
1. Libro completo con la storia della devozione.
2. I primi nove venerdì, la Coroncina, le preghiere, i canti, le litanie, le promesse di Gesù.
3. Elegante veste tipografica, tutto a colori.
Mi è stato chiesto di scrivere un profilo di San Gabriele dell’Addolorata per i giovani, sia ben chiaro non per i giovani in genere, scritto magari con uno stile accattivante e brillante,ma per quelli reali di oggi, del Duemila, che
non entrano automaticamente nel genere dei giovani dei secoli precedenti. La prima qualifica che mi viene in mente per i giovani di oggi
è che sono smagati, nel senso di disincantati.Forse anche noi avremmo voluto essere smagati da giovani, ma non c’era molto spazio per
esserlo. Oggi c’è più spazio. Un giovane svagato come vorrà che si descriva un santo? In modo autentico e non adattato o commisurato
alle aspettative vere o presunte della gente.
In una società molto gerarchizzata come quella fascista, San Gabriele doveva essere il giovane esemplare nella disciplina e nell’obbedienza.
Spesso, proprio una vita semplice, custodita dalla freschezza della natura, poco conforme ai rumori che attirano
l’attenzione, quasi – verrebbe da dire – una vita anonima, trova la sua dignità in Cielo e si irradia sulla Terra. Proprio come tutte le cose di Dio.
Bellissima Via Crucis con i testi del Card. Angelo Comastri. Sotto lo sguardo di
Maria, meditiamo la passione del Signore – Quaresima 2019. Elegante versione grafica,
testi grandi e leggibili. Bellissime immagini..
Per prepararsi al meglio alla Pasqua di Cristo, questo libro è davvero prezioso!
“Il Venerabile, nell’animo di quanti lo hanno conosciuto, ha suscitato il desiderio delle Beatitudini perchè, accanto a loro, come sacerdote, è stato padre, fratello e sostegno nella grande notte della storia”
Pietro Santoro
Vescovo di Avezzano
“Desideriamo però ancora di più, il nostro sogno vola più alto. Non parliamo solamente di assicurare a tutti il cibo, o un “decoroso sostentamento”, ma che possano avere “prosperità nei suoi molteplici aspetti”. Questo implica educazione, accesso all’assistenza sanitaria e specialmente lavoro, perché nel lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale, l’essere umano esprime e accresce la dignità della propria vita. Il giusto salario permette l’accesso adeguato agli altri beni che sono destinati all’uso comune.” (Francesco, “Evangelii Gaudium 192”)
Sono rimasto gradevolmente sorpreso quando l’arcivescovo emerito Benigno Luigi Papa, mio confratello cappuccino, mi ha consegnato il manoscritto di una sua conferenza-meditazione su don Tonino Bello tenuta ad Alessano il 30 ottobre 2003, in occasione del decimo anniversario della sua morte.
Sono contento che per volontà espressa da mons. Papa questa sua riflessione su don Tonino Bello sia pubblicata dal Convento dei frati minori cappuccini di Alessano, che io ho rinominato “Convento di don Tonino Bello”. Da qualche anno sulla portone d’ingresso i frati hanno posto una lapide con l’intestazione: Casa francescana di spiritualità don Tonino Bello!
Negli ultimi due anni, sono venuti alla ribalta della cronaca internazionale, alcuni casi riguardanti neonati, affetti da gravi patologie neurodegenerative.
Il mondo ha scoperto la tragica storia del piccolo Charlie Gard, di Isaiah Haastrup, di Alfie Evans e dei loro rispettivi genitori, coinvolti in prima persona nel dramma dei propri figli.
Anche se la geografia di questi casi è circoscritta all’Inghilterra, l’opinione pubblica mondiale ne è rimasta molto scossa e nello stesso tempo si è sentita interpellata, Italia per prima. È emerso un mondo sotterraneo e anonimo di situazioni reali, contemporanee, che superano i confini politici delle nazioni e che, da un momento all’altro, possono coinvolgere i contesti familiari più disparati. Si è preso coscienza di tutti i risvolti, talvolta sottili o agghiaccianti, che si celano dietro un trattamento sanitario di fine vita. È come se, di punto in bianco, si fosse rotto un incantesimo e il mondo si è dovuto confrontare con il dolore di un neonato, il dramma dei propri genitori e l’impossibilità, da parte di quest’ultimi, di deliberare sulla sorte dei propri figli malati, perché uno Stato, attraverso il suo ordinamento giuridico, seppur
democratico, si è inevitabilmente sostituito ad essi…
Verbum caro factum est. È nel silenzio cosmico dell’attesa, di un tempo sospeso che appare quasi fermo, che ciò che era scritto nelle sacre pagine di un tempo lontano diviene realtà e dono per tutta l’umanità. E il verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi e noi vedemmo la sua gloria (Gv1,14).
È questo il grande mistero che rende meraviglioso ed unico il Natale, tempo della vita dolcissimo e fecondo, tempo dell’attesa. Una Notte di grande speranza, ricca di sacralità, che stravolge ed orienta l’Uomo, che gli offre un senso ed una direzione di marcia: “l’ incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e, con ciò, la direzione decisiva” (Deus caritas est. Papa Benedetto XVI, 2005).
«La missione materna della Vergine spinge il Popolo di Dio a rivolgersi con filiale fiducia a colei, che è sempre pronta ad esaudirlo con affetto di madre e con efficace soccorso di ausiliatrice.121 Esso, pertanto, è solito invocarla come consolatrice degli afflitti, Salute degli infermi, Rifugio dei peccatori, per aver nella tribolazione conforto, nella malattia sollievo, nella colpa forza liberatrice (MC 57)».
Con questo piccolo testo vogliamo prepararci alla festa dell’Immacolata Concezione di Maria e guardando alla Donna vestita di sole desideriamo riscoprire il nostro essere creati a immagine e somiglianza di Dio, che ci ama e viene in cerca di noi ogni giorno, ma anche contemplare il mistero della maternità di Maria che, “donna dal cuore di madre” e “mamma dal cuore umano”, intercede ancora per tutta l’umanità nei pericoli e nelle difficoltà.
La Chiesa prega in unione con Lei che, assunta in cielo, non ha deposto la sua maternità ma continua la sua missione di intercessione per ottenerci i doni della salvezza eterna (cf. LG 65).
Guidati inoltre da Papa Paolo VI vogliamo pregare per tutti i giovani perché possano nel mondo di oggi rivivere il miracolo di Cana e della Pentecoste, perché il vinodella salvezza abbondi nei loro cuori, lo Spirito rinnovi la loro vita e l’annuncio del Vangelo li renda innamorati testimoni delle bellezze e delle meraviglie di Dio.