1990. Puo' un tradizionalista cattolico vivere l'atmosfera del postconcilio? Forse a molti questo sembra piuttosto difficile. Eppure il vero cattolico sa conciliare la Tradizione con il progresso e il rinnovamento. E' questo il caso del Servo di Dio, il Domenicano Padre Tomas Tyn, della Repubblica Ceca (1950-1990), il quale insegno' nello Studio Teologico Domenicano presso l'Arca di San Domenico a Bologna. Egli ha realizzato in maniera esemplare quell'aspetto essenziale dell'ideale domenicano, che consiste nella congiunzione della teologia con la santita'. Padre Tomas Tyn, di origine cecoslovacca, dopo essersi fatto domenicano in Germania, trasferitosi nel 1973 a Bologna, e' stato docente di teologia nello STAB dal 1978 fino alla morte.
Se di Giuseppe Dossetti come canonista, uomo politico e padre della Costituzione, protagonista del Concilio Vaticano II e fondatore di una famiglia religiosa gli storici si sono già occupati producendo numerosi studi ed edizioni di scritti, altrettanto non si può dire per il periodo della sua formazione giovanile. Eppure nei primi decenni di vita Dossetti vive esperienze, stringe relazioni e compie letture che saranno determinanti nel resto della sua ricca esistenza. In queste pagine, grazie a fonti e testimonianze autobiografiche inedite, viene finalmente approfondita questa importante stagione e le tante dimensioni che in essa hanno influito: l'ambiente famigliare; le figure di riferimento nella Chiesa e nella società reggiana così come nella Facoltà di giurisprudenza di Bologna e all'Università Cattolica di Milano. Ne emerge un Dossetti sinora sconosciuto, a tratti inatteso: lo stesso che di lì a pochi anni diventerà un protagonista di primo piano della storia ecclesiastica e civile dell'Italia del Novecento.
Il percorso biografico di Giuseppe Siri, figura fondamentale della chiesa italiana del Novecento, è sicuramente un osservatorio privilegiato per seguire le vicende della storia ecclesiastica e della storia politica nell'Italia repubblicana. La sua vita si intrecciò con i momenti e i personaggi maggiori di una complessa stagione religiosa e civile, a partire dagli anni del fascismo fino alla caduta del comunismo. Le vicende di cui fu protagonista vanno lette dunque sullo sfondo dei grandi movimenti e degli scontri che caratterizzarono la vita della chiesa e della società nel dopoguerra. Dal 1946 al 1987 austero pastore di una grande città industriale, Genova, Siri fu assai vicino a Pio XII. Uomo di governo al centro degli snodi della struttura ecclesiastica, durante il pontificato di Giovanni XXIII venne chiamato a presiedere la neonata Conferenza Episcopale Italiana. Dotato di una spiccata capacità di intrecciare rapporti e relazioni in ambienti diversi, Siri cercò in ogni modo di mantenere alla chiesa quegli spazi di indirizzo politico che riteneva vitali in un paese cattolico, opponendosi con forza all'apertura a sinistra. Il concilio Vaticano II lo vide impegnato nella lotta contro quelle innovazioni che giudicava pericolose per il futuro della chiesa e del papato, in particolare nel campo ecclesiologico e in quello liturgico. Gli anni del postconcilio segnarono il lento tramonto della sua visione, che cercò tuttavia di preservare almeno nella sua diocesi.
Dom HÈlder C‚mara, vescovo brasiliano, Ë certamente un attore della storia e della storia della Chiesa della seconda parte del xx secolo da cui non si potr‡ prescindere. La sua presenza al Concilio Vaticano ii fu da un lato silenziosa - non volle tenere polemiche che non avrebbero portato risultati positivi -, ma lavorÚ attivissimamente per una visione della Chiesa che partecipasse a dare pienezza alla realt‡ umana anche e in specie nelle parti pi˘ povere del mondo.
Non di solo pane vive líuomo, ma la costante preoccupazione di Cristo espressa nei Vangeli per i pi˘ poveri e per le loro materiali e globali condizioni di vita Ë parte integrante e incensurabile del messaggio cristiano.
Questo libro, di lettura facile e appassionante per laici e sacerdoti, per cristiani e non, riporta le narrazioni scritte, le lettere, cioË, che ogni notte il vescovo brasiliano inviava alla sua comunit‡. In esse descriveva non solo il Concilio, ma anche la situazione e i bisogni della Chiesa e dellíuomo alla luce dello sguardo di Cristo.
