
Dopo decenni di dispute tra "innatisti" - secondo i quali esiste nell'uomo un nucleo arcaico scarsamente modificabile - e "empiristi" - invariabilmente darwiniani e fautori del primato dell'ambiente in nome di un'idea di progresso - tutte queste dicotomie appaiono prive di fondamento. Ben più interessanti di queste guerre di religione è il quadro che emerge dalla ricerca sul genoma, afferma Ridley in questo libro. In ogni essere umano, sostiene l'autore, sono presenti l'espressione delle emozioni di Darwin e l'eredità di Galton, gli istinti di James e i geni di De Vries, i riflessi di Pavlov e le associazioni di John Watson, l'esperienza formativa di Freud, la divisione del lavoro di Durkheim, l'imprinting di Lorenz.
In un'epoca in cui è impossibile fare filosofia senza considerare la scienza, ed è altrettanto impossibile fare scienza senza prendere in considerazione il valore filosofico delle proprie ricerche e delle proprie scoperte, un biologo e un filosofo si spiegano l'un l'altro le basi delle proprie discipline, e nel farlo le spiegano naturalmente anche al lettore alla ricerca delle risposte ad alcune domande cruciali del pensiero e della scienza moderna: cos'è l'uomo, qual è il suo posto nella natura del mondo?
Il terzo volume monografico tratta temi legati all'alimentazione, l'igiene che inquina, cosa compriamo veramente al supermercato, alternative per il consumo consapevole...
Dal terremoto di Lisbona del 1755, fino allo tsunami che ha devastato le coste dell'Oceano Indiano nel dicembre 2004, ci troviamo a rispolverare pericolose leggende e miti più o meno rassicuranti (dall'"ira di Zeus" allo "schiaffo di Poseidon") per trovare una giustificazione a quella che ci sembra violenza distruttiva e invece è soltanto la dimostrazione che la Terra è un pianeta attivo. Mario Tozzi, geologo e ricercatore, oltre che noto conduttore televisivo di Gaia, ci guida nei suoi viaggi sui luoghi delle catastrofi del passato e del presente alla scoperta delle ragioni profonde dei movimenti del "pianeta che vive", attraverso la ricostruzione dei grandi disastri della storia naturale.
Non abbiamo difficoltà a riconoscere che molte aree della scienza debbano un tributo di riconoscenza a creature anche molto distanti da noi, dal moscerino della frutta a Escherichia coli, il batterio ospite dell'intestino umano. Ma che dire dello studio della mente? In questi anni etologi, psicologi sperimentali e neuroscienziati hanno fornito un contributo importante alla comprensione dei processi mentali, ma il fatto che molte di queste acquisizioni siano il risultato dell'indagine sul sistema nervoso di creature ritenute cognitivamente umili non è pienamente apprezzato. Vallortigara, psicologo comparato e neuroscienziato, ci conduce in un viaggio nelle complessità della mente che ha come guida, appunto, il cervello di gallina.
Cellule trasformiste, versatili, dalle infinite potenzialità. Non passa quasi giorno senza che se ne parli sui giornali come di una possibile cura per le più svariate malattie, dal morbo di Parkinson al diabete, dall'infarto alla distrofia muscolare. Sono le cellule staminali. Alle possibilità che questo nuovo filone di ricerca ha fatto intravedere si è da subito sovrapposto il dibattito etico sulla liceità di utilizzare embrioni per creare le terapie del futuro. Un dibattito che spesso si è caricato di significati ideologici, politici e religiosi, con il rischio di confondere, invece di chiarire, i termini della questione e gli obiettivi da raggiungere.
Il 18 luglio 2004, astronomi e matematici si riunivano a Dublino per la conferenza internazionale di Relatività Generale e Gravitazione. Qualche giorno prima, il grande astrofisico Stephen Hawking, affetto da malattia gravissima che lo condanna a un'immobilità assoluta, aveva chiesto di partecipare. Disse di voler intervenire per aver perso la scommessa contro John Perskill, formulata negli anni Settanta, sull'evaporazione dei buchi neri. Che uno studioso della fama di Hawking si presentasse al mondo per ammettere di avere sbagliato, colpì tutti. Monica Colpi - docente di Fisica stellare e Astrofisica relativistica - spiega questo straordinario evento in una lingua semplice e metaforica. Con una nota di Margherita Hack.
Questo libro riguarda i limiti che si ergono come pareti granitiche attorno alle nostre imprese scientifiche e tecnologiche. Sono i problemi, nella matematica e nella fisica, che non ammettono una soluzione: non si può produrre il moto perpetuo, non si può viaggiare a velocità superiore a quella della luce, così come non si può costruire con riga e compasso un quadrato che abbia area esattamente uguale a quella di un cerchio dato e, in tutte le teorie matematiche abbastanza potenti, esistono teoremi (cioè affermazioni vere) non dimostrabili. Questi "limiti" della scienza non sono peraltro "smacchi" per la nostra ragione, ma piuttosto sono come "i no che aiutano a crescere", ostacoli che ci dicono molto di come è fatto il mondo.
La negazione della scienza come rifiuto dell'inedito, come paura del sovvertimento di un ordine, come crisi di valori: un pregiudizio che viene da lontano e che si è radicato in maniera più o meno forte in diverse epoche e in diverse società. L'Italia più di altri paesi continua su questa strada di "rivolta della ragione", di strenua e ottusa resistenza. Con "La scienza negata" lo storico della scienza Enrico Bellone riprende il racconto di questo rifiuto scavando nelle sue cause e nelle sue conseguenze, analizzando il ruolo non secondario che schiere di intellettuali, moralisti, religiosi e politici hanno avuto nel presentare un quadro della conoscenza deformato e pericoloso.
Il titolo riprende quello che per Kant doveva essere considerato il motto dell'Illuminismo: "Sapere aude", "abbi il coraggio dell'intelligenza". Solo il desiderio di conoscere, infatti, e la comprensione dei fondamenti del metodo scientifico, uniti alla tensione etica e civile, possono guidarci a prendere le decisioni giuste di fronte alle sfide del futuro. Questo libro raccoglie le riflessioni dell'autrice sulle questioni aperte della scienza contemporanea. Dai misteri della mente ai limiti etici della ricerca, dalla tutela dell'ambiente alla piaga del razzismo, dalla clonazione alla sperimentazione sugli embrioni all'eutanasia, Rita Levi-Montalcini illumina un mondo sempre più complesso grazie a una serena fiducia nella scienza e nell'umanità.