
Una riflessione utile a chi vive gia' pienamente la messa e a chi non partecipa piu'.
"Questi scritti limpidi non si prestano a divagazioni poetiche: sono frutti di vita e danno semi di vita. Sono motivi impensati, riflessioni inusitate, aspirazioni avvincenti all'Eterno; in tutti i casi, sono le risorse dell'amore di figli per raggiungere, di là dalle parvenze, ombre e frascami, la presenza del Padre. Rimeditandoli via via, dalle prostrazioni di un materialismo senza sbocchi, greve di noia, l'anima si rileva alla speranza e all'amore, come per il ricostruirsi d'una giovinezza insospettata" (dalla Prefazione di I. Giordani).
Nel presente volume la fondatrice del Movimento dei Focolari, conversando con i suoi, indica nel grido di Gesù sulla croce:"Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?", la radice della spiritualità e della storia del Movimento, di cui ripercorre le vicende alla luce di questa realtà. Il libro vuole essere, nelle parole dell'Autrice, "…un canto, un inno di gioia e di gratitudine, una lettera d'amore a Gesù crocifisso e abbandonato".
Dal vasto patrimonio di scritti e discorsi di Chiara Lubich testi, anche brevi, scelti e ordinati secondo un paradigma da lei adottato negli ultimi anni. "Amare tutti", "Amare per primi", "Amare come sé", e così via. Un'originale serie di punti di genuina derivazione evangelica che ben a ragione l'Autrice definisce "arte di amare", perché armoniosa sintesi delle esigenze dell'amore come pure richiamo al concetto di esercizio, sforzo continuo per renderlo realtà viva e operante. Colpisce, in questi pensieri, una gradevole essenzialità di linguaggio, segno di un vissuto che non necessita di molte parole, e una totale adesione all'insegnamento di Cristo che ne fa scoprire le molte anche inopinate applicazioni allo svolgersi dei rapporti umani. Di rilievo il riconoscimento dell'amore quale valore universale, presente nelle più grandi religioni del mondo con la cosiddetta "regola d'oro": "Fa' agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te". E non solo. Ché esso lo si ritrova pure in persone senza alcun riferimento religioso ma spesso attente e operose nella linea della "fraternità universale". Un libro quasi piccolo vademecum e ausilio per il quotidiano, per rispondere alla più alta vocazione dell'uomo, che è quella all'amore. Nella certezza, come dice san Paolo, che: "Tutta la legge trova la sua pienezza in un solo precetto: "Amerai il prossimo tuo come te stesso".
La vita e l'opera di Giovanni Muzi, esemplare figura di sacerdote e di arcivescovo, hanno lasciato un'impronta significativa nella storia della Chiesa cattolica italiana a cavallo fra Sette e Ottocento.
«Siamo usciti dal secondo conflitto mondiale, ma non dallo spirito di distruzione»: così esordisce 19ino Giordani nel prologo a Disumanesimo, scritto nel marzo del 1949. Malgrado la pace faticosamente riconquistata, infatti, Giordani denuncia profeticamente il pericolo di perdersi dietro alle utopie che pretendono di costruire il paradiso in terra, ma senza Dio, tentativo perciò destinato a naufragare nel piùignobile inferno. Richiamandosi all'agostiniana De civitate Dei, Disumanesimo rilegge la storia dell'umanità individuando tre "luoghi": La città di Satana, città dell'irrazionalità, luogo "bestiale", perché senza Dio -j La cittàdell'uomo - in cui Giordani intravede uno spiraglio di superamento dell'odio e della barbarie -; La città di Dio - dove Dio toma al centro della storia e, per questo, l'uomo diviene la ragione e lo scopo di ogni azione civile e la politica è intesa come vocazione e servizio. Una lettura lucida e, insieme, appassionata di un'epoca cruciale della nostra storia.