Il profeta non Ë chi prevede il futuro, ma chi riafferma nel popolo la giustizia di Dio, che Ë misericordia, e la misericordia Ë giudizio in favore di chi ha sete di giustizia. C‚mara comprese da subito che il Concilio nasceva con opposizioni cosÏ forti da renderlo in seguito evacuato, dissolto. Ma non dissolto per una pura scelta conservatrice della Chiesa, troppo legata ai poteri civili internazionali e nazionali, dissolto nella sua ricerca di riproporre il proprium del messaggio cristiano di speranza per líuomo.
Líintroduzione di Laboa, storico della Chiesa spagnolo, ci restituisce tutto lo spessore di questo documento storico, che diverr‡ indispensabile nel fare storia della Chiesa e storia tout court. Nel grande monito che questíopera pone emerge, parimenti, un messaggio di fede e speranza indispensabile ad ogni agire.
La storia di don Andrea Santoro, ucciso nella città turca settentrionale di Trabzon (l’antica Trebisonda - Mar Nero). Don Andrea Santoro, 60 anni, era della diocesi di Roma ma nella missione in Turchia si interessava del dialogo interreligioso tra cattolici e islamici. È stato ucciso con un colpo di pistola mentre pregava nella chiesa parrocchiale di Santa Maria dove aveva appena celebrato Messa. Secondo i testimoni, l’assassino è un giovanissimo, un sedicenne che è fuggito dalla chiesa gridando “Allah Akbar”, Allah è grande. Ignoto il movente.
Il libro, per la prima volta racconta la formazione di don Andrea, studente a Roma e i motivi della sua scelta di andare in missione. La narrazione centra l’attenzione sulla Turchia e sulla situazione dei cristiani in quella terra. Sono proposte alcune pagine di don Andrea, tratte dal suo diario e dalle sue lettere: ascoltando i bambini, piccole e grandi virtù, pellegrini in Turchia, una testimonianza dall’est della Turchia, dove va la Turchia, lettera a Benedetto XVI
Don Andrea Santoro era nato a Priverno in provincia di Latina, il 7 settembre 1945 ed era stato ordinato sacerdote il 18 ottobre 1970 a Roma per la Diocesi della capitale. Aveva prestato servizio nella parrocchia Ss. Fabiano e Venanzio di via Terni 92, in zona Tuscolana, e nella parrocchia Gesù di Nazareth di via Igino Giordani al quartiere Collatino. Don Andrea è stato parroco nel quartiere di San Giovanni dal ‘94 al 2000, anno in cui era partito per la missione in Turchia. “Non per evangelizzare - ha sottolineato il parroco don Marco che con don Andrea ha collaborato per anni - ma solo per testimoniare una presenza cristiana e accogliere i pellegrini che si recavano in visita alle chiese dell’Asia minore”.
Augusto D'Angelo insegna Storia dei Partiti nella Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Roma «La Sapienza». Dopo essersi occupato a lungo di storia religiosa, negli ultimi anni si è dedicato alla ricerca sul rapporto tra potere politico e autorità religiosa pubblicando, tra l'altro, i volumi De Gasperi, le destre e l'«operazione Sturzo» (2002), Moro, i vescovi e l'apertura a sinistra (2005). E' stato consulente storico di Liliana Cavani per il film RAI Alcide De Gasperi, l'uomo della speranza (2005).
Questo libro ricostruisce la biografia di Vittore Soranzo, vescovo ed eretico, secondo un classico modello narrativo, di cui la ricerca storica ha riscoperto il valore quale strumento fondamentale per superare la rigidità delle categorie periodizzanti, dei quadri politici e sociali, delle strutture istituzionali, e cogliere la creatività degli individui nell'affrontare le sfide del loro tempo, nel decidere e nell'agire per sé e per gli altri, nel muoversi sui crinali fra coerenza e compromesso, tra convinzione e responsabilità. In questa prospettiva si è cercato di disegnare il percorso tutt'altro che scontato di quel patrizio veneziano, forse di non eccezionale statura intellettuale ma certo dotato di non comune coraggio e fermezza, attraverso la cultura, i conflitti e le grandi scelte che la sua generazione fu chiamata a vivere sullo sfondo delle guerre d'Italia, del fulgido autunno rinascimentale, delle grandi fratture religiose che precedettero e accompagnarono il Tridentino, della crisi profonda che investì allora la Chiesa di Roma con la protesta di Lutero e il dilagare della Riforma in tutta Europa.
