
Per offrire uno sguardo nuovo e fecondo sul sacramento del matrimonio, bisogna coglierlo nella sua ricchezza relazionale. Nel matrimonio si apre all'uomo l'orizzonte della vita in società e del rapporto con Dio; e si svela il senso de una storia che si prolunga dalla memoria filiale fino al futuro della promessa. Il matrimonio appare così come luogo più originario dove nascono i simboli: corpo e tempo diventano un tessuto dove appare la vera immagine dell'uomo, chiamato alla comunione. Allora il matrimonio acquista un luogo strategico, sia per definire il concetto di sacramento, sia per capire la costellazione degli altri sacramenti. E illumina la nostra situazione odierna, così bisognosa di ricuperare il simbolismo che orienti all'uomo sul suo cammino.
In occasione del settantesimo genetliaco del Prof. Mons. Antonio Miralles, il volume propone una selezione dei suoi scritti sulla Chiesa e sui sacramenti. La sua attivita' di docente coincide con il periodo, ancora in atto, di approfondimento e retta applicazione degli insegnamenti del Concilio Vaticano II. Grazie alla profondità e al rigore scientifico con cui l'autore affronta ogni tematica, il lettore troverà in queste pagine un contributo significativo e di grande valore teologico per attuare il tanto desiderato rinnovamento conciliare.
Il profitto, il denaro, il successo economico... Nel volume vari e autorevoli laici e cattolici si confrontano su questi temi trovando una risposta, una via mediana che individua nel giusto" profitto qualcosa di giusto e legittimo e in un Capitalismo "umano" qualcosa che non viola la legge divina. "
"Il concilio che si inizia sorge nella Chiesa come un giorno foriero di luce splendidissima." Così Giovanni XXIII apriva il Concilio Ecumenico Vaticano II l'11 ottobre 1962. Purtroppo gli anni che seguirono furono meno splendenti di quel che ci si augurava, la ricezione del concilio più difficile di quel che si sperava, eppure l'esaltazione di un certo 'spirito conciliare' ha caratterizzato la vita della Chiesa per quasi cinquant'anni. Lo stesso Paolo VI si mostrò allarmato della situazione post-conciliare, poi Giovanni Paolo II e ora Benedetto XVI hanno più volte messo in guardia da erronee interpretazioni. C'è il rischio però che il dibattito sul Vaticano II rimanga solo in ambito specialistico, mentre la natura di queste derive pastorali e dottrinali è importante possa essere conosciuta da tutti, per questo la testimonianza di alcune grandi personalità può essere utile. Si propone allora non un trattato teologico, né storico, ma una specie di inchiesta da cui far emergere il ruolo di alcune 'sentinelle' che nel post-concilio hanno rappresentato una voce fuori dal coro. Personalità spesso controcorrente, etichettate con troppa facilità: Eugenio Corti, Romano Amerio, Giovannino Guareschi, S. Pio da Pietralcina, P. Tomas Tyn, Don Divo Barsotti, P. Cornelio Fabro, il Card. Giuseppe Siri, Mons. Brunero Gherardini, sono le 'sentinelle' tratteggiate da vari autori in questa breve indagine.
Il percorso di questo saggio, partendo proprio dal recupero della dimensione antropologica dei concetti di 'impresa' e 'profitto', esamina il ruolo della gratuità nell'ambito della gestione d'impresa e delle correlate teorizzazioni, alla luce dell'insegnamento sociale della Chiesa e, in particolare, dell'Enciclica Caritas in Veritate. Si propone, così, il concetto di 'metaprofit', che - prendendo spunto dal significato del suffisso greco - è teso a sottolineare come l'impresa - antropologicamente interpretata - si compia per mezzo del profitto, ma necessariamente vada anche al di là di esso.
Uno straordinario profilo biografico, letterario, storico e umano su G.K. Chesterton, con molti suoi scritti e testimonianze inedite.
Francesco di Assisi e Alda Merini insieme. Il santo e la poetessa. Entrambi sono giunti all'abisso e da lì sono stati come "un pazzo che guardava i Cieli". Non hanno più potuto fare a meno di Lui e sono partiti "per il lungo viaggio verso il Signore". Anche noi, con questa novena un po' inusuale, vogliamo incamminarci "per il lungo viaggio". Insieme a Francesco, ad Alda e ai tanti fratelli di questo nostro mondo tormentato cui le loro parole forse riescono a dar voce.
Nel 1901 Belloc decise di intraprendere un pellegrinaggio dalla Francia a Roma e il racconto di quell'esperienza si tradusse in queste pagine. "La Via di Roma" non è un libro si Roma, ma sul modo di arrivarci attraverso un'Europa che riflette Roma ad ogni passo; è la cronaca di un viaggio ricalcato sui "cammini" dei viandanti del Medioevo, dei mercanti, dei predicatori.
Il libro documenta la ricchezza che negli anni si è consolidata ed approfondita rispetto a quella esperienza di accoglienza così complessa ma 'possibile' che è l'affido familiare; per le famiglie che l'hanno sperimentato esso è sicuramente un'occasione per educarsi a vivere con gratitudine la propria paternità o maternità ed è un gesto che non rimane circoscritto dentro le mura di casa ma esprime ed indica un bene per tutti.
In questo libro Daniélou descrive lo sviluppo del senso religioso dell'uomo, nel segno del tempio, come un processo temporale e armonico. Nel tempio si rivela gradualmente il Dio trinitario: dal tempio cosmico della Creazione, in cui l'uomo parla faccia a faccia con Dio, al tempio dell'Alleanza, in cui Dio è presente con la propria gloria a Gerusalemme; dal tempio del sacrificio rituale al tempio del sacrificio compiuto una volta per tutte sulla Croce di Gesù Cristo.