«Non è facile stendere una storia della democrazia cristiana, intesa come movimento. Si può stendere la storia della Democrazia Cristiana come partito. Senonché l'idea è anteriore al Partito, per il fatto stesso che è legata al cristianesimo. La democrazia cristiana è in sostanza lo sforzo di tradurre in una convivenza ordinata - in un ordine sociale e politico - i principi etici dell'evangelo» (dalla prefazione). Con queste parole Igino Giordani apre il suo saggio Pionieri cristiani della democrazia. Ma su quali principi si deve fondare una democrazia per potersi dire “cristiana”? Giordani li rintraccia nelle parole stesse del Vangelo: la dignità e la libertà della persona umana, l'amore come vincolo sociale, la solidarietà e l'uguaglianza, l'uso sociale della ricchezza, la dignità del lavoro, il rispetto dell'autorità, la relazione tra Stato e Chiesa. Un testo chiave per conoscere e comprendere gli ideali che hanno guidato l'appassionata avventura politica di Giordani. Un manifesto attualissimo ancora oggi in cui nel dibattito culturale italiano si torna a parlare dell'impegno dei cattolici in politica.
Profitto, concorrenza, un'attività economica "d'assalto", manager rampanti e senza scrupoli: è il mondo - come ci appare dal di "fuori" - delle grandi multinazionali. In questo contesto, che posto occupa la fede? O più precisamente, è possibile coniugare la fede - ovvero la ricerca di ciò che è autenticamente umano e perciò cristiano - e l'impresa? Contro il convincimento comune che la visione cristiana del vivere sociale sia estranea alla vita aziendale e interessa i credenti solo al di fuori della dimensione lavorativa, il racconto di Giuseppe Sbardella invita a rivedere tali idee preconcette. Per trentuno anni in una multinazionale americana, prima come impiegato, poi quadro e infine dirigente, l'Autore ripercorre la sua storia, segnata dall'impegno a vivere anche nel lavoro il principio - umano e cristiano - della dignità della persona, senza “smettere l'abito” del mondo aziendale, anzi cercando di migliorarlo avendo come obiettivo una crescita armonica, il bene di tutta la comunità-azienda, secondo criteri di autentica giustizia sociale.
"Vivono una Chiesa fondata su incontri, sullo scambio di idee ed ideali, su di una comune tensione verso un unico obiettivo: accostarsi a Dio. Sono i giovani alla scoperta di Dio, che, accanto allo studio e ai momenti ricreativi caratteristici dell'età, riescono ad accordare la loro dimensione di ragazzi con una profonda ricerca mistica ed esistenziale. Ma saranno effettivamente così diversi dai loro coetanei che vivono lontani dagli ambienti delle parrocchie? Come uniscono concretamente la sfera spirituale con le attività quotidiane? Come affrontano la vita e le scelte personali, come si rapportano con le mode, gli amici, la società?» (dalla prefazione). L'Autrice ha intervistato i giovani di diverse realtà della Chiesa - dall'Azione Cattolica alla Gioventù Ardente mariana, dai Focolari ai Neocatecumentali, da Comunione e Liberazione alla Turris Eburnea, dai Carismatici al Sermig, alla Caritas e alla Comunità di Sant'Egidio - offrendoci un ritratto completo e approfondito, in vista del grande appuntamento di Sidney 2008. Una panoramica completa in vista della Giornata Mondiale della Gioventù Sidney 2008.
Una gravissima malattia rara: epidermolisi bollosa. Una ragazza: Daniela. Ventitrè anni marchiati dalla sofferenza. Qual è lo scopo di un'esistenza così difficile e sofferta? La risposta è in queste pagine. Gli Autori nel raccogliere le testimonianze dei genitori, degli insegnanti, degli amici e di quanti l'hanno conosciuta, ripercorrono il luminoso cammino di Daniela. "La sua vita sembra dimostrare che la malattia non è un ostacolo ad amare. Daniela scopre e ci fa scoprire che si può amare nonostante l'imperfezione, la disabilità, la sofferenza morale e il dolore fisico, anche quando non è alleviabile. Questa scoperta è carica di conseguenze. Il dolore, immerso nell'amore, quasi riparato dai suoi quotidiani atti d'amore, le si rivela come la chiave di una felicità possibile. Un paradosso? O una prospettiva sensata anche per noi?" (dall'Introduzione) La storia di Daniela Zanetta è la risposta alta e positiva al profondo disagio esistenziale degli adolescenti e dei giovani di oggi.