
Benedetto XVI e il Cardinale Robert Sarah hanno risposto all’impulso dei loro cuori. Questo libro farà la storia. In molti modi, è unico. E, certamente, storico. I dibattiti che hanno agitato la Chiesa in questi ultimi mesi hanno convinto Benedetto XVI e il Cardinale Sarah che avrebbero dovuto parlare. Dalla sua rinuncia nel febbraio 2013, le parole di Benedetto XVI sono rare. Coltiva il silenzio, protetto dalle mura del monastero Mater Ecclesiae, nei giardini Vaticani. Eccezionalmente, in compagnia del Cardinale Sarah, suo grande amico, ha deciso di scrivere sull’argomento più difficile e delicato per la Chiesa: il futuro dei sacerdoti, la giusta definizione del celibato e il rispetto per il sacerdozio cattolico. A novantadue anni, Benedetto XVI firma uno dei suoi più grandi testi, di rara densità intellettuale, culturale e teologica. Alla sua preziosa analisi risponde il testo del Cardinale Robert Sarah, con la sua singolare illuminazione, con la forza, la radicalità e la saggezza che gli sono proprie. Troviamo in queste pagine il coraggio di riflettere su uno dei più importanti temi della Chiesa. I due autori rispondono, si completano e si stimolano a vicenda. Offrono una dimostrazione perfetta, senza paura di aprire un dibattito.
Il volume accompagna nella lettura di uno dei testi più belli della letteratura religiosa di ogni tempo: "Il pensiero alla morte" di Paolo VI (1897-1978). Il titolo dell'opera può trarre in inganno: non è una meditazione sulla morte, ma una riflessione sul senso della vita, scritta dall'allora pontefice in un periodo di riposo, a Castelgandolfo, nell'estate del 1965. Tre i temi centrali: la gratitudine per i sempre sorprendenti doni della vita e del mondo; il pentimento per non averli sempre utilizzati a dovere; la scelta di fare del proprio tempo un rinnovato dono d'amore per tutti. Un'occasione per entrare nel cuore di una delle personalità più significative, e ancora da riscoprire, del XX secolo.
Il libro offre innanzitutto gli elementi base del canto liturgico. Partendo poi da quello che l’autore definisce il “peccato originale” della riforma nell’ambito del canto liturgico – ossia la scelta del Consilium di affidare alle Conferenze Episcopali l’elaborazione di repertori di canti per le celebrazioni nella lingua del popolo – lo studio propone una soluzione che consenta di superare i problemi legati ai contenuti testuali dei canti processionali della Messa.
«Questo studio è un dono provvidenziale ai sacerdoti che curano le celebrazioni e alla Chiesa tutta […] un aiuto di grande importanza per qualificare il canto e il modo migliore di rendere lode a Dio nelle nostre celebrazioni liturgiche. In quanto pastori, il nostro compito è quello di tenere sempre presente il valore inestimabile che si cela nella liturgia e custodire il suo essere in relazione con l’arte e in particolar modo con la musica sacra, che canta ed esprime la nostra fede cattolica» (dalla Presentazione del Cardinale Robert Sarah)
Con intelligenza teologica e sapienza pastorale, l’autore offre una sintesi illuminante del Catechismo della Chiesa Cattolica, un’esposizione essenziale e pedagogicamente sicura dei quattro pilastri sui quali il Catechismo poggia e struttura la dottrina della fede: la professione della fede battesimale (Credo); i sacramenti della fede; la vita di fede (Comandamenti); la preghiera del credente (Padre nostro).
La catechesi è una straordinaria opportunità personale e comunitaria. Mi riferisco soprattutto alla catechesi degli adulti che, nelle nostre parrocchie, è uno dei capitoli pastorali più disattesi. Il sussidio di Mons. Malnati vuole superare queste disattenzioni, mettendo bene in evidenza come sia necessario andare verso una testimonianza cristiana più consapevole della dottrina con l’approfondimento della conoscenza della fede. Proprio per questo il testo è assai utile per alimentare la maturazione della fede, il suo radicamento nella vita e la sua irradiazione attraverso la testimonianza (dalla Presentazione di Mons. Giampaolo Crepaldi).
Questa biografia di Santa Caterina da Siena evidenzia la figura di una delle donne più famose della storia italiana e della storia della Chiesa in particolare, in un periodo tra i più difficili e complessi della storia europea.
