
Dopo aver affrontato il tema della castità nel precedente numero, la collana “Quaderni dell’Edi.S.I.” propone un nuovo momento di formazione, questa volta incentrato sul voto dell’obbedienza.
Dono gratuito del proprio amore a un altro, e all’Altro nel caso specifico della vita consacrata, l’obbedienza permette di cogliere come la volontà del Creatore operi mediante un’autorità legittima.
Autori vari, provenienti da settori differenti, hanno voluto testimoniare la certezza che solo percorrendo un sano cammino di crescita spirituale la persona può raggiungere la piena maturità, e la comunità diventare luogo dell’inveramento dell’obbedienza a Dio e dell’autorità che serve per amore.
Ascolto, osservazione, condivisione, ricerca di una via percorribile, sono le qualità richieste al formatore, necessarie a sostenere obbedienze possibili e ad appianare il terreno a altre difficili; altresì importanti, in un rapporto che si fonda sulla volontà delle parti, sono l’accoglienza e il consenso alla chiamata, relative al formando e imprescindibili per un’educazione ben riuscita.
Le possibili difficoltà che si è cercato di delineare nel volume sono pertanto da considerare non come degli impedimenti, bensì come dei passaggi comuni nella vita di una comunità e nella crescita della persona.
Un'indagine che spazia su vari fronti: la concezione biblica del tempo, il concetto di tempo nel magistero ecclesiale in ordine alla vita consacrata; l'apporto delle scienze umane; il significato e la capacità di amministrare il proprio tempo; gli ultimi due capitoli sono dedicati alla proposta pratica del Progetto personale di vita e del Progetto comunitario. L'intento è mettere in evidenza, nella vita consacrata, come nel chronos faccia irruzione il kairos, e offrire indicazioni sulle modalità con le quali tutto il chronos possa diventare kairos per quanti vivono in Cristo.
Gli esercizi spirituali sono un momento particolare nel cammino della vita, in cui Dio parla con forza al cuore ed offre la sua grazia a chi è disposto ad accoglierla. Le riflessioni proposte in queste pagine, scritte pensando specialmente alle religiose e alle anime consacrate, alla loro vocazione di sequela di Cristo, hanno un valore tutto particolare: da una parte, costituiscono un corso di esercizi spirituali predicati da una consacrata a religiose e a persone consacrate; dall’altra, le meditazioni proposte sono ricche di contenuto cristiano, con una salda base nella Scrittura e in piena fedeltà al magistero e alla dottrina cattolica, e pertanto valide non solo nei giorni di ritiro spirituale.
Ogni persona consacrata è un segno della grandezza di Dio che si è fatto povero incarnandosi per amore degli uomini. In un mondo agitato e distratto dalla brama di possedere sempre più cose, di accumulare ricchezze caduche, la testimonianza della povertà della persona consacrata, che si mette con fiducia assoluta nelle provvidenti mani di Dio, è un richiamo che non passa inosservato. Attraverso ognuna di esse Dio vuole arrivare a questo mondo tanto ricco di oggetti e tanto povero di amore. Pertanto è sempre più necessario che la vita consacrata si mostri al mondo ricca di gioia e di Spirito Santo.
Quando si alza lo sguardo, quando si guarda più in là dei propri limiti, più in là dei problemi della propria congregazione e più in là delle difficoltà del mondo secolarizzato che tanto ha influito sulla gioventù di oggi, è possibile fare qualcosa per le vocazioni. Alzare lo sguardo non è altro che smettere di fidarsi di se stessi per incominciare a fidarsi maggiormente di Cristo. Alzare lo sguardo significa essere convinti che Cristo chiama molte adolescenti e giovani alla vita religiosa, e che l’unica cosa che noi dobbiamo fare è quella di aiutare a scoprire questa chiamata nei cuori delle adolescenti e delle giovani.
L'"Anno Sacerdotale", indetto dal Papa Benedetto XVI il 19 giugno 2009 in occasione del 150° anniversario del "dies natali" di Giovanni Maria Vianney, il Santo Patrono di tutti i parroci del mondo, ha già suscitato grande interesse nel Popolo di Dio, particolarmente nei sacerdoti. "Tale anno", diceva il Papa, "Tale anno", diceva il Papa, "vuole contribuire a promuovere l'impegno d'interiore rinnovamento di tutti i sacerdoti per una loro più forte ed incisiva testimonianza evangelica nel mondo di oggi". La presente opera è un lodevole esempio di voler proporre un aiuto in questo cammino della Chiesa.
