
"La Chiesa ha bisogno dell’arte. Infatti se n’è sempre servita, e sin dalla prima cristianità la committenza di opere d’arte e di architettura costituisce un "progetto" pienamente consapevole, a cui sono state dedicate risorse ingentissime nel corso dei secoli. […] La Chiesa ha bisogno dell’arte perché essa è chiamata a predicare Cristo, Vita eterna che si è resa visibile, uomo-immagine che in ogni parola e azione ha rivelato l’invisibile Dio. Come la vita sacramentale e liturgica estende nel tempo gli effetti salvifici dell’operato di Cristo, così l’arte sacra, intimamente legata alla liturgia e considerata essa stessa un "sacramentale", estende la visibilità del Figlio di Dio" (T. Verdon).
Chiamata ad annunciare Cristo in una cultura dell’immagine, la Chiesa italiana sta riscoprendo l’arte. Dal Piemonte alla Sicilia stanno nascendo iniziative intese a valorizzare il senso religioso dell’immenso patrimonio culturale, che hanno offerto l’occasione per una seria rivalutazione del ruolo dell’arte nella missione della Chiesa.
Il volume offre una panoramica della riflessione ecclesiale intorno al tema e illustra un metodo sperimentato a Firenze da più di dieci anni, metodo che – nato sulle rive dell’Arno per spiegare l’arte generata dall’umanesimo rinascimentale, la grande stagione culturale che si estende da Dante e Giotto a Leonardo e Michelangelo – appare catecheticamente e filologicamente "corretto", nonché applicabile a diverse e molteplici situazioni ecclesiali.
Note sull’autore
Timothy Verdon, statunitense (nato in New Jersey nel 1946), è uno storico dell’arte formatosi alla Yale University. Vive in Italia da trent’anni e dal 1994 è sacerdote a Firenze, dove dirige l’Ufficio diocesano per la catechesi attraverso l’arte. Coordinatore di convegni internazionali su argomenti relativi all’arte sacra e autore di libri e articoli in inglese e in italiano, è consultore della Pontificia commissione per i beni culturali della Chiesa, Fellow del Harvard University Center for Renaissance Studies, docente presso la Stanford University e la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale.
Il volume, in lingua italiana e inglese, intende essere un punto d'avvio per orizzontarsi tra monumenti, chiese, architettura, storia e cultura che qualificano l'inconfondibile stile italiano. Dal nord al sud, dalla Valle d'Aosta alla Sicilia alla Sardegna, un viaggio nelle meraviglie italiane per testimoniare lo stile, la tradizione, la tipicità del Paese.
Il volume, in lingua italiana e inglese, offre una vasta panoramica sull'arte fra il XIII e il XVIII secolo. Dal Medioevo al tardo Cinquecento i temi dell'Annunciazione, della Natività e dell'Adorazione dei Magi stimolarono la fantasia di pittori e scultori che, su commissione o liberamente ispirati, interpretarono gli episodi sacri nei modi più diversi. La Madonna assunse nei secoli le connotazioni più varie: umile e timida fanciulla, dolcemente protesa verso Gesù Bambino o ricca dama avvolta in stoffe preziose. Il lettore potrà confrontare la sobrietà di Arnolfo di Cambio con lo sfarzo del Pinturicchio, l'intima religiosità della pittura di Beato Angelico con il fasto di quella del Parmigianino, in un viaggio nell'arte dei maggiori autori europei.
Il volume è un saggio, ampiamente illustrato e ricco di dettagli narrativi, che analizza il virtuosismo illusionistico e la grande fantasia decorativa di Giambattista Tiepolo, dalla formazione alle grandi opere della maturità. Il volume è corredato dal catalogo completo delle opere dell'artista settecentesco, aggiornato in base agli ultimi studi critici dopo le grandi mostre di Venezia e New York del 1996.
Rykwert si interroga sul modello di città che gli abitanti elaborano o sognano. E lo fa analizzando anzitutto la situazione che coincide con l'origine stessa della città in senso moderno, il "rito etrusco" che fondava la città romana. Rykwert dimostra come la configurazione dell'urbe, con le sue mura, le porte, il foro, i templi, costituisse anche e soprattutto una forma simbolica nella quale si rispecchiavano i miti, i rituali, le credenze di tutta una civiltà. E si tratta di credenze collegabili, con accostamenti illuminanti a fenomeni e testi di varie civiltà arcaiche: indiane, africane, amerindie.
Le opere d'arte, i musei italiani pubblici e privati, ma anche il paesaggio, i siti archeologici, gli archivi, le dimore storiche e lo sconfinato patrimonio ecclesiastico costituiscono l'enorme ricchezza dei nostri beni culturali. Questo libro fa il punto della situazione sotto il profilo dei nuovi strumenti normativi ed evidenzia l'importanza di scoprire i beni culturali come risorsa economica.