
Un sussidio di lectio divina sul Vangelo di Luca.
Il libro degli Atti, frutto del XIII Convegno Liturgico per Seminaristi, intende rileggere l'identità e la missione del presbitero, attraverso lo studio e la riflessione intorno al rito e alla preghiera di ordinazione.
Breve riflessione sull'Enciclica Spe Salvi di Benedetto XVI.
Il libro pubblica gli Atti della 59ª Settimana Liturgica Nazionale tenutasi a Palermo dal 25 al 29 agosto 2008.
Il tema scelto per questo anno ha voluto fare emergere e rinnovare la coscienza della Chiesa nel convocare i fedeli e introdurli, attraverso i riti e le preghiere, a conoscere celebrare vivere, il Mistero di fede. Riscoprire il significato profondo della supplica, l’esercizio competente dei ministeri, il canto appropriato, lo stile celebrativo adeguato, significherà, prendere parte in qualcosa, agire insieme, superan-
do le varie forme di individualismo, testimoniando così l’esperienza orante di un’assemblea che vuole essere rigenerata da Dio, che vuole ricentrare il suo cammino in Cristo e nel suo mistero pasquale, che desidera lasciarsi plasmare dallo Spirito Santo e tenere viva la propria interiorità.
Una luce amica per l’uomo di oggi. Ciò che colpisce nella trattazione dei Dieci Comandamenti, fatta da padre Giovanni Burdese, sempre agile e di
notevole chiarezza, è la rigorosa logicità e l’obiettività razionale della scrittura, aperta alle domande più acute dell’uomo moderno, nel desiderio
di offrirgli una luce amica per comprendere le esigenze che Dio ha posto alla sua creatura dandogli una legge scritta, che corrisponde tuttavia
all’interiore legge morale, che ciascuno porta scolpita in sé nella propria coscienza. Il pericolo, in cui poteva incorrere l’Autore nel proporre un trattato sui Comandamenti di Dio, poteva essere una certa aridità, priva di incisività e, quindi, d’interesse. Invece padre Burdese, in un crescendo continuo, offre un approfondimento rigoroso e appassionante della
materia che illustra, con una conoscenza completa dei problemi morali, indotti da ogni singolo Comandamento, e con una loro presentazione sempre
convincente perché non polemica né provocatoria, che non dimentica la problematica degli sviluppi che la legge morale ha preso nel nostro tempo, e risponde in modo chiaro, perspicace e sereno alle sfide dell’oggi, con aggiornamenti di sempre ampio respiro. È certamente un libro di piccole dimensioni. Ma costituisce una summa completa del Decalogo, “il primo codice etico donato all’umanità”, con l’intento di rispondere alle esigenze dei lettori di oggi, che vogliano verne na icura, utorevole e com-
pleta resentazione (Dalla presentazione del card.Giovanni Coppa).
Gli studiosi approfondiscono in genere il tema delGli studiosi approfondiscono in genere il tema del
culto in Paolo, principalmente interessati ad evi-denziare il fadenziare il fatto che egli lo distacca dal tempio, dairiti per applicarlo alla vita e a metterne in risalto lemodalità pratiche di viverlo. La presente monografiaaffronta il tema sotto un’altra angolazione: quellaconcernente il ruolo che il culto gioca nel pensareteologico di Paolo, nella concezione, nella difesadel suo ministero di evangelizzatore dei gentili. Es-sa argomenta ponendosi anzitutto la questione delrelazionarsi di Paolo all’Antico Testamento, alleScritture d’Israele. In tale orizzonte mette in luceche egli, nel trattare della specificità del culto, nonsi rifà all’Antico Testamento al fine di trovarvi provenecessarie per la dimostrazione di determinate tesi,né si avvale del modello “promessa-adempimento”o del cosiddetto metodo intertestuale; piuttosto ri-prende dall’Antico Testamento il linguaggio cultualefacendosi guidare da un principio che si può defini-re “continuità nella novità cristica”. In merito il pre-sente saggio sottolinea la strategia argomentativadell’apostolo - la quale procede con acute dimo-strazioni teologiche, differenti a seconda delle variecircostanze pastorali - e rimarca la preoccupazionedel pastore e del teologo di comprovare, nei conte-sti delle chiese alle quali si rivolge e davanti ai suoiavversari, che con Cristo il culto non è più connes-so con la circoncisione, la Legge; non è più unaprerogativa esclusiva di Israele. Adesso, è relazio-nato al Vangelo che è potenza Dio per la salvezzadi qualsiasi credente, del Giudeo prima e poi delGreco, con il sacrificio di Cristo sulla croce. Inquesto contesto la monografia delinea la relazionetra soteriologia giudaica e soteriologia paolina nellasua originalità e fa emergere in filigrana la metodo-logia ermeneutica del fare teologia di Paolo.
Il carisma che S. Vincenzo de’ Paoli ha consegnato alla Congregazione della Missione è proprio la formazione del clero. ...
L’opera originale di S. Vincenzo, il suo contributo originale e determinante nella fondazione dei Seminari e nella formazione
permanente del clero fanno ben comprendere il merito del grande santo e la grande consegna che ci ha lasciato.
Il nostro compito, allora, è quello di far rivivere nell’oggi quanto S. Vincenzo fece nel suo tempo, sia per quanto riguarda la nostra collaborazione alla formazione del clero nelle mutate situazioni delle Diocesi nei vari Paesi, sia per quanto riguarda la formazione degli stessi aspiranti della Congregazione della Missione.
(Dalla presentazione del P. George
Gregory Gay Superiore Generale della
Congregazione della Missione).
Padre Robert Maloney traccia un itinerario finalizzato a dare ai laici della Famiglia Vincenziana un nutrimento spirituale per la loro vita, tenendo conto delle loro condizioni di vita. È giusto che sia così, perché da evangelizzare è il mondo, quel mondo che si costruisce lontano da Cristo, ed i cristiani laici sono coloro che, immersi nel mondo, possono «trasformare tutto in amore » facendo presagire la presenza di Dio in quello che sono.
Il volume affronta un tema centrale per la Chiesa cattolica postridentina, quello della formazione del clero, all'interno del passaggio storico, dalla Rivoluzione alla Restaurazione.
Il libro è una biografia del P. Salvatore Micalizzi, missionario vincenziano. Presentazione di G. Gregory Gay CM.