
L'attualità dei preambula fidei" di Tommaso d'Aquino. "
Rivista della facoltà di Diritto Civile, inizia la sua attività nel 1935, come ripresa degli Studi e Documenti di Storia del Diritto, la Rivista nata nel 1880 per decisione della "Accademia di Conferenze storico-giuridiche". Di tale Rivista, cui collaborarono studiosi insigni, quali Giovan Battista De Rossi e Ilario Alibrandi, si pubblicarono venticinque volumi, sino al 1904. Ricollegandosi a quella "prima serie", Emilio Albertario promosse, trent'anni dopo, gli SDHI; dei quali nel 1984 è stato pubblicato il 50º volume. Scomparso nel 1948 Emilio Albertario, la Rivista è stata successivamente diretta da Salvatore Riccobono, Arcadio Larraona, Gabrio Lombardi, ed attualmente Gian Luigi Falchi. Largamente diffusa in tutto il mondo, si occupa dei diritti dell'antichità, con particolare riguardo al diritto romano. In questi decenni ha ospitato contributi dei più insigni maestri del diritto antico, ma è rimasta sempre aperta anche ai giovani studiosi che si avviano, con serio impegno, alla ricerca scientifica. Ogni volume comprende studi originali, note, recensioni critiche, rassegne periodiche (epigrafia giuridica, papirologia giuridica, tratti cuneiformi).
Raccolta di alcune riflessioni che sgorgano dalla vita o dalle lettere di Paolo, e dall'esperienza dell'autore. Queste riflessioni sgorgano dalla vita o dalle lettere di Paolo, e dall'esperienza dell'autore, l'Abate Edmund Power a cui è affidata la cura pastorale nella Basilica dell'Apostolo delle Genti. Il metodo è quello monastico della lectio divina.
L'incontro con due Papi (Giovanni Paolo II e Benedetto XVI), testimonianze e ricordi.
Raccolta di meditazioni per accostarsi a San Paolo, Apostolo delle genti.
Le fasi storiche e giuridiche dell'istituzione del matrimonio.
La legge romana dei Visigoti e la sua storia e diffusione nella penisola iberica.
Un'analisi del cristianesimo.
Una guida storico-artistica delle immagini della Vergine venerate nelle antiche e famose chiese di Roma. Una gradevole visita guidata alle immagini della Vergine, venerate nelle antiche e famose chiese di Roma, si rivela per i Romani una rivisitazione di luoghi tradizionali, di ricordi esistenziali, di devozioni sparite, in uno sfondo d'arte e di storia vivo ed ineguagliabile. Per i non Romani si rivela un invito a compiere un pellegrinaggio mariano poco usato a Roma, nel quadro di quel nuovo turismo religioso che oggi richiama innumerevoli uomini e donne in tutto il mondo a viaggi le cui profonde dimensioni spirituali si completano con quelle storiche e artistiche. Completa l'opera l'appendice iconografica nello spirito del pensiero del nostro Papa, secondo il quale l'immagine sacra puo oggi esprimere molto di piu della stessa parola dal momento che e oltremodo efficace il suo dinamismo di comunicazione e di trasmissione del messaggio evangelico". "