
A che serve raccomandare la solitudine e il silenzio alla gente di oggi, quando TV e molto altro rombano 25 ore su 24 e vantaggiosi contratti di cellulare consentono colloqui "no-stop" giorno e notte? Tutto sembra così normale! Eppure? La sana e autentica psicologia - non quella da bancherelle di piazza - continua a consigliare di riservare a sé spazi di silenzio e di calma, tempi di riposo e di riflessione, così che emergano dal proprio intimo i valori veri di cui ognuno è dotato. Questo piccolo libro è una "grande sinfonia". L'autore, esperto maestro della devotio moderna, suggerisce anzitutto di attenersi alla giusta misura, che ognuno deve scoprire per sé. Ed esorta caldamente, dopo aver assolto l'"impegno" quotidiano o della vita, alla solitudine e al silenzio non solo per possedere se stessi, ma per capire quello che il prossimo veramente attende da noi. Ma poiché ogni uomo, in definitiva, ha nostalgia di Dio, ricorda ancora, come in un'ascesa lieve ma incessante nelle ultime pagine, che il silenzio è preparazione e compimento dell'incontro con Lui nel mistero sommo che è l'Eucaristia. È la medesima fede di ieri e di oggi. Stupendo: le buone cose antiche sono sempre nuove.
Sempre più spesso oggi si parla di fragilità della coppia. Una fragilità così conclamata che sta diventando un luogo comune dietro cui rifugiarsi. Ma è vero che le coppie sono diventate fragili? Oppure sta succedendo qualcosa di epocale, per cui possiamo dire, al contrario, che oggi le coppie sono in qualche modo "costrette" ad auto-consolidarsi, ad auto-garantirsi, a resistere, appunto, per continuare e per mantenere in vita una famiglia? È a dire: oggi le coppie non sono state mai così "poco fragili", sono anzi forti, se per "forti" intendiamo il contrario di "fragili". Ed è questa la tesi di questo lavoro: per mantenere in vita il loro amore oggi le coppie sono, per così dire, costrette a lottare come mai prima d'ora, devono essere "resistenti", autonome, vitali e saper navigare controcorrente.
Un libro per i lettori "in cerca", chiunque essi siano, credenti o meno: per coloro che non hanno smesso di interrogarsi sul senso della propria esistenza e per coloro che la vita ha obbligato a riflettere sul destino dei propri cari perduti, magari drammaticamente. L'autore, partendo proprio da una personale esperienza di dolore e di perdita, con un linguaggio semplice ma mai banale, e con ricchi esempi tratti dalla propria vita, dai testi di pensatori anche laici e dalla testimonianza dei grandi mistici, ci conduce nel complesso cammino della riflessione su ciò che attende l'uomo alla fine della sua vita, senza evitare le domande più estreme e non rinunciando alla presentazione della dottrina cristiana tradizionale. Un percorso in cui, partendo dall'inesauribile attesa del bene che ciascuno di noi vuole per sé e per i propri cari, conduce il lettore alla comprensione del mistero della vita eterna, così come è pensata da Dio per noi: vita in Cristo, da risorti. Un libro che regala speranza e ci invita a non aver paura del morire, poiché la morte è, per l'uomo "che cerca", non fine di ogni cosa, ma atrio alla vita eterna. Un percorso tra fede e ragione, per non smettere di interrogarci su quello che ci attende dopo la morte e sul senso ultimo della vita nostra e di quella dei nostri cari.
L'instabilità familiare, in crescita in Occidente e quindi anche in Italia, è causa di drammatiche conseguenze personali, sociali ed economiche, ma a pagare il prezzo più alto della separazione e del divorzio sono soprattutto i figli, che subiscono - loro malgrado - una deprivazione affettiva, emotiva e psicofisica, causa di acute sofferenze. A fronte di una tale situazione, spesso negletta, Antonello Vanni, con linguaggio divulgativo e taglio pratico, approfondisce i seguenti argomenti: l'instabilità familiare odierna"; l'instabilità familiare e la sua ricaduta sui figli; i figli e la separazione: conseguenze immediate e conseguenze a lungo termine; i principali segnali del disagio vissuto dai ragazzi: ansia, rabbia, depressione e bassa autostima; fattori che aumentano o diminuiscono la sofferenza nei figli durante la crisi coniugale; come è possibile riconoscere e prevenire il disagio dei figli; il disagio dei figli della separazione e del divorzio in ambito scolastico; separarsi o salvare la propria famiglia?
Seconda parte di Vieni e seguimi!, pubblicato nella stessa collana dedicata alla Vita Consacrata, in questo volume Maurizio Bevilacqua si sofferma sui temi di povertà e castità. Nel corso della sua storia, la vita consacrata ha spesso ripensato la povertà, cercando nuove forme per concretizzarla nella propria esperienza. Il celibato rappresenta l'aspetto più specifico di questa vocazione. Tanti sono gli esempi, nei secoli, di consacrati che hanno testimoniato che ci si può affidare a Dio liberando il proprio cuore da tutto, per Amore. Al termine di tale percorso ogni consacrato di oggi potrà individuare gli elementi che gli sembrano più caratteristici della sua storia e riscoprire, tra questi, la promessa di una vita piena fatta dal Signore nel momento del loro sì. Un libro che interroga e aiuta a ritrovare le radici della propria scelta vocazionale.
