
Quale volto di Gesù emerge dagli scritti cosiddetti 'apocrifi'? Si tratta di un altro Gesù rispetto a quello che la memoria cristiana ha conservato fondandosi sui quattro vangeli canonizzati? O dagli apocrifi non emerge piuttosto una molteplicità di volti di Gesù, e un quadro più ampio e differenziato del cristianesimo delle origini? Questa diversità di immagini ha conseguenze per la ricerca sulla figura storica di Gesù? Come maturava la riflessione cristologica nelle diverse comunità prima che si cristallizzasse la distinzione tra canonico e apocrifo? La ricerca degli ultimi decenni sulle tradizioni extrabibliche ha aperto squarci di estremo interesse sulle domande e le tensioni che animavano le comunità cristiane delle origini e sulla pluralità di prospettive ermeneutiche circa l'esperienza di Gesù di Nazareth che in esse esisteva. Di tale pluralità traccia un ampio quadro il presente volume, che raccoglie i contributi della "IV Giornata di studio sulla storia del Cristianesimo" organizzata dalla Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale (sez. San Luigi) in collaborazione con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e con il Dipartimento di Discipline Storiche dell'Università "Federico II". Gli interventi in esso contenuti recano la firma di alcuni dei più autorevoli studiosi italiani ed europei dei testi apocrifi e del cristianesimo antico e mettono in feconda sinergia le domande proprie della ricerca storica su Gesù e sulle origini del cristianesimo.
Sono ben note a tutti le difficoltà sul perdono che s'incontrano a tutti i livelli dell'esistenza umana. E tuttavia, è dal perdono che bisogna passare per un vero cammino di umanizzazione, che sia rivelativo dell'uomo e di Dio. Bisogna, allora, smetterla di opporre il perdono alla giustizia. Così come bisogna profondamente legare il perdono al rispetto e all'amore dovuti ad ogni persona, facendo sì che ogni persona non sia identificata con i propri reati/peccati commessi. Riconoscere, allora, il perdono come una delle vie del bene porta ad individuarlo dentro le grandi coordinate della giustizia e dell'amore/rispetto. E così il perdono apre le porte alla speranza di un futuro migliore. Il senso di questo libro, pensato per lettori che ricercano la verità di questo tema, è di individuare e sviluppare questa ipotesi di lavoro attraverso una metodologia transdisciplinare. L'ampiezza del tema giustifica la necessità di attraversare le diverse prospettive disciplinari a favore del guadagno di un sapere scientifico e sapienziale.
Età di lettura: da 5 anni.
Gli angeli sono messaggeri di Dio; ci vengono vicino, restano a farci compagnia. I bambini scopriranno come fare del loro cuore la casa in cui lasciar abitare il loro angelo; conoscerlo, aver fiducia in lui, accogliere il conforto della sua vista, abbandonarsi sulla sua strada. Racconti biblici e riflessioni alla scoperta dei doni, delle qualità e della speciale missione affidata agli angeli che custodiscono la nostra vita.
Le mie preghiere per un anno migliore
Tommaso Moro è stato, nel XVI secolo, uno degli uomini più potenti dell’Inghilterra. Apparentemente lontano dalla 'perfezione evangelica' che veniva identificata comunemente con la condizione del monaco celibe, povero e obbediente ai superiori: era infatti sposato, padre di figli, proprietario di terre e secondo in autorità soltanto al re. Eppure... Eppure, quando Enrico VIII gli chiede di rinunziare ai dettami della coscienza per la ragion di Stato, Tommaso non ci sta: accetta di perdere il potere, le proprietà, la famiglia e persino la vita pur di non tradire ciò che riteneva essere il progetto divino sull’umanità. Con ciò diventa non solo un santo canonizzato dalla Chiesa cattolica, ma un esempio universale di 'libertà nel mondo'. La vicenda – e le sue implicazioni teologiche – sono magistralmente evocate in questo aureo libretto di Hans Küng, certamente uno dei massimi teologi 'ecumenici' contemporanei: le condanne da parte del Vaticano non hanno impedito che i suoi numerosi libri (tra cui la trilogia Ebraismo, Cristianesimo, Islamismo) siano stati tradotti in decine di lingue.
