
L’inizio del XIII secolo segna un punto di svolta decisivo nella storia della mistica cristiana: nuove forme di vita religiosa, ispirate all’ideale della vita apostolica dei primi cristiani, contribuiscono alla nascita e allo sviluppo di una “nuova mistica” che non ha cessato di influenzare la spiritualità cristiana sino ad oggi. In questo terzo volume Bernard McGinn illustra la piena fioritura di questa nuova religiosità attraverso l’analisi del dialogo spirituale intrecciato tra le donne e gli uomini vissuti nel Duecento e nel primo Trecento. Questo nuovo rapporto con Dio è all’origine della straordinaria ricchezza delle esperienze religiose che per la prima volta vengono presentate non più nel latino dei dotti e degli ecclesiastici, bensì nelle emergenti e differenti lingue volgari. Accanto a figure come Francesco o Bonaventura, compare così l’immagine, a volte sfuggente ma sempre affascinante, di mistiche come Chiara, Hadewiich, Mechtilde o Margherita Porete la cui femminilità risulta di straordinaria attualità ancor oggi.
GLI AUTORI
Bernard McGinn (New York 1937) si è formato negli Stati Uniti e in Europa. Attualmente è professore di storia della teologia e storia del cristianesimo presso la Divinity School dell'Università di Chicago. Presso Marietti è stata pubblicata nel 1990 la versione italiana del suo saggio L'abate calabrese. Gioacchino da Fiore nella storia del pensiero occidentale.
Il rapido diffondersi della fede cristiana, il difficile rapporto con l'autorità imperiale, il vasto - spesso aspro - dibattito intorno ad alcuni grandi temi dottrinali, determinarono nel II secolo d. C. la nascita e lo sviluppo di una ricca letteratura apologetica in lingua greca e latina rivolta al mondo pagano, fondata sulla necessità di difendere la nuova religione dagli attacchi, spesso infamanti, degli avversari: apologie scrissero dunque, in questo secolo, Quadrato, Giustino, Taziano, Atenagora, Melitone, Minucio Felice, Tertulliano, che spesso si rivolsero direttamente agli imperatori (Quadrato ad Adriano, Giustino ad Antonino Pio, Atenagora a Marco Aurelio e Commodo, Melitone a Marco Aurelio). Da segnalare fra tutte queste opere, per la limpidezza dello stile, la forza dell'argomentazione, il tono appassionato dell'esposizione, la raffinata conoscenza della tradizione letteraria l'anonimo trattatello in lingua greca, indirizzato a un certo Diognèto, un pagano di alta condizione sociale cui l'autore (forse appartenente all'ambiente alessandrino: ma non mancano diverse ipotesi), dopo le consuete critiche rivolte al paganesimo e al giudaismo (cc. 2-4), illustra l'essenza della rivelazione cristiana (cc. 5-12).
Nel periodo della Scolastica medievale si confrontarono due grandi correnti, il Tomismo e lo Scotismo; in questo trattato, Duns Scoto costruisce la sua teoria ontologica, ove il primo principio, cioe' Dio, e' inteso in maniera univoca e non analogica. Con testo latino a fronte.
Questo manualetto di mistica raccoglie brani e brevi testi dei grandi maestri di spiritualità di diverse epoche e tradizioni religiose. Sono presenti il filosofo pagano Plotino; soprattutto i mistici cristiani, tra i quali Meister Eckhart, Giovanni Taulero,Giovanni della Croce;alcuni mistici islamici medievali,come Al Din Rumi, Ibn Ata Allah; alcuni mistici indiani contemporanei: Vivekananda, Ramakrishna,Yogananda. Il volume è concepito come testo di contemplazione e di ausilio alla vita spirituale.I testi trattano dell’intimo incontro tra l’anima del credente e il Signore e dei difficili percorsi verso quest’incontro. Essi presentano in modo piuttosto esauriente il faticoso pellegrinaggio interiore dell’anima, descrivendo le esperienze dei mistici,che trascendendo dogmi e culti conducono alla sublime meta della “visione immediata della Verità” (in un’identificazione con Dio senza intermediari).Il testo è suddiviso in nove parti:Dio e il Regno dei Cieli;Purificazione e unione; Amore e umiltà; Morte e trascendenza della morte; Preghiera; Meditazione, contemplazione, silenzio; Grazie e illuminazione, Il nulla e la vita divina. La nona parte riporta una sintesi, rielaborata in lingua corrente, di un testo antico (del 1749) e molto raro: Consigli per la pratica spirituale, invocazioni e giaculatorie per essere tutto il giorno alla Presenza di Dio. Conclude il volume un Florilegio, che raccoglie pensieri brevi di mistici, una piccola antologia nell’antologia. “Appena potete,immergete la vostra mente nel pensiero infinito del Signore. Parlategli con il cuore; Egli è il più vicino e il più caro di tutti i vostri cari. Amatelo come un avaro ama il denaro,come un uomo appassionato ama la sua innamorata,come chi sta per annegare ama il respiro.Quando desidererete Dio con questa intensità,Egli si manifesterà a voi”.
