
Di che cosa è fatta la materia? Che età ha l'universo? Perché i continenti paiono tessere staccate di un puzzle? Che cosa provoca gli tsunami? Perché esistono tanti tipi di piante e animali? Chi fu il primo uomo (o donna)? Richard Dawkins, il più famoso biologo evoluzionista del mondo e grande divulgatore scientifico, ha dedicato la carriera a spiegare le meraviglie della scienza a un pubblico adulto. Ora fa squadra con l'artista Dave McKean e usa la sua straordinaria capacità divulgativa per illustrare la magia della scienza ai lettori di tutte le età. Con la sua messe di nozioni, esperimenti ideali ed eventi straordinari, corredati di splendide illustrazioni, "La realtà è magica" spiega una gamma vastissima di fenomeni naturali, dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo. Il volume non solo estrae dalla miniera della scienza tutti gli indizi utili alla comprensione del mondo, ma induce anche il lettore a pensare come uno scienziato: se gli antichi ci hanno tramandato affascinanti miti sulla nascita del mondo e della vita sulla Terra, è la scienza, afferma l'autore, a rispondere con chiarezza ai molti interrogativi che da sempre affascinano e attanagliano l'uomo. La realtà è magica rappresenta una guida illustrata ai segreti del mondo che ci circonda, un viaggio nel tempo e nello spazio che continuerà per molti anni a informare e divertire i lettori.
Non siamo nati per leggere, ma siamo dotati di un cervello straordinariamente plastico. Così apprendiamo dalla storia e dalla scienza del cervello che legge, raccontate da Maryanne Wolf in questo lucido e appassionato saggio, dove si intrecciano riferimenti a discipline diverse quali neuroscienza, linguistica, psicologia, storia e pedagogia. La lettura, mostra la Wolf, non è un'attitudine naturale dell'uomo, ma una sua invenzione, forse la più geniale, che risale a 6000 anni fa in Mesopotamia, con la scrittura cuneiforme dei Sumeri. Ottimo esempio di architettura aperta, per imparare a leggere, il cervello umano ha dovuto, e ancora oggi ogni volta deve daccapo, creare sofisticati collegamenti tra strutture e circuiti neuronali in origine preposti ad altri più basilari processi, come la vista e la lingua parlata. Il cervello riplasmato in modo nuovo dalla lettura ha così consentito la formazione di un sapere non più improntato alla ripetitività tipica delle culture orali, ma caratterizzato dall'accumulo, creativo e vertiginosamente efficace, di sempre nuove conoscenze. Al livello sia biologico sia intellettuale, la lettura permette alla specie umana di oltrepassare l'informazione già data per produrre innumerevoli e meravigliosi nuovi pensieri. La cultura così come ora la conosciamo è figlia del cervello che legge. Ma oggi, con l'avvento della cultura digitale e il suo privilegiare l'immagine rispetto alla scrittura, ci troviamo, come 6000 anni fa, nel mezzo di una transizione di portata epocale, un cambiamento di paradigma che sta riorganizzando secondo nuovi parametri il cervello delle nuove generazioni, i nativi digitali. Questo passaggio di civiltà fa sorgere domande inedite: quali perdite e guadagni riserva il domani ai tanti giovani che hanno in larga misura sostituito al libro la caleidoscopica cultura di internet, con la sua informazione sovrabbondante e la sua attenzione intermittente? La rapida, quasi istantanea, presentazione di un contenuto informativo digitale può pregiudicare il decantarsi di un sapere più profondo, che necessita di tempi più lunghi? È possibile che la capacità delle prossime generazioni di ricavare intuizioni, gioia, dolore, saggezza da un libro andrà a diminuire in misura significativa? In sintesi, la questione è se i nostri figli stanno disaffezionandosi al cuore stesso del processo della lettura: andare oltre il testo, pensando con la loro testa, per pensare a sé. Ambizioso e stimolante, avveduto e ben fondato, Proust e il calamaro fornisce strumenti preziosi per interpretare questa complessa transizione, così che quell'irrinunciabile acquisizione della specie umana che è la lettura possa integrarsi col nuovo che verrà, grazie, ancora una volta, alla prodigiosa duttilità del cervello umano.