Dalla prefazione del Card. Hummes
Attraverso i territori del sacro, dell'etica, della tecnica, del futuro del cristianesimo e delle radici dell'Occidente, sostando sulla condizione giovanile e sulle metamorfosi recenti del lavoro e delle famiglie e giungendo a toccare le soglie della vita e della morte, Umberto Galimberti offre con questo testo un quadro lucido e avvincente dei tratti della nostra cultura, senza nasconderne le ombre e i pericoli. E ai presti rivolge una richiesta precisa: rimettere in circolazione il fondamento del cristianesimo che è l'amore, minacciato nel nostro tempo di eclissarsi in nome di pseudo valori, che hanno già fatto molta strada nel cuore dell'umanità.
Dio chiama alcuni giovani a diventare sacerdoti o religiosi, cioè a spendere la vita per donarsi a tutti, specialmente ai più bisognosi. A partire dalla vita e dall'esperienza di Don Bosco, il libro costituisce un piccolo contributo per riflettere su un importante problema sentito in modo particolare in Italia e in Europa, dove maggiormente si registra la carenza di vocazioni.
Questa raccolta di storie vere è frutto di una delle molteplici iniziative proposte nell’arco dell’anno sacerdotale proclamato da Benedetto XVI (2009-2010). Il sito www.catholic.net ha chiesto ai sacerdoti di far pervenire testimonianze sulle esperienze che più hanno segnato la loro vita sacerdotale. Sono arrivate circa un migliaio di storie. Qualcuno ha avuto l’idea di pubblicare alcune di queste storie. Sono state scelte queste cento che più delle altre svelano il dispiegarsi di una grazia straordinaria: poter contemplare la mano di Dio che opera miracoli nella vita di chi si dona al prossimo, e, anzitutto, a Dio stesso. L’immagine del sacerdote, ferita in tanti modi negli ultimi mesi e anni, deve essere vista con uno sguardo più ampio. Non bisogna guardare solo i punti oscuri e isolati che fanno tanto “rumore” nell’opinione pubblica. Bisogna vedere la dimensione delle cose soprattutto alla luce di tanto, sconfinato, eroismo. Un eroismo che si fa poco notare ma che sta lì, giorno dopo giorno, ed eleva un inno d’amore e di lode a Dio.
Dinanzi ai mali del nostro tempo – narcisismo, ricerca di sensazioni, ambiguità – la vita consacrata rappresenta una risposta concreta. Oggi, la persona consacrata, attraverso l’incontro reale con l’altro e la proclamazione di valori più grandi – come l’amore oblativo e la fedeltà, rappresentate da una chiara identità – è, non solo testimone della potenza emancipatrice della sequela di Gesù, ma rappresenta quel sano modello di vita, di fratellanza, tanto necessario in questa società.
Un viaggio letterario curioso e divertente che ha per protagonisti i preti. Non ci sono solo don Abbondio e don Camillo fra le figure raccontate da Andreoli. È una galleria di personaggi indimenticabili: pii curati di campagna e sacerdoti eretici, santi parroci e prelati faccendieri, preti guaritori ed esorcisti ciarlatani, ma anche reverendi innamorati, cappellani partigiani, sessantottini e anarchici... Attingendo alle opere della letteratura italiana Andreoli si diletta nell'arte della “spigolatura”. E nel campo sconfinato a sua disposizione sceglie quei “preti di carta”, nati dalla penna di romanzieri, poeti e scrittori italiani, che restano emblema1ici per la loro storia, il loro carattere, la loro forza poetica e spirituale. In questo florilegio ci sono eroi vestiti di sacro, ma anche afflitti dalle comuni debolezze e fragilità umane. Di questi eroi si racconta la storia, si propone un brano dall'opera che li ha resi memorabili e, infine, se ne mostra l'esemplarità, facendone degli specchi entro cui riflettere anche il prete del tempo presente, frutto di una tradizione ancora profondamente radicata nell'animo del popolo cristiano, eppure bisognosa di ritrovare linfa, motivazioni e vigore.