
Il Te Deum è un inno particolarmente usato nella liturgia ed è grande la sua ricchezza semantica. Partendo dalla prospettiva teologica, liturgica e musicale, l'Autore tratta l'inno come la forma in cui la liturgia condensa da un lato la comprensione della gloria di Dio, e dall'altra la celebra con elementi metaculturali che si trasmettono di generazione in generazione.
Nel suo studio l'autore espone la storia della concelebrazione eucaristica in Occidente, attraverso il contatto diretto con le fonti patristiche, liturgiche, magisteriali e canoniche, tenendo conto della mentalità di ciascun'epoca per evitare di giudicare la storia partendo da acquisizioni teologiche più recenti. Il percorso storico arriva fino al dibattito prima e durante il Concilio Vaticano II e prende in esame il rito della concelebrazione nella sua prima stesura del 1965 e come si trova oggi nella terza edizione tipica del Messale Romano del 2008. Non mancano indicazioni per la pratica del rito, con accenno alla problematica attuale delle celebrazioni con grandi numeri di concelebranti.
Lo scopo del presente volume è di illustrare un quadro in cui la tipologia biblica, recentemente ripresa da diversi autori - fra i quali Leonhard Goppelt, Jean Daniélou e Paul Beauchamp - offre una visione nuova della Liturgia e del mondo sacramentale. Questa visione è nuova in quanto più antica. È un recupero dei fondamenti biblici e patristici, che tiene conto anche delle conclusioni maggiori dell'esegesi storico-critica e post-critica. La sintesi finale è basata sulle convergenze più evidenti delle linee veterotestamentarie, neotestamentarie e patristiche. Essa offre un orientamento della tipologia verso le realtà celebrate: il typos passa dal passato al futuro incarnandosi nell'hodie del rito-celebrazione dell'Alleanza, che nel mondo biblico è declinata in termini di nuzialità. L'Alleanza nuziale celebrata nella Liturgia della Chiesa, con i suoi fondamenti nella creazione e nella storia della salvezza, si estende verso il pieno compimento nelle nozze dell'Agnello. A questo mistero pasquale l'umanità è invitata a partecipare "oggi" nella Santa Liturgia: «Beati, qui ad cenam nuptiarum Agni vocati sunt!» (Ap 19,9).
Esiste una simbolica dello spazio del presbiterio nel rito romano? A questa domanda cerca di rispondere il presente volume che, facendo riferimento principalmente al metodo e alle fonti di studio della teologia liturgica, vuole essere uno stimolo e un aiuto destinato a studiosi e addetti ai lavori per riflettere su problematiche teologiche, implicanze architettoniche e aspetti pratici concernenti il presbiterio e in modo più ampio l’edificio cultuale cristiano, immagine speculare della Chiesa mistero. Il percorso proposto mette anche a disposizione di pastori, progettisti e artisti impegnati nella costruzione di nuove chiese e adattamento dell’esistente un panorama storico sintetico sulla parabola esistenziale del presbiterio e un insieme di testi della Liturgia e del Magistero ai quali è possibile fare riferimento per meglio definire l’iconologia e la ratio aedificandi del luogo in cui l’assemblea santa, riunita intorno all’altare e situata tra presbiterio e navata, celebra il memoriale della Pasqua e si nutre al banchetto della parola e del corpo di Cristo.
Calendario per la celebrazione della Messa e della Liturgia delle Ore per l'anno liturgico 2017-2018 in lingua latina
Calendario per la celebrazione della Messa e della Liturgia delle Ore per l'anno liturgico 2017-2018 in lingua inglese.
Calendario per la celebrazione della Messa e della Liturgia delle Ore per l'anno liturgico 2017-2018 in lingua italiana.
Vincenzo de' Paoli, prete guascone del 1600, amava raccontare. Le sue narrazioni autobiografiche intelaiarono le omelie, le catechesi e gli insegnamenti rivolti agli uomini e alle donne che gli furono compagni nei cammini di evangelizzazione e carità. In ogni sua narrazione si avvertiva l'eco del Vangelo, dal quale aveva imparato l'arte di raccontare la salvezza che si fa vicina. Questo libretto non scrive di lui, ma per lui. In una finzione narrativa, Annamaria Corallo propone parole nuove alle intuizioni di San Vincenzo e alle sue adozioni di secoli fa. A dargli voce è Pierluigi Corallo, con un'interpretazione schietta e concreta, capace di riproporre l'esperienza suggestiva che doveva essere l'ascolto diretto di Vincenzo de' Paoli. Il sussidio si offre come uno strumento semplice e accessibile, organizzato in 10 schede formative, corredate d un cd audio. Nelle schede, le parole attribuite a San Vincenzo si alternano agli spunti su alcune pagine bibliche di particolare interesse per il carisma vincenziano. L'itinerario accompagna, i singoli lettori o i gruppi, a ripercorrere le intuizioni di Vincenzo de' Paoli, per rinnovare lo slancio personale e comunitario in un carisma che non ha mai smesso di essere attuale.