Avrete sicuramente sentito dire che "un cane educato è un cane felice". Simone Dalla Valle, invece, è dell'idea che "un cane felice è un cane educato": un cane sereno e soddisfatto della propria vita infatti è molto più predisposto a imparare e collaborare con noi. Per questa ragione, il primo obiettivo del percorso educativo che ci propone è proprio quello di imparare a conoscere davvero il nostro amico a quattro zampe, quali sono i suoi bisogni, come comunica con noi e con i suoi simili, qual è il suo modo di apprendere e quindi qual è il metodo migliore per insegnargli qualcosa. Grazie alla sua esperienza sul campo, poi, Simone Dalla Valle ci guida con sorriso aperto e mano ferma nel training del nostro cane, attraverso una serie di esercizi spiegati e illustrati passo passo. Il nostro cane acquisirà così un bagaglio di competenze da applicare nelle occasioni di tutti i giorni: dal momento della pappa alla passeggiata al guinzaglio, dalla discesa dall'auto all'interazione con gli altri cani, fino a quelle situazioni in cui non possiamo occuparci di lui perché siamo presi da altri impegni. Seguendo il metodo di Simone, profondamente rispettoso della natura di ciascun animale e contrario a ogni forma di violenza, potremo instaurare una relazione veramente appagante con il nostro migliore amico e impostare una gestione della nostra vita insieme che garantisca il benessere di entrambi.
Scontrosi o docili, bastardi o purosangue, volubili, bizzarri o fedelissimi, sono stati i cani il grande amore di James Herriot, il leggendario veterinario scozzese autore di best seller sugli animali che continuano ad appassionare milioni di lettori in tutto il mondo. Questo volume raccoglie alcune tra le sue storie più indimenticabili: quella del tenace pastore tedesco Jock, del buffo labrador Brandy, di Roy, dolcissimo golden retriever, o Tricki Woo, capriccioso come solo un pechinese viziato sa essere. Piccoli racconti da un mondo ormai perduto, dominato dall'amore per la natura e le sue creature.
Una miscellanea dal sapore vintage ricca di illustrazioni ricercate, cronache, citazioni, aneddoti e curiosità che riguardano l'affascinante mondo dei gatti: com'erano considerati nell'antico Egitto, come facevano a essere i migliori amici dei topi nel Medioevo, di quali film imperdibili sono stati protagonisti e di che libri? "Vieni sul mio cuore innamorato, mio bel gatto: trattieni gli artigli e lasciami sprofondare nei tuoi occhi belli, misti d'agata e metallo". Lo scrisse Baudelaire e assieme a questa, arricchiscono le pagine del "Piccolo libro dei gatti" molte altre frasi affettuose e ironiche di illustri appassionati dei nostri amici a quattro zampe: Lewis Carroll, Pablo Neruda, Mark Twain...
Avere un bambino è un magnifico progetto che, quando inizia a farsi strada già solo nella mente, segna in modo irreversibile la donna, portando con sé cambiamenti, enormi gioie, ma anche dubbi e preoccupazioni. Ecco allora un libro che accompagna la donna in questo percorso di formazione e trasformazione. Qui, "la mamma che verrà" troverà una guida esperta che la aiuterà ad affrontare, assieme ai cambiamenti del corpo, anche i mutamenti dell'anima, con le inevitabili paure, le emozioni altalenanti, le nuove configurazioni dell'identità materna. Si disegna allora un percorso che comincia ancor prima del concepimento, quando il figlio è solo un desiderio che inizia ad affacciarsi nella mente della mamma, e si snoda per otto capitoli fino al parto e ai primi giorni di vita del bambino, quando anche la donna chiude il cerchio e rinasce come mamma. Coerente a questo approccio olistico, che vede corpo e mente procedere uniti, il libro dedica una particolare attenzione alle medicine integrate - dall'omeopatia alla fitoterapia, dall'agopuntura alle tecniche dolci - che, con grande rispetto e nessuna violenza, possono essere di aiuto alla futura madre, anche durante il travaglio.
Questa guida, che abbina il rigore dell'enciclopedia alla trattazione pratica e divulgativa del manuale, insegna ai genitori come prendersi cura quotidianamente del loro bambino offrendo risposte chiare e precise su temi come salute, igiene, alimentazione, sviluppo psicofisico. Senza pretendere di sostituirsi al pediatra, l'enciclopedia insegna a riconoscere i sintomi delle malattie infantili e ad alleviarne i disagi. Le voci dedicate all'alimentazione forniscono le informazioni essenziali sul fabbisogno nutritivo nelle diverse fasi della crescita e sull'apporto energetico dei vari gruppi di alimenti, in modo da poter valutare se la dieta del bambino è equilibrata. Sul versante della psicologia, l'opera fornisce suggerimenti pratici su come affrontare situazioni critiche come le crisi di collera, la gelosia nei confronti del nuovo fratellino, i litigi con i coetanei, le prime ansie legate all'ingresso nella scuola materna o in quella elementare. Fra le appendici che completano l'opera, si segnalano in particolare: Primo soccorso; Medicine naturali; Il calendario della salute.
I saperi sulla malattia e sul corpo variano, di luogo in luogo e tra le culture del mondo. “Come” star male e “perché” sono oggetto di interpretazione, sono costrutti dell’immaginazione sociale e personale. L’esistenza è un fenomeno culturale e il corpo del malato ne parla il dialetto. Muovendo da questa constatazione, il volume prospetta l’urgente necessità e gli strumenti operativi di una medicina interculturale in grado di tradurre tra loro culture e malattie, luoghi e persone. Chi sta male, chi soffre, non è mai fuori luogo e non dovrebbe sentircisi, almeno fino a quando la parola “umanità” riuscirà a conservare significato.
L'autore
Ivo Quaranta insegna Antropologia culturale e Antropologia del corpo e della malattia all’Università di Bologna. Per le nostre edizioni ha curato Antropologia medica. I testi fondamentali (2006).
Mario Ricca insegna Diritto interculturale e Diritto ecclesiastico all’Università di Parma. Tra le sue pubblicazioni più recenti, Oltre Babele. Codici per una democrazia interculturale (Dedalo 2008).
Anno 2019. La tempesta sismica iniziata a Sumatra nel 2004 ha già distrutto Catania, Los Angeles, Istanbul, Osaka, uccidendo milioni di persone. Nel 2016 il supervulcano di Yellowstone è esploso, ricoprendo di cenere gli Stati Uniti. I ghiacci polari sono spariti, il livello del mare si è alzato e Venezia, New York, Londra sono state sommerse. Il clima è impazzito, con estati bollenti e picchi di gelo invernale, e tempeste, uragani e alluvioni. I nove miliardi di uomini hanno sempre più fame, le terre da coltivare non bastano e molto di quanto producono ingrassa animali che diventeranno bistecche. In mare nuotano solo meduse. L'acqua è diventata una merce e per controllarla si combattono guerre feroci. Il petrolio è finito, e le energie alternative non sono sufficienti. Quando esplode il reattore nucleare di Osaka, e dopo qualche mese altre centrali in Slovenia e Slovacchia, si innesca una reazione a catena che porta al blakout planetario e alla contaminazione radioattiva totale. Gli uomini, fiaccati e impreparati, non ce la fanno. Ne sopravvive uno solo, che chiuso in un rifugio racconta come tutto questo sia stato possibile. Uno scenario fantascientifico? Tutt'altro, ci spiega Mario Tozzi. È solo la proiezione immaginifica di quanto la scienza ci prospetta come il nostro futuro. Ma noi preferiamo ignorarlo, senza modificare il nostro stile di vita. Il pianeta è stanco di noi ma non sarà a causa sua che spariremo. Se continuiamo così, ad annientarci ce la faremo benissimo da soli.
C'è sempre stato un mistero intorno a Darwin. Come mai questo evoluzionista riluttante, tranquillo gentiluomo di campagna, ha generato una delle idee più rivoluzionarie nella storia del pensiero? La sua concezione era davvero una "idea pericolosa". Doveva esserci qualcosa di potente, una fiamma morale, come scrivono Desmond e Moore, a stimolarlo. Era l'odio appassionato contro la schiavitù. Al contrario degli apologeti dello schiavismo, per i quali bianchi e neri erano specie separate fin dall'origine, Darwin pensava che le razze umane appartenessero tutte alla stessa famiglia. La schiavitù era un "peccato": abolirla divenne la sua "sacra causa". Ma fu estendendo l'idea abolizionista di fratellanza a tutte le forme di vita che Darwin elaborò la sua visione dell'evoluzione. Attingendo a una vastissima gamma di manoscritti inediti, lettere familiari, diari e perfino giornali di bordo, Desmond e Moore delineano il ritratto di un Darwin profondamente umanitario, ben lontano dallo stereotipo di uno studioso indifferente alla sorte dei propri simili: solo riconoscendo la sua passione abolizionista possiamo comprendere la formazione di un'idea che ha cambiato la nostra concezione del posto dell'uomo nella natura.
Ogni cultura ha predetto inutilmente la sua fine, noi stessi siamo figli di catastrofi altrui. Estinzioni di massa e colossali ecatombi del passato hanno infatti più volte segnato un nuovo inizio per altre forme di vita. La "catastrofe", intesa come resa dei conti finale con la storia, ci affascina da sempre perché soddisfa bisogni psicologici e vincoli cognitivi, magnificamente rappresentati dall'immaginario classico della fine del mondo interpretata come catarsi risolutiva, punizione, vendetta. Il 21 dicembre 2012 - presunto compiersi di un ciclo di calendario dei maya - segna ancora una volta l'avvicinarsi di una fine imminente. Telmo Pievani ci accompagna in un viaggio fino alla fine del mondo guidandoci attraverso le parole chiave dell'attesa: apocalisse, disastro, nemesi, estinzione. Tra scienza, filosofia e letteratura, un messaggio di umiltà evoluzionistica e di accettazione della contingenza della vita sulla Terra, per decidere che cosa fare quando anche questa volta il mondo non sarà finito.
Talete cadde in un pozzo mentre passeggiava guardando la Luna. Tycho Brahe girava con un naso finto perché aveva perso quello vero in un duello. Keplero scoprì le leggi del moto dei pianeti ma faceva oroscopi per campare e salvare dal rogo la madre fattucchiera. Galileo frequentava case di piacere, ebbe tre figli da un'amante e, ormai vecchio, scoprì la bellezza di un amore intellettuale. Newton era invidioso e attaccabrighe, fu più alchimista e teologo che scienziato e come direttore della Zecca di Londra mandò alla forca decine di piccoli falsari. Einstein cancellò dalla sua vita una figlia avuta prima del matrimonio. Hubble, padre del Big Bang, da giovane era un pugile in corsa per il titolo mondiale dei medio-massimi... Con un rigore non privo di humour, Piero Bianucci racconta la meravigliosa avventura delle scoperte astronomiche legandola alle storie straordinarie di quanti, uomini e donne, l'hanno vissuta. Dallo sgomento dell'uomo primitivo nelle notti stellate alle grandi domande esistenziali dell'uomo moderno, il cielo continua a essere specchio dei sentimenti, della Ragione e della curiosità umana.