Antologia illustrata su Pietro Savorgnan di Brazzà, l'unico esploratore europeo nella storia coloniale a conquistare un impero senza spargimenti di sangue, ma attraverso la fiducia e la pace, e l'unico di cui una capitale africana, Brazzaville, porti ancora il nome.
Sedici anni. Di corsa. A perdifiato. Destinazione Paradiso. Maria Orsola Bussone (2.10.1954 - 10.7.1970) è una ragazza piemontese del ’68 che ama la musica beat, si interessa alle prime manifestazioni studentesche, suona la chitarra e prende lezioni di canto. Un’adolescente come le altre, si direbbe, innamorata della natura, dello sport e della musica. Prende qualche cotta, annota i suoi pensieri sul diario personale, ha tanti amici e scrive lettere a quelli più cari. È la figlia semplice di un piccolo mondo antico che sembra prossimo a essere travolto dai venti della modernità. Ma la sua vita, apparentemente senza sussulti, la sua routine di figlia di un piccolo paese delle Prealpi piemontesi, nasconde invece un’anima straordinaria. Una fede genuina e cristallina. Insieme con altre amiche, sostenuta dal caro “don”, sospinta da una spiritualità che le dà una marcia in più, inserita in una parrocchia che mette a frutto gli indirizzi del Concilio Vaticano II, “Mariolina” innesta la quarta e in poco tempo brucia rapidamente tutte le tappe.
A sedici anni la sua corsa verso il Cielo si ferma per un banale incidente. Ma dietro di sé lascia una scia di luce. Un giorno aveva rivelato che avrebbe dato la sua vita pur di far scoprire ai giovani la bellezza di Dio. «E Dio la prese in parola», disse a Torino a migliaia di suoi coetanei papa Giovanni Paolo II additandola ad esempio. Lassù, in Alto, trovò il segreto della felicità. «W la vita» era il suo motto. E questa è la sua storia.
Gianni Bianco, giornalista professionista Rai, trentacinque anni, laureato in lettere con una tesi di storia del cinema, ha frequentato la scuola Rai di giornalismo radio televisivo di Perugia. Obiettore di coscienza, padre di due bimbe, ha lavorato per anni a “Radio Capital”. Per una stagione ha condotto il programma quotidiano sportivo Zona Cesarini su “Radio1 Rai”. Nel 2005 ha presentato in mondovisione su Raiuno il Familyfest. Collabora con vari settimanali tra i quali L’espresso e Grazia, ha scritto per Gulliver e cura la rubrica di critica tv del quindicinale Cittanuova. Attualmente lavora a Rainews24. Evviva la vita! è il suo primo libro.
In 6 ampi capitoli, l'autrice, Annachiara Valle, traccia il profilo di Teresilla, suora della congregazione delle Serve di Maria Riparatrici. Nata in provincia di Reggio Calabria nel 1943, entra nella congregazione ancora ragazzina. Qui prende il diploma di infermiera e viene assunta nell'ospedale San Giovanni di Roma, dove presterà servizio fino alla morte, avvenuta in un incidente stradale a Roma il 23 ottobre 2005, durante uno dei suoi consueti pellegrinaggi notturni al santuario del Divino Amore. Alla sua attività in ospedale, svolta con attenzione e sensibilità mettendo sempre al centro i malati, affianca quella di volontaria nelle carceri: nell'isola di Pianosa, a Rebibbia, a Regina Coeli e in altre. Qui entra in contatto con detenuti comuni, da quelli che scontano pene brevi agli ergastolani; e poi anche con i detenuti politici, quelli degli Anni di piombo, appartenenti sia all'estrema sinistra: Brigate Rosse (Morucci, Curcio, Franceschini, Faranda), Prima Linea (Sorrentino), Autonomia Operaia (Piperno), Potere Operaio (Toni Negri). Ma anche all'estrema destra: Nuclei Armati Rivoluzionari (Fioravanti e la Mambro). La sua opera di assistenza si dispiega in diverse direzioni: assiste i detenuti nelle necessità più quotidiane e pratiche, ma soprattutto nelle situazioni di disagio, nei rapporti spesso difficili con le famiglie, nelle vicende processuali, nei rapporti con l'ambiente carcerario, nel reinserimento nella società...