
Che cos'è la Massoneria? Com'è organizzata? In cosa crede? Che obiettivi intende raggiungere? A queste e altre domande risponde questo libro diviso in due parti: la prima prende in esame l'organizzazione interna (le logge, le obbedienze, i riti e i gradi iniziatici) e i fondamenti del pensiero massonico (la gnosi, il panteismo, il templarismo, e i Rosacroce); la seconda invece affronta la Massoneria storica, vale a dire le strategie messe in pratica per realizzare nella società il proprio modello religioso e politico in chiave anticattolica. Questa ricerca è necessaria per spazzare il campo dalle fantasiose teorie e approssimazioni complottistiche che abbondano sul web e minano la comprensione del fenomeno: se infatti è innegabile l'influenza che i massoni hanno avuto in determinati processi storici, è bene chiarire che la loro azione è sempre stata indirizzata soprattutto contro la Chiesa cattolica, dal momento che la Massoneria è una contro-Chiesa, anzi la contro-Chiesa per eccellenza. Quello tra la loggia e la tiara è infatti un conflitto ancora in corso e le cui conseguenze più devastanti sono sotto gli occhi di tutti.
Il rapporto tra la Maddalena e il Verbo incarnato ha fatto prosperare più di un mito e ha alimentato numerosi dibattiti. Chantal Reynier si avvicina in modo accurato e preciso al paradosso dell'intimità di Maria di Magdala con Gesù di Nazaret. E dapprima decifra l'enigma di quella donna singolare così come si presenta nei vangeli, poi lo segue nell'accoglienza che ha ricevuto nella cultura occidentale lungo i secoli fino ad oggi: nella pittura, nella letteratura e anche nel cinema. Ne esce una sintesi che a quella figura restituisce spessore e singolarità. Perché Maria di Magdala è una persona così viva che il suo percorso accanto a Cristo resta essenziale anche e soprattutto per le cristiane e i cristiani del XXI secolo.
Il cardinale Ugo Poletti fu Vicario di tre Papi per la diocesi di Roma: San Paolo VI, Giovanni Paolo I e San Giovanni Paolo II. Questo volume raccoglie gli atti del Convegno che la diocesi di Roma gli ha voluto dedicare il 4 novembre 2021, a poco più di 24 anni di distanza dalla sua morte avvenuta il 25 febbraio 1997. La giornata di studi si è svolta a Palazzo Lateranense e ha visto la partecipazione di storici dell'età contemporanea e di testimoni che lo conobbero e collaborarono con lui. Come sanno bene quelli che lo frequentarono, il suo ministero fu strettamente ancorato a quello dei Papi. A Roma cercò di attuare le sollecitazioni del Concilio Vaticano II e di far scoprire alla comunità cristiana l'identità di Chiesa locale radicata nella città, affrontando le difficoltà riguardanti l'impegno evangelizzante, la dimensione della solidarietà cristiana, l'accrescimento del senso religioso e il consolidamento dei rapporti umani. Certamente visse con dedizione il suo ministero di Pastore e si adoperò con tenacia affinché la Chiesa di Roma andasse incontro alle esigenze comuni, soprattutto sociali e spirituali.
La ricerca prende in considerazione un conclave passato alla storia perché da esso venne eletto il Papa che soppresse la Compagnia di Gesù: Clemente XIV. Egli, però, a pochi mesi dalla sua elezione, diede stabilità giuridica alla Congregazione dei Passionisti concretizzando le ispirazioni di San Paolo della Croce il quale, già dai primi giorni di quello storico conclave, aveva predetto l'elezione a papa del cardinale Ganganelli. In quel periodo l'elezione del Papa era fortemente strumentalizzata e condizionata dalle potenze cattoliche che avevano i propri cardinali nella Corte pontificia, i quali erano più fedeli alle direttive dei loro sovrani che al bene della Chiesa. In quel conclave la soppressione della Compagnia di Gesù fu il perno di tutte le trattative messe in campo dalle Corti borboniche. Il lavoro mette in luce le strategie usate dai cardinali delle potenze cattoliche per pilotare la scelta di un pontefice che una volta eletto avrebbe assicurato l'abolizione dei Gesuiti.
Grazia Ruotolo, nipote di don Dolindo (1882-1970), consegna a tutti una raccolta dei pensieri e delle preghiere più significative dello zio. Lei è l'ultima e più intima testimone vivente di don Dolindo e ha selezionato, con tenerissima devozione, i pensieri e le meditazioni più belle del Sacerdote napoletano, condividendo l'immenso lascito esistenziale e spirituale dello zio. La sua dimora napoletana, dove il sacerdote ha benedetto ogni singola pietra è un luogo simbolo della memoria storica che Grazia custodisce con amore. Le parole di don Dolindo possano risuonare nel cuore di ognuno per imparare a dire, come lui: «Gesù, pensaci tu!».
