
Come si sta bene con un amico! A volte però basta poco e l'amicizia vacilla. Ma dopo un litigio è bello fare pace! Lo gnomo Saturnino ha raccolto lo scoiattolo Cirillo quando era piccolo e sperduto: da allora i due vivono insieme nell'accogliente casetta dello gnomo e sono grandi amici ma durante una passeggiata nel bosco lo scoiattolo diventa geloso del corvo Castillo e indispettito si allontana.
I "libri storici", che rappresentano la prima sezione della Bibbia cristiana, contengono la rielaborazione in chiave narrativa della memoria storica di un popolo che, dopo la dura prova dell'esilio babilonese, ricercava una sua identità etnica e religiosa nel rapporto con JHWH, il Dio alleato. Storiografia e racconto sono due modi di rapportarsi al reale, diversi e non omologabili: mentre la storia "ricostruisce" dei fatti nella loro vera o presunta oggettività, il racconto li "rielabora" simbolicamente, rