
La fine del secondo millennio, segnata dallo sgretolamento dell'ideologia comunista e da ondate migratorie che hanno moltiplicato e rafforzato la presenza di minoranze religiose, ha visto emergere un nuovo desiderio di protagonismo da parte della chiesa cattolica e delle istituzioni religiose in generale. In questo contesto, il tema dei rapporti fra Stato e Chiesa in Italia ha recentemente conosciuto un nuovo, potente ritorno di fiamma, e il dibattito sulla laicità (dell'individuo, delle istituzioni) non è mai stato così acceso. In questo volume Francesco Traniello delinea una breve ma esauriente storia delle numerose tappe che hanno contribuito a mutare i rapporto fra Stato e Chiesa dal dopoguerra a oggi, cercando di individuare i motivi del processo di "desecolarizzazione" al quale stiamo assistendo. Attorno al suo saggio ruotano le riflessioni e le discussioni di studiosi di discipline storiche e di sociologi.
Un motivo conduttore percorre l'origine e l'evoluzione dell'ordinamento giuridico della Chiesa, fino a contribuire a comporne il profilo identitario, quello del sangue: il sangue versato nel sacrificio che fonda il cristianesimo; che si fa tabù e divieto nell'antropologia occidentale e nel diritto; che tornerà a pulsare in ogni uomo, secondo la profezia, nella gloria dell'ultimo giorno. Questi passaggi vengono riproposti nella loro coerenza normativa millenaria dalle pagine di questo libro. Sangue e diritto, dunque, ma non solo: qui la prospettiva giuridica si salda direttamente al retroterra storico e sociologico, ma soprattutto a quello liturgico e teologico che reggono le norme e le dotano di senso, conferendo ad esse quell'organicità tipica di ogni ordinamento a base religiosa, segnatamente di quello canonico. L'attenzione per questo tema non si attenua - come pure ci si potrebbe aspettare - in un tempo, il nostro, così segnato dalla secolarizzazione e, su altro versante, dalla virtualità: anzi proprio la tenuta della sua centralità, sottolineano gli autori, testimonia di quanto il sangue, con i suoi significati simbolici e le sue proiezioni giuridiche, significhi nell'economia del sacro, che ancora incide, e non secondariamente, sulla vicenda umana.
Nuova edizione aggiornata con l'aggiunta di un corposo indice analitico del prestigioso volume che commenta in modo puntuale e completo l'intero Codice di diritto canonico.
Se l'economia ha scavalcato i confini degli Stati, lo stesso può dirsi degli Stati stessi, le cui funzioni essenziali si svolgono oltre il territorio nazionale: i militari impegnati sotto le bandiere dell'Onu e della Nato sono più dei militari italiani o di quelli francesi. Lo spazio giuridico globale è pieno di regimi regolatori settoriali, ciascuno con il suo sistema di norme e con un apparato chiamato a farle osservare. In esso operano circa duemila enti. Sono gli Stati che danno l'investitura iniziale agli organismi globali. Ma, poi, l'azione di questi ultimi va oltre l'ambito statale. La globalizzazione giuridica deve far fronte a problemi diversi, quali il conflitto tra uniformità globale e differenze nazionali, la coesistenza di diversi regimi regolatori globali, la concorrenza di norme globali, norme nazionali e norme locali, la difficoltà di individuare i giudici competenti a risolvere conflitti che sono sia globali, sia nazionali.
Il libro descrive, il sistema complessivo della giustizia amministrativa cogliendone l’evoluzione alla luce delle più recenti innovazioni legislative e pronunce giurisprudenziali. All’analisi degli istituti si accompagna la riflessione circa la loro coerenza con i valori costituzionali di effettività di tutela giurisdizionale del cittadino e di giustizia nell’amministrazione. La prima parte del volume ricostruisce le origini storiche del sistema italiano e illustra i principi costituzionali che riguardano la giustizia amministrativa. La seconda parte analizza l’insieme delle garanzie giurisdizionali del cittadino nei confronti della p.a. e le diverse modalità di tutela dinanzi al giudice ordinario e amministrativo. La terza parte tratta la giurisdizione ordinaria nei confronti della p.a. e la giurisdizione del giudice amministrativo con particolare attenzione ai nuovi ambiti della giurisdizione esclusiva. Segue l’illustrazione del processo amministrativo, le azioni, i principi generali, le parti, il giudizio di primo grado, la decisione, l’appello e gli altri rimedi, il giudicato e l’esecuzione della sentenza.
Cinthia Pinotti
sino al 1987 ha svolto la libera professione forense nel campo del diritto civile, commerciale e amministrativo; dal 1988 è magistrato della Corte dei conti; dal 2007 insegna diritto amministrativo I e II, presso la Facoltà di diritto civile della Pontificia Università Lateranense in Roma. Ha insegnato diritto commerciale comunitario dal 1996 al 2003 presso la Facoltà di economia dell’Università della Tuscia di Viterbo. Ha scritto una monografia sugli Aiuti di Stato alle imprese nel diritto comunitario della concorrenza (Cedam, 2000) e numerosi saggi ed articoli di diritto amministrativo, commerciale, comunitario. È condirettore scientifico della rivista di diritto comunitario “Foro Europa” e della omonima collana di monografie edita dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Chi si avvicina allo studio di quell'insieme di documenti, leggi, articoli di codice, sentenze che costituisce il diritto, si rende conto ben presto che senza una riflessione dì tipo filosofico tale studio resta unidimensionale e incompleto, non solo dal punto di vista della conoscenza teorica ma anche per affrontare gli innumerevoli problemi concreti della vita pratica del diritto. Attraverso l'analisi della prassi e delle categorie giuridiche, l'autrice riconduce lo sviluppo del diritto positivo moderno alla concretezza degli interessi in gioco, agli orientamenti culturali e alla mentalità degli operatori del diritto. Dietro e attraverso la logica delle norme si delinea realisticamente la società pluralista di cui noi tutti siamo attori.
La Costituzione italiana è entrata in vigore il 1° gennaio 1948. A sessant'anni dalla sua promulgazione, è possibile e doveroso misurarne il valore. Non in astratto, ma nella storia concreta della Repubblica, e con riferimento a cinque oggetti precisi: i diritti fondamentali, la forma di governo, il processo e la funzione giurisdizionale, la pubblica amministrazione e il sistema delle autonomie e la dimensione sovranazionale, su cui scorre la vicenda costituzionale europea. È quanto fanno i capitoli che compongono questo volume, nei quali gli studiosi più esperti sul tema mettono in evidenza la difficile e contrastata emersione del disegno costituzionale nella storia della Repubblica, ma anche il peso e il ruolo che la Costituzione ha avuto in quella storia.
Cosa sono i diritti umani? A che punto siamo con la loro tutela? Cosa possiamo fare noi, semplici cittadini, se non vogliamo restare sordi alle istanze di chi ne è privato? La problematica dei diritti umani, così importante sul piano politico, su quello delle ideologie e soprattutto del progresso civile degli Stati moderni, ha appassionato non solo uomini politici e organizzazioni intergovernative, ma anche associazioni religiose o sindacali, privati e organismi non governativi che si adoperano perché i governi si conformino sempre più alle norme internazionali a difesa di quei diritti.
Autore
Paul Pallath, Officiale della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, è docente presso il Pontificio Istituto Orientale a Roma. È autore di numerose pubblicazioni, tra le quali in italiano: La Liturgia eucaristica della Chiesa siro-malabarese, Padova 2000, e La Chiesa cattolica in India, Roma 2003, oltre a vari articoli sul patrimonio liturgico, teologico, spirituale e canonico della Chiesa siro-malabarese.
Descrizione
I Cristiani di San Tommaso, le cui origini risalgono alla predicazione in India di questo Apostolo, hanno dato vita a una ricca e peculiare tradizione ecclesiastica, considerata espressione di una vera e propria ‘cristianità asiatica’. Nel corso del XX secolo, grazie anche alla nomina di vescovi nativi, una controversa riforma liturgica ha consentito un parziale recupero dei riti tradizionali che, dopo l’arrivo dei missionari occidentali all’alba del XVI secolo, erano stati sostituiti con quelli della Chiesa latina. La liturgia, la teologia e il diritto del matrimonio nel particolare contesto della Chiesa siro-malabarese vengono qui presentati ripercorrendo l’evoluzione storica del rito e della liturgia nuziale. Un’approfondita analisi degli aspetti dottrinali e socio-culturali attinenti alla ritualità matrimoniale indiana fornisce inoltre validi strumenti per lo studio comparativo. Il volume contiene la traduzione in italiano di alcuni fondamentali documenti: la legislazione del sinodo di Diamper sul matrimonio (1599), il rito del matrimonio sancito dal suddetto sinodo e utilizzato dalla Chiesa fino al 1969, il rito religioso del fidanzamento e il diritto particolare in vigore.
Uno studio sul consenso condizionato al matrimonio, previsto dal diritto canonico solo in situazioni assolutamente incerte e non future.