Bruno Forte, in poche pagine, traccia le line fondamentali dell'eredità spirituale di Benedetto XVI, condividendo anche una lettera, intima e personale, che il Papa teologo gli aveva scritto per spiegargli le motivazioni che lo avevano portato a lasciare il ministero petrino e a ritirarsi nella meditazione e nella preghiera.
L'Autore consegna ai lettori un intenso profilo di Benedetto XVI che riprende il suo percorso teologico e il messaggio delle encicliche. Propone, poi, gli elementi fondamentali che lo caratterizzavano, lo stile, la fede e l'umanità, come le chiavi per coglierne il pensiero nel grande valore che conserva come eredità preziosa per la Chiesa e per la famiglia umana. Il testo si chiude con la bellissima preghiera che il Papa scrisse a un anno dalla Sua visita al Santuario del Volto Santo di Manoppello.
Questa nuova edizione di La Chiesa romana, opera di Ernesto Buonaiuti, teologo, accademico, antifascista, storico del cristianesimo, uno dei massimi esponenti del modernismo italiano, rappresenta uno dei testi più significativi della sua vastissima produzione letteraria. Scritto, come afferma Buonaiuti stesso, «per un indeclinabile comando della coscienza, in un momento risolutivo della mia vita», è una riflessione sulla bimillenaria storia della Chiesa così come un accorato appello affinché ritorni a proporre al mondo il messaggio evangelico nella sua originaria purezza. Le posizioni espresse da Ernesto Buonaiuti sono di una sorprendente attualità e rendono testimonianza di una figura complessa di sacerdote e di studioso che attende ancora il giusto riconoscimento.
«Papa Francesco ci ha abituato fin dai primi giorni del Suo Pontificato a una lettura sapienziale e realistica "dei segni dei tempi" nei cambiamenti nella vita della Chiesa e del mondo intero in questa nuova epoca. Nel solco delle Tradizioni, della spiritualità ignaziana e del Concilio, per il Santo Padre è la Voce dello Spirito e delle Sacre Scritture che ci apre a un autentico discernimento ecclesiale e sociale, sulle coraggiose prospettive di futuro per una nuova primavera della Chiesa. [...] Auguro al lettore di queste pagine di usare e riusare questo libro, di lasciarsi interpellare dalla freschezza della parola del Santo Padre con le varie citazioni dei Padri del deserto, da autorevoli teologi del Concilio, dagli autori dell'Oriente e dell'Occidente cristiano, affinché possa diventare un manuale per la vita e la formazione spirituale di tanti fedeli e anime consacrate o sacerdotali». (Dalla Prefazione del Cardinale Matteo Zuppi)
The Mediterranean, both sea and a a theatre, has served throughout history as a fundamental crossroads for the political-religious dynamics and international tensions that characterize the various worlds, east and west, south and north, that meet in this basin. Starting from these premises, the present work examines within a chronological span that goes from the conclusion of the Second World War to the end of Pius XII's pontificate - the contribution offered by the Holy See and by Catholics from different national contexts in deciphering the role of the Mediterranean Sea within the wider global context. As such, constitutes a a reflection on this geographical space with its peculiar cultural, economic, political, and religious realities by highlighting the role played by the Mediterranean in the elaboration of visions and projects of civilization.
This work is the fruit of a wider research programme called Occidentes - Horizons and projects of civilization in the Church of Pius XII. It brings together the work of seven historians from different European Universities.
