
Questo libro delinea la profondità dell'anima di Giuseppina Operti, divenuta poi Madre Maria degli Angeli (1871-1949), con particolare riferimento alla spiritualità eucaristica, che caratterizzò il suo cammino interiore.
Miscellanea di saggi di scienza biblica e di storia della Chiesa in omaggio di Mons. Giuseppe Ghiberti e mons. Renzo Savarino, insegnanti alla Facoltà Teologica di Torino, in occasione del 75° compleanno.
Uno studio sull'offerta di turismo responsabile in Senegal, con l'obiettivo di creare e diffondere uno strumento di analisi di questo settore, utile soprattutto agli operatori in Italia e in Senegal. La presente ricerca si inserisce nel progetto Fondazioni4 Africa - Senegal, che si pone l'obiettivo di migliorare le condizioni economiche e sociali delle popolazioni rurali, attraverso interventi integrati in alcuni settori e filiere chiave per lo sviluppo del Paese.
Musica e spiritualità sono sorelle e spesso si sono abbracciate ed è per certi versi ciò che propone anche Chiara Bertoglio nel suo saggio, così raffinato eppure così trasparente, dedicato a due suoi amori musicali, Schubert e Schumann. Certo, il primo intreccio da lei evocato è quello tra musica e filosofia, anche perché non vi fu pensatore o scrittore dell’Ottocento romantico che non si sia confrontato coi percorsi musicali e, d’altra parte, Schubert e Schumann tracciano nelle loro composizioni un reticolo fitto e mobile di itinerari simili a ragionamenti e a riflessioni «sonore». Ma l’autrice di queste pagine ribadisce anche l’altro incrocio, quello tra fede e musica, non solo per testimonianza personale ma soprattutto per intrinseca appartenenza: la musica, certo, può affacciarti sull’abisso della disperazione ma può anche farsi tramite di redenzione e di risurrezione dalle ceneri del male (dalla Prefazione di Gianfranco Ravasi).
Al volume è allegato un CD contenente musiche di Schubert e Schumann.
Chiara Bertoglio (Torino, 1983) concertista di pianoforte e musicologa. Formatasi con docenti quali Paul Badura Skoda e Konstantin Bogino, si diploma sedicenne con menzione d’onore e si perfeziona in Svizzera e presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. È regolarmente invitata come solista nelle sale più prestigiose, fra cui la Carnegie Hall di New York ed il Concertgebouw di Amsterdam.Ottiene la laurea specialistica in Musicologia presso l’Università di Venezia summa cum laude, ed un master all’Università di Roma; è dottoranda (PhD) in Music Performance Practice presso l’Università di Birmingham. Ha pubblicato il libro Voi suonate, amici cari (Ed. Marco Valerio) sui rapporti fra la musica operistica e quella pianistica di Mozart, con prefazione di Paul Bakura Skoda. Numerosi suoi articoli sono apparsi su riviste specialistiche come «AAA-TAC», gli Atti dell’Istituto Veneto di Scienze, «Lettere ed Arti», «British Postgraduate Musicology» e molte altre. Fondatrice del gruppo di volontariato «Portare la Musica», è docente ai corsi estivi dello Studio Filosofico Domenicano di Bologna ed in masterclass pianistiche in Slovenia e Italia, e tiene seminari in atenei italiani ed esteri.
Rendere la Chiesa un centro di dinamismo culturale, laboratorio effettivo di proposte e di percorsi antropologici e sociali: questo è il grande stimolo che muove il lavoro della Sala della Comunità. Prefazione di Dario E. Viganò.
Dalla sobria essenzialità della grande tradizione spirituale di santa Teresa d’Avila nasce questo itinerario contemplativo sui passi evangelici della passione di Gesù, letta attraverso il Cantico dei Cantici per cogliere in essa l’immagine di Cristo come Sposo che «amò i suoi sino alla fine», nella concretezza della carne e del sangue. Una via crucis che si fa dunque segno di un patto nuziale decretato fin dall’eternità.
Suor Monica Maria dello Spirito Santo (Monica Mosca), nata a Udine nel 1968, ha conseguito il diploma di maturità classica e il magistero in Scienze religiose. Insegnante di religione per alcuni anni in diversi istituti superiori, è carmelitana scalza dal 1993 nel monastero Santa Teresa di Savona.