Un libro dedicato a Maria, alla sua vita, alla sua adesione al progetto divino, piena di dolcezza e di serenità. La figura di Maria non smette mai di interrogarci e ispirarci, a partire da quando "di fronte all'angelo" rimase silenziosa, a pensare. Poi avanzò una domanda e ne ricevette la risposta. Infine aderì, piena di dolcezza e di serenità. Ma da dove ci giungono le notizie su Maria? Quanto fu importante nella vita di Gesù? Come riuscì a segnare nell'anima della Chiesa primitiva, una traccia profonda e indelebile? Quando nacquero il culto e la devozione alla Vergine?
Le pagine che compongono questo vero e proprio "pamphlet" sulla libertà e la responsabilità in tempi difficili, furono offerte da Bonhoeffer ad alcuni amici, in occasione del Natale 1942. Il teologo protestante era già in carcere e non ne sarebbe mai più uscito, per aver preso posizione contro il regime nazista. Oggi, a distanza di settant'anni, queste pagine appaiono di una modernità che stordisce, capaci di interpretare le domande che sono ancora fondamentali e che possiamo riassumere in questa: che donne e uomini vogliamo essere? O, ancora: che cristiani vogliamo essere? La vita responsabile è un dovere a cui fare ritorno, perché ciò che accade ai nostri giorni e quotidianamente ci provoca non accada invano. Un "pamphlet" sulla libertà e la responsabilità in tempi difficili.
Chiamati al difficile compito di definire la nostra identità, realizzando in noi, nel tempo che ci è concesso, "qualcosa che sia unico e al tempo stesso possa valere, per chiunque lo osservi, come un buon esempio di un'esistenza umana riuscita", spesso volgiamo i nostri occhi alla morale. Questa, però, non può essere una cappa asfittica che rattrappisca le nostre aspettative personali, ma deve nascere dal riferimento a un principio alto, capace di essere stimolo e guida in questo difficile compito. "Solo in questo modo l'etica rimane una ricerca personale, una sfida e un luogo di formazione di sé, invece di divenire una scusa per non pensare, per obbedire a un comando o per confondersi nel conformismo di una tradizione o di una moda". Nella prospettiva morale che Roberto Mordacci propone, a un tempo personalista e critica, al centro dell'etica vi sono le persone, la loro complessità e la loro fragilità, la loro libertà e la loro responsabilità verso l'esistenza propria e altrui. Il tutto a partire da un'intuizione fondamentale: l'etica è per le persone e non viceversa, così come, nel Nuovo Testamento, si dice che "il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato" (Marco 2, 27)"..
"La coincidenza dell'anno della vita consacrata con la canonizzazione della beata Maria Cristina Brando, Fondatrice delle suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato fa riflettere, in quanto Ella è stata un'innamorata dell'Eucaristia e ha fatto della sua vita un'Eucaristia, un'adorazione continua e vittima di riparazione dei peccati del mondo. Il suo profondo amore per l'Eucaristia e la sua esperienza l'hanno portata a creare una comunità che vivesse di e per l'Eucaristia, così è divenuta una vera maestra di spiritualità eucaristica. Questa pubblicazione vuol essere una semplice guida per approfondire la nostra spiritualità alla luce del fondamento della nostra vita nell'eccezionale carisma di amore a Gesù Sacramentato. Solo nell'indispensabile rapporto con Gesù è possibile vivere gioiosamente la vocazione religiosa. È l'augurio che faccio alle mie carissime consorelle e a chiunque avesse tra le mani questi piccoli e brevi pensieri di santa Maria Cristina, perché trovi in essi l'incoraggiamento per essere gioiosamente fedeli alla vocazione e perché la nostra vita sia sempre un rendimento di grazie, un'Eucaristia gradita a Dio." (Madre Carle Di Meo. Superiora generale)
L'economia capitalista ha messo a repentaglio la sopravvivenza del pianeta e condannato miliardi di individui a una vita disumana, persone classificate come poveri assoluti, e nessuno sa quanti siano esattamente. Inutili come consumatori e come lavoratori, non si sente il bisogno di contarli: "Sono solo avanzi, scarti, di cui sbarazzarsi". Francesco Gesualdi non usa mezzi termini, descrive senza giri di parole le conseguenze sociali e ambientali di un sistema che dà importanza solo ai soldi e antepone la ricchezza alla felicità. Ma ora che il pianeta è sull'orlo del collasso si tratta di capire come recuperare la situazione, come garantire a tutti un'esistenza dignitosa riducendo il consumo di risorse e la produzione di rifiuti. La soluzione è cambiare prospettiva, rifondare l'economia sui valori che questo sistema ha sempre rinnegato: equità, inclusione, solidarietà, comunità, sostenibilità. Solo trasformando la pietra scartata in pietra d'angolo potremo salvarci. Va ripensato il ruolo del mercato e dell'economia pubblica, del lavoro salariato e dell'autoproduzione. Ricordandoci che in economia non esistono nuove leggi da scoprire, ma solo nuove miscelazioni da sperimentare.