Il volume si propone di indagare le fragilità educative e relazionali che sembrano contraddistinguere oggi le giovani coppie. Tali fragilità sono state individuate, dapprima, attraverso una riflessione teorica, la quale ha permesso di identificare i cambiamenti socioculturali che hanno trasformato la famiglia odierna in un nucleo domestico fragile, in una realtà che quotidianamente vive difficoltà relazionali e educative. Successivamente, al fine di comprendere se quanto emerso dalla riflessione teorica corrisponde a quanto vissuto realmente e concretamente dai giovani coniugi oggi, è stata condotta una ricerca empirica alla quale hanno preso parte giovani genitori con figli in età di prima infanzia. Grazie ad essa è stato possibile comprendere che, in verità, i giovani genitori incontrano quotidianamente non poche difficoltà nell'instaurare una rapporto con il partner che sia fondata sul dialogo, la collaborazione, la progettualità e la capacità di negoziare nelle situazioni conflittuali; ad intrattenere con i figli una relazione che sia contraddistinta dall'autorevolezza; e infine, a stabilire un legame con le rispettive famiglie d'origine dei partner a causa dell'allontanamento di questi ultimi dal modello relazionale incarnato dai propri genitori.
Preso atto della svolta realizzata da Heidegger e da Gadamer nel campo della riflessione ermeneutica, il testo approfondisce il nesso che lega indissolubilmente il vivere e il comprendere esplorando in diversi modi il carattere costitutivamente storico e intersoggettivo dell’esistenza. Immerse in una trama di rimandi e di legami, al cui interno emerge con chiarezza che non esistono né 'cose in sé' né 'uomini in sé', cose e persone esistono nella misura in cui coesistono, intrecciate le une alle altre in una varietà di vincoli che non sono destinati a rimanere limiti intollerabili di una libertà immaginata stoltamente come assoluta. I vincoli, infatti, attestano una storia, dicono possibilità, aprono strade affidate alla libera responsabilità di ciascuno. Ecco perché l’ermeneutica si presenta anzitutto come un cammino sulle tracce dell’altro. I testi tramandati dalla tradizione, le opere d’arte, le conversazioni quotidiane, le molteplici esperienze di incontro costituiscono tracce che provocano il domandare e attivano ad intraprendere un cammino. La comprensione autentica promuove una trasformazione di esistenza all’interno di un orizzonte dilatato continuamente dall’esperienza del dialogo, con la disponibilità a mettere in gioco se stessi e la propria visione del mondo.
Negli ultimi anni allo schema tradizionale che faceva della storia del primo cristianesimo un processo lineare ed inequivocabile, fondato su un suo sviluppo regolare e quasi necessario, si è sostituita l’esigenza di guardare a tale sviluppo come ad un processo complesso, di cui aspetto fondamentale è la coesistenza di forme e modalità diverse di conservare, rielaborare e tramandare la memoria di Gesù. La convinzione che il Vangelo, inteso quale forma letteraria, fosse l’esito naturale al finire della prima generazione dei seguaci di Gesù ha rappresentato per lungo tempo il presupposto ermeneutico attraverso cui leggere l’intera storia delle tradizioni su Gesù. Tale esito non solo non è dato sin dalle origini, ma trascura – se non addirittura cancella – la dimensione prevalentemente orale della storia del primo cristianesimo. È in un quadro completamente nuovo che deve porsi la nascita del vangelo e il confronto con altre coesistenti tradizioni su Gesù.
Il libro si interroga su quello che accadde prima che emergesse in via esclusiva l’opzione scritturistica e si affermasse la forma-Vangelo, facendo luce sulle modalità, in cui nella prima storia cristiana furono trasmessi gli insegnamenti, le parole e le azioni di Gesù, sul Sitz im Leben delle diverse tradizioni e sul dibattito che intorno ad esse andò sviluppandosi.
Età di lettura: da 6 anni.