«Che cosa posso trasmettere di tutto questo a figli, nipoti, amici e allievi?». È una domanda che Amos si pone in questo libro, degno di rientrare a pieno titolo nella letteratura nota come She’elot u-teshuvot («Domande e risposte»), nota anche come letteratura dei responsi. Ma, anche se Amos risponde a domande fattegli dalla intervistatrice, le sue sono in realtà risposte a domande fatte a se stesso, e che emergono dal dialogo che struttura il libro. Non dimentichiamo che l’ebraismo è una condizione umana (non solo religiosa, ma psicologica, culturale, affettiva...) tutta intessuta, fin dalle origini bibliche, di domande e risposte. Per quanto riguarda questo libro le risposte sono provocate da domande quanto mai penetranti e intriganti da parte di Francesca Nodari, la curatrice. Sono proprio le domande che fanno emergere nell’ebreo (sia Adamo, sia Abramo, sia Qohelet, sia Wiesel, sia Amos...) la propria identità, la propria «situazione» davanti a Dio e davanti al mondo. (Dalla Prefazione di Paolo De Benedetti)
Amos Luzzatto, medico e biblista, già presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane e già direttore della «Rassegna mensile di Israele», è autore di numerosi saggi sulla storia dell’ebraismo italiano, sull’identità ebraica e sull’ermeneutica ebraica. Fra le sue numerose pubblicazioni: Il libro di Giobbe (Feltrinelli, Milano 1991); Una lettura ebraica del Cantico dei Cantici (Giuntina, Firenze 1997); Leggere il Midrash. Le interpretazioni ebraiche della Bibbia (Morcelliana, Brescia 1999); Il posto degli ebrei (Einaudi, Torino 2003); Amos Luzzatto. Una vita tra ebraismo, scienza e politica, a cura di M. Giuliani (Morcelliana, Brescia 2003); La leggenda di Concobello (Mursia, Milano 2006).
Francesca Nodari si è laureata in Filosofia presso l’Università di Parma e specializzata in Filosofia e linguaggi della modernità presso l’Ateneo di Trento. Attualmente svolge un dottorato di ricerca presso l’Università di Trieste. Ha pubblicato il volume: Il male radicale tra Kant e Lévinas (Giuntina, Firenze 2008) e curato il libro-intervista a Salvatore Natoli: La mia Filosofia. Forme del mondo e saggezza del vivere (ETS, Pisa 2007). Collabora con alcune testate giornalistiche e riviste.
Monsignor Giuseppe Pollano conduce in questo volume sette meditazioni sulla vocazione cristiana della donna, a partire dal testo della Mulieris dignitatem, la lettera apostolica sulla dignità e vocazione della donna che Giovanni Paolo II ha scritto in occasione dell’anno mariano del 1988.
Le Figlie di Maria Santissima Regina delle madri, cui queste riflessioni erano inizialmente rivolte, hanno inteso offrire la ricchezza di questo tesoro spirituale a tutte le donne che vogliano capirsi di più e valorizzare concretamente il meglio di se stesse, perché anche attraverso l’esempio di alcune figure gloriose della storia della Chiesa, ogni donna possa riconoscere il senso autenticamente cristiano della chiamata alla santità.
Giuseppe Pollano, sacerdote di Torino, vive in questa città presso il santuario mariano della Consolata. È stato docente di Teologia spirituale presso la Sezione torinese della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e Delegato arcivescovile per la pastorale della cultura. Fra le sue pubblicazioni: Come in cielo (Casale M.to, 1955-84-89), Città riconciliata (Milano, 1983), Dio presente e trasformante: saggio di teologia spirituale (Leumann-Torino, 1993), Gesù ogni giorno (Casale M.to, 1994), Cultura e santità (Casale M.to, 1995), Maria: persona e grazia (Milano, 2002), Per una nuova cultura di carità (Roma, 2003), La Chiesa è carità (Roma, 2006), Via Mystica (Cantalupa, 2007).
In un convegno internazionale svoltosi a Roma teologhe cristiane, e non solo, si sono interrogate sull’importanza della ricerca teologica delle donne per un’Europa che fa fatica a coniugare continuità con il passato e coraggio di apertura verso il futuro. Il Coordinamento Teologhe Italiane (CTI), che di quell’evento è stato promotore, offre a un pubblico ampio e non specialistico voci, idee, riflessioni, confronti. Per molti, forse, l’ingresso delle donne negli ambiti ecclesiali più tradizionalmente maschili, come lo studio accademico della teologia, i compiti pastorali e alcune funzioni liturgiche, suona ancora come un fatto eccentrico. Non è così. Non più soltanto luogo privilegiato dell’esperienza interiore delle donne, il divino è anche l’oggetto di una ricerca tanto appassionata quanto rigorosa di un numero crescente di loro in tutto il mondo.
Sandra Mazzolini è professore di Ecclesiologia presso la Facoltà di Missiologia della Pontificia Università Urbaniana e al Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma.
Marinella Perroni è professore di Nuovo Testamento al Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma e professore alla Pontificia Facoltà Teologica «Marianum» di Roma. È presidente del Coordinamento Teologhe Italiane (CTI).