
Finalmente una storia dei Longobardi che non patisce la distorsione di un’ottica tutta italiana. Di questo popolo interessantissimo, adatto a un’analisi antropologica e non solo storica, Jarnut segue in alcuni capitoli caratteri e mobilità (forse in Scandinavia, certamente nella Germania settentrionale e nelle odierne Boemia e Ungheria) precedenti la famosa invasione italiana del VI secolo. È un popolo fortemente caratterizzato da un atteggiamento di migrazione totale: non si espande in Italia (come faranno poi i Franchi nell’VIII secolo), ma vi si trasferisce integralmente, lasciando ben poco di sé nelle regioni di provenienza. Il nuovo insediamento italiano fu poi definitivo, e i Longobardi interpretarono in modo «germanico» modelli bizantini (di Bisanzio erano stati alleati militari), tradizioni circoscrizionali romane e schemi culturali dell’antichità, costituendo per l’Italia la più importante cinghia di trasmissione fra il tardo impero romano e il pieno Medioevo. L’Italia divise in due le vocazioni e i destini dei Longobardi, perché a nord, nella «Langobardia», posero le premesse per il «Regnum Italicum» e per i contatti con altri popoli germanici; a sud, dove dominarono più a lungo, ebbero contatti stretti con i popoli mediterranei. Il loro cammino verso una vera integrazione latino-germanica fu interrotto dall’invasione di Carlomagno. Di questi aspetti Jarnut dà conto in pagine che non rinunciano alla narrazione e che contengono, utilmente, tutte le informazioni di base.
Lo sterminio nazista degli ebrei è visto perlopiù come evento senza precedenti nella storia europea, fiammata insensata di barbarie nel cuore della nostra civiltà. In questo breve saggio, Enzo Traverso intende mostrare invece in quale misura l'Europa dell'Ottocento, l'Europa del capitalismo industriale, dell'imperialismo, del colonialismo, del darwinismo sociale, dell'eugenismo, sia stata in realtà il laboratorio del nazismo.
La donna romana descritta dagli scrittori antichi o negli elogi funebri appare una donna ideale, moglie e madre integerrima, dedita alla casa e alla famiglia, sottratta allo sguardo e al contatto con gli estranei. Dall'altra parte ci sono le donne "facili", di condizione sociale ed economica inferiore o schiave, puro oggetto sessuale privo di qualsiasi considerazione. Gli stessi scrittori, però, e soprattutto le fonti epigrafiche, archeologiche e giuridiche, ci parlano spesso di donne diverse, ricche e volitive, decise e capaci di farsi strada in un mondo di uomini, donne autosufficienti economicamente, dotate di visibilità e impegnate per la comunità.
Il tema del libro Ë líarte nella modernit‡ che tutto ha travolto e trasformato. Gli autori, tutti dellíIstituto di Storia dellíArte dellíUniversit‡ degli Studi di Milano, sbozzano questa unica tematica attraverso undici articoli dedicati ciascuno a un aspetto particolare: la vita dellíartista e la sua formazione, le sue relazioni con i colleghi, ambiente e modo di lavoro, musei, avanguardie, riviste. Sono indagati anche i nuovi meccanismi della committenza, che insegnano agli artisti a commisurare il loro lavoro alle esigenze della destinazione pubblica dellíarte o, allíopposto, del mercato privato. Il libro analizza la dinamica di queste trasformazioni, le contraddizioni del processo, le acquisizioni e le perdite nella forza dellíespressione artistica; propone un passo innovativo nella comprensione della storia dellíarte degli ultimi due secoli.
Nella versione saggio gi‡ pubblicato nel 2000, il volume accompagna lungo i percorsi della produzione, circolazione e comunicazione dell'arte moderna, tra le ultime decadi dell'800 e il periodo tra le due guerre mondiali, quando il sistema arte siË fatto pienamente internazionale. Un testo fondamentale per conoscere il Novecento artistico e le sue radici.
La storia dello specchio è anche la storia dell'uomo con la propria immagine, con il proprio doppio, quindi. Nell'unire verità e apparenza, dimensione intima e collettiva, lo specchio assume su di sé passioni e proiezioni e diviene per alcuni riflesso del divino, per altri strumento di seduzione o simbolo di menzogna. L'autrice sonda in questo testo i molteplici aspetti di tale simbolo e ne sottolinea la stupefacente influenza sulla nostra sensibilità.
Raccolta di saggi e studi sugli aspetti storici, sociali, architettonici, artistici, culturali e teologici della citta di Assisi durante il 1300. Importanti studiosi raccontano l'assisi del 1300: o. Capitani - assisi:istituzioni comunali e politiche; s. Da campagnola - innovazione e tradizione nelle istituzioni ecclesiastiche e nella vita religiosa; a. Grohmann - vita e economica e sociale; e. Guidoni - urbanistica comunale e architettura francescana; e. De minicis - architettura civile in assisi: l'edilizia privata tra d ue e trecento; l. Pellegrini - i frati minori ad assisi tra due e trecento; g. De sandre gasparini - i luoghi della pieta laicale: ospedali e confraternite; m.bartoli - la quaestio de indulgentia portiunculae" di pietro di giovanni olivi; s. Brufani - il dossier sull' indulgenza della porziuncola; p. Caucci von saucken - vie di pellegrinaggio verso assisi; m. Sensi - il pellegrinaggio al perdono di assisi; e. Lunghi - le chiese francescane di assisi nel 1300; p. Monacchia - archivi e conservazione della memoria; n. Marchioli - i libri e la citta; e. Sesti - la miniatura ad assisi; l. Bellossi e g. Ragionieri - giotto e le sue storie; c. Fratini - la pala di ilario da viterbo; l. Ruggieri - il restauro del dipinto di ilario da viterbo; c.leonardi - la questione del purgatorio; a. Chiavacci leonardi - il francesco di dante. "
Questo libro contiene molti ricordi, ma non è propriamente un'autobiografia. Le vicende di cui si parla nelle sue pagine sono molte, quasi tutte le più importanti che hanno attraversato la vita italiana e internazionale nel corso degli ultimi decenni. Lungo il percorso si trovano i nomi di molti degli uomini che hanno fatto la storia del secolo scorso, da Mussolini a De Gasperi, da de Gaulle a Gorbacëv, fino ai nostri giorni, con il capitolo dedicato ai personaggi di Tangentopoli. Incontri, retroscena e giudizi vengono raccontati ed espressi con un equilibrio che l'esperienza non priva di un innato humour.
Il volume racconta la storia del corpo dei kamikaze giapponesi, dalla nascita fino allo scioglimento con l'harakiri del comandante, l'ammiraglio Takijiro Onishi, il 15 agosto 1945. Ideati per supplire all'inferiorità delle forze navali e aeree avevano come obiettivo la missione suicida di ogni pilota contro una portaerei nemica. La spaventosa intensità delle missioni suicide contò alla fine oltre 1900 attacchi, la maggior parte dei quali ebbe luogo tra il 6 e il 7 aprile 1945, con ben 355 aeroplani distrutti. Raccolte a fine volume le struggenti lettere di congedo alla famiglia di tanti giovani piloti, mandati a morire per una guerra già persa.