Grande mistica, morì a soli trentatré anni. Ma la sua vita fu costellata da avvenimenti davvero eccezionali per una giovane donna del Trecento. Per ispirazione divina intesse relazioni con persone di potere religioso e politico, come il papa e i governanti di allora, per il bene della Chiesa e della società civile. Compone liti, si adopera per portare la pace tra fazioni dissidenti, esorta i Signori dell’epoca a governare con giustizia, si occupa dei poveri, dei malati, dei disperati.
Per le donne di oggi, tese a una legittima visibilità e partecipazione nella Chiesa e nella società, Caterina è un esempio ante litteram a cui guardare. E cogliere quella vis di pensiero e di azione che non arretra di fronte a nessun ostacolo e guarda alla costruzione del futuro.
A penetrare il mondo interiore di S. Michele ci aiuta il suo stesso trattato sull'Anima: sintesi, commento e conclusione della sua nobile anima credente e contemplante. In questo trattato emergono le lacrime e gli spasimi, il desiderio di pace e quiete che è possibile raggiungere soltanto immergendo il proprio spirito in Dio.
Non ebbe una nascita normale. Scioccò i genitori ed il parentado. Fu
battezzato il giorno dei morti. Non fu allattato normalmente dalla mamma. Fu rifiutato dall'asilo infantile, dalle scuole e dalla parrocchia. Camminava a stento, udiva molto poco, pativa l'auto. Faticava a parlare e a stare seduto, dormiva con gran parte del corpo proteso nel vuoto. Era stonato. Lo chiamarono "diavolo". Temeva di essere sgozzato dal padre. Gli piallarono il volto, gli ridussero la bocca ad una fenditura quasi perpendicolare, gli estirparono gli occhi. Non poteva sorridere, né baciare, nè piangere, né fischiettare. Aveva il corpo seminato di protuberanze. Uscì di casa in tutto nove volte. Incalcolabile il numero delle operazioni subite.
Era un Freak dotato di un'intelligenza superiore alla media, un autodidatta che teneva testa ai professori universitari. Un punto di riferimento per anime in ricerca. Un innamorato del vangelo, un gran teologo, un santo anomalo. Diciannovenne, presso la grotta di Lourdes, disse di SÌ alla volontà di Dio. E vi rimase fedele per tutta la vita.
Con questo libro dedicato a due episodi cruciali del rapporto tra cattolicesimo e politica nell'era delle ideologie e dei totalitarismi, Formicola affronta le vicende connesse alla resistenza dei cattolici messicani contro il laicismo di radice massonica, e poi alla sanguinosa persecuzione dei cattolici spagnoli ad opera del Fronte popolare. Esse sono per lui essenzialmente due exempla, due reperti privilegiati presi dal recente passato in cui si può osservare quasi "in purezza" un epico confronto tra visioni del mondo, tra filosofie della storia: da un lato la tradizione politica cattolica, imperniata sulla stabilità sociale, sul principio di autorità, sullo sviluppo ordinato delle comunità; dall'altra la destabilizzazione portata alla civiltà euro-occidentale dalle forze sovversive, che egli individua in una catena che dalla Riforma protestante conduce all'illuminismo settecentesco, al socialismo e al comunismo, fino al progressismo radicale sviluppatosi dal Sessantotto al post-guerra fredda.
dalla Prefazione di Eugenio Capozzi
Chi è il sacerdote?
Il cardinal Müller ci aiuta a vedere nel sacerdote l’uomo di Dio che unisce ciò che è con ciò che fa.
«Chi è in basso (cioè chi cerca disperatamente dei sistemi per buttar via il tempo) deve vederti in alto, magari per qualche anno odiarti e disprezzarti e fuggirti e poi se Dio gli dà grazia pian piano cominciare a invidiarti; imitarti, superarti. […] La mira altissima, addirittura disumana (perfetti come il Padre!) e la pietà, la mansuetudine, i compromessi paterni, la tolleranza illimitata solo per chi è caduto e se ne rende conto e chiede perdono e vuol riprovare da capo a porre la mira altissima» (don Lorenzo Milani).
Riaffermando la dignità infinita che ogni sacerdote riceve da Dio, l’autore evidenzia la responsabilità e l’umiltà che essa comporta e delinea un quadro chiaro sull’origine, l’espressione, la natura e la forma del ministero sacerdotale, restituendo così al sacerdote il compito che gli è stato affidato dal Figlio di Dio: «Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato» (Lc 10,16).
Accurato nell’analisi storica e accessibile nella dimensione spirituale, questo libro costituisce un approccio positivo al ministero, offrendo al lettore anche spunti interessanti per delle osservazioni critiche.