
Claretta Petacci e Benito Mussolini, gli amanti del regime, Edda Mussolini e Galeazzo Ciano, i divini mondani del fascismo. Edda è prepotente, inquieta, aspra, intollerante ma anche impetuosa e sicura di sé; Claretta è una ragazza romantica, indifesa, dolce e sensuale, bella come un capriccio degli dèi. Due donne diverse che hanno in comune un tragico destino e un uomo: Benito Mussolini. È la figlia del Duce che apre le ostilità quando si accorge che la dolce Claretta la sta sostituendo nel cuore del padre; una guerra fra donne che accompagnerà l'ascesa e la caduta del duce che, in modi diversi, trascinerà nella tragedia le uniche donne che l'hanno veramente amato.
Nel giugno del 1943 il tenente di complemento Mariano Barletta, in servizio alla capitaneria del porto di Napoli e insegnante all'istituto nautico, riceve l'ordine di partire per una base nelle isole Ionie. Prima destinazione: Santa Maura e poi Cefalonia. Sull'isola che sarà teatro dell'eroico sacrificio della divisione Acqui trucidata dai nazisti dopo l'8 settembre, ha inizio l'odissea del tenente Barletta: la resistenza, le speranze gli aiuti che non arriveranno mai, l'eccidio, la sopravvivenza, la clandestinità e poi la fuga insieme a un piccolo gruppo di scampati, fra cui spicca l'indimenticabile figura del temerario tenente De Angelis che morirà di stenti e malaria.
La guerra più lunga è quella dei soldati italiani che, dopo l'8 settembre 1943, furono abbandonati in terra straniera ai soprusi e alle violenze di nemici vecchi e nuovi. Benanti, ufficiale medico in Albania presso il 130° reggimento fanteria della «Perugia», dopo l'armistizio si aggregò alle unità combattenti partigiane. Alla liberazione le autorità comuniste albanesi lo sottoposero al regime di internamento e dopo un processo di stampo staliniano fu condannato ai lavori forzati. Rientrò in Italia nel 1948 dopo anni di «agonie, fame, sete, violenze, brutalità, torture, via disumana, angosce interminabili. E partire, partire, partire sempre».
Il 9 settembre 1943 la corrazzata Roma, nave ammiraglia della Marina Militare italiana, venne affondata da aerei tedeschi mentre navigava nelle acque della Sardegna. Morirono 2 ammiragli, 86 ufficiali e 1.264 uomini d'equipaggio. L'autore di queste pagine, ufficiale della Roma, svela inquietanti retroscena politico-militari di quel tragico episodio. L'affondamento della Roma non fu solo un deliberato atto di vendetta dei tedeschi per il «tradimento italiano», ma la conseguenza di un piano per salvare la monarchia sabauda elaborato dallo Stato Maggiore della Marina e rimasto segreto per anni.
Un compendio storico molto semplice ed essenziale, che mette in evidenza l'impegno sociale dei cattolici, dall'inizio del cristianesimo fino ai nostri giorni.