Se nel corso di lunghi secoli del cristianesimo molte devozioni cattoliche hanno conosciuto un notevole impulso, mai nessuna ha avuto tuttavia uno sviluppo paragonabile a quella al Sacro Cuore di Gesù, la cui base teologica, già radicata nell'età patristica e poi ripresa e sviluppata ulteriormente dai grandi autori spirituali a partire dal tardo medioevo, ha trovato una sua più chiara definizione con le manifestazioni seicentesche del Sacro Cuore di cui è stata testimone nel monastero borgognone di Paray-le-Monial la santa monaca visitandina Margherita Maria Alacoque (1647-1690), avendo esse introdotto delle novità cultuali e devozionali destinate ad affermarsi tra gli aspetti più specifici e intimi nella vita della Chiesa. È infatti innegabile che questa forma di pietà, anche a motivo della sua peculiare caratteristica di "rimedio provvidenziale" contro i mali che affliggono il mondo moderno, emersa negli scritti della santa visitandina, si sia progressivamente manifestata anche come elemento portante nel progetto ecclesiale di conquista cristiana della società. Un'attenta analisi della diffusione della devozione al Sacro Cuore di Gesù, dopo l'impulso iniziale che essa ha avuto nel suo paese d'origine, la Francia, ed essere poi uscita oltre le sue frontiere, risulta pertanto indispensabile anche per mettere a fuoco le fasi più significative del confronto sempre più acceso di entrambi i poli entro i quali si è sviluppato l'intricato rapporto tra religione e politica che ha segnato il passaggio dall'età moderna a quella contemporanea, essendosi infatti inserita nel mezzo di un vero e proprio terreno di confronto tra due modi di vivere il proprio tempo, ovvero tra una "religione del cuore", da intendersi come espressione dei sentimenti e delle credenze religiose collettive, e dunque come fenomeno di reazione ad un esteso processo di secolarizzazione caratterizzato dalla progressiva autonomizzazione delle istituzioni politico-sociali e della vita culturale dal controllo e dall'influenza della religione e della Chiesa, e una "politica della Ragione", istanza della cultura moderna dei Lumi che ha contribuito alla formazione della mentalità di una parte consistente della società europea, modellando anche la vita civile dei paesi attraversati dal discorso politico degli Stati. Questo volume, che ripercorre gli sviluppi storici del culto e della devozione al Sacro Cuore di Gesù, dai primi accenni ch'essa ha avuto con i grandi autori cristiani fino alle manifestazioni seicentesche di Paray-le-Monial, rappresenta il primo di una nuova collana pensata appositamente dalla Gangemi Editore per offrire ulteriori riflessioni e approfondimenti su questo tema, e intende rivolgersi ad un pubblico ampio, dai cultori di scienze storiche a quanti si interessano di spiritualità cristiana, specialmente a "tutti coloro che cercano il passato per (provare a) riorientare un confuso presente".
Joaquin Navarro-Valls è stato per oltre vent'anni il direttore della sala stampa vaticana al tempo di Giovanni Paolo II. Per quasi un quarto di secolo, come suo portavoce, ha avuto accesso diretto al pontefice. Lo ha accompagnato negli innumerevoli viaggi apostolici così come nelle vacanze estive in montagna, e ha potuto vivere da vicino eventi che hanno segnato la nostra storia recente, dalla prima delegazione vaticana nella Mosca sovietica all'incontro con Gorbac?ev in Santa Sede, ai preparativi per la visita del papa nella Cuba di Fidel Castro. Nel quarantacinquesimo anniversario dell'elezione di Giovanni Paolo II, questo libro raccoglie gli appunti personali che Navarro-Valls prese durante quegli anni. Pagine che, scritte sotto forma di diario e pubblicate per volere dell'autore dopo la sua scomparsa, offrono non solo un interessante spaccato del dietro le quinte del lavoro della Santa Sede, ma svelano alcuni dei grandi problemi dell'umanità che tanto preoccupavano il Santo Padre e, soprattutto, forniscono dettagli preziosi della sua vita quotidiana. I ricordi di Navarro-Valls mostrano il lato più umano e illuminano ancora una volta la straordinaria capacità comunicativa grazie alla quale Giovanni Paolo II esercitava il proprio ministero. E al tempo stesso restituiscono il rapporto professionale e fraterno che li ha uniti, una speciale relazione, fatta di fiducia, ironia e affetto sincero. Attraverso lo sguardo di Navarro-Valls e un ricco inserto fotografico, con immagini rese pubbliche per la prima volta, ripercorriamo i momenti salienti del papato di Giovanni Paolo II. Un viaggio al fianco di un protagonista indimenticabile della scena vaticana, che consegna un ritratto inedito di Wojtyla e aggiunge sfumature e complessità al suo pontificato.
Non un'altra biografia di Giovanni Paolo I e di Benedetto XVI, ma un testo che narra l'amicizia tra questi due uomini, allora cardinali. Le corde dell'anima dei due futuri Pontefici, così all'apparenza diversi, suonavano all'unisono. Un faro sulla cultura intellettuale di Luciani e sull'umiltà di Ratzinger: un'apparente inversione di ruoli, che dona un'immagine trasparente di due anime sante che hanno fondato la loro sapienza sul virtuoso esercizio delle capacità umane, preceduto e guidato continuamente da un ininterrotto dialogo con la sapienza per eccellenza.