Un testo del V secolo che si presenta come una sorta di manuale per la corretta interpretazione della fede, una regola ecclesiale utile soprattutto quando le interpretazioni della Scrittura danno luogo a posizioni divergenti e in conflitto tra loro. I temi: la difesa della tradizione dei “Padri della Chiesa”, la relazione fra Scrittura e Tradizione e il dibattito circa i limiti e la possibilità di uno sviluppo del dogma. Una raccolta di Estratti di opere di Agostino, insieme a una serie di Obiezioni mosse allo stesso autore, completano il quadro dottrinale del Commonitorio:si ricostruisce così una parte del contributo occidentale in ordine alla cristologia e al dibattito su grazia e predestinazione. Il testo presenta uno spaccato inconsueto della Chiesa latina, con un monachesimo (anche “familiare”: vi è pure una coppia di coniugi con figli), ma certo non marginale nella vita della Chiesa e nelle problematiche teologiche del tempo. Il canone lerinese: “È da ritenere veramente cattolico ciò che è stato creduto da tutti,dappertutto e sempre”. Pur nella propria posizione di volontaria marginalità il Pellegrino – Straniero (così si “firma” Vincenzo) ricorda a tutta la Chiesa il suo statuto di discepola e non di padrona della tradizione,il suo statuto di straniera nella storia.
Questo terzo volume dell'Opera Omnia di Biffi tratteggia alcune immagini, o appunto "figure", del sapere teologico medievale, così come si vennero elaborando nel secolo XIII con l'ingresso nell'ambito cristiano del pensiero aristotelico, specialmente della logica come teoria della scienza. Se la teologia sia scienza, quale sia il suo campo e il suo metodo, come si disponga la sua articolazione: ecco le "questioni" che occupano Alessandro di Hales, Oddone Rigaldo, Guglielmo di Meliton, Bonaventura, Rolando da Cremona, Guglielmo d'Auxerre, Riccardo Fishacre, Roberto Kilwardby, Alberto Magno e Duns Scoto.
Una nuova storia del pensiero medievale fatta per figure, siano esse un autore, una scuola o un più complesso evento culturale. Una storia della teologia e della filosofia, così strettamente connesse nel Medioevo, che diviene una storia della cultura medievale. Fondamentale è il fatto di poter iniziare la lettura da qualsiasi capitolo, pur con davanti una precisa struttura cronologica e tematica. Il pensiero dell'Occidente medievale dal XII al XIV secolo produce una così vasta fioritura ed accelerazione di scuole, autori ed opere da costituire una stagione inesauribile per la storia del pensiero occidentale e dell'intera umanità, vista anche la capacità di dialogo ed assorbimento dei contributi arabi ed ebraici e la riapertura al mondo greco antico. Impensabile l'umanesimo senza tale fioritura, un umanesimo ormai coglibile più come frutto che come distacco dall'intelligere e dal sentire del Medioevo che lo precede.
Gli scritti qui pubblicati di Elisabetta sono:Diario(anni 1899-1900);Lettere (in numero di 346 in tutto),che vanno dai suoi primi anni a qualche giorno prima della morte;Trattati spirituali (Il cielo nella fede,La grandezza della nostra vocazione,Ultimo ritiroil suo capolavoro e Lasciati amare) tutti scritti brevi ma molto densi di spiritualità, risalenti a qualche mese prima della sua morte;Composizioni poetiche(tot.123),lette o cantate in occasione di feste; Note intime:brevi componimenti,spesso preghiere tra cui la famosa:“O mio Dio,Trinità che adoro”. Questa nostra traduzione è condotta sull’edizione critica realizzata da p. Conrad De Meester (J’ai trouvé Dieu. Oeuvres complètes, 3 voll., Cerf, Parigi 1979-80).Il volume presenta gli scritti in ordine cronologico,con il vantaggio di seguire meglio la nascita e la maturazione della vocazione e della spiritualità di Elisabetta fino alla sua massima espressione. Di notevole rilievo l’Introduzione di p.Luigi Borriello o.c.d.,che presenta il livello storico-spirituale e il livello teologico dell’opera di Santa Elisabetta.
La Filocalia è un classico della spiritualità; letto da secoli dai monaci di Monte Athos e portato nella bisaccia dal Pellegrino Russo, oggi suscita un nuovo interesse in pellegrini dell'Assoluto, studiosi, ricercatori della pace, della preghiera del cuore e della vita interiore.
Dai fortunatissimi scritti morali e introspettivi, un'antologia di pensieri sui temi decisivi della nostra esistenza.
Traduzione italiana di Mons. Attilio Costantini.
Ascrivibile al genere medioevale dei trattati sulle virtù e sui vizi, questo progetto generale di esercizio delle virtù, ispirato da una spiritualità agostiniana e bernardiana, affronta già nodi teologici in funzione riformistica.
Il volume propone l’unica traduzione, rivista puntualmente sull’originale latino e linguisticamente aggiornata, del primo libro dell’opera di un grande mistico e dottore della Chiesa: san Lorenzo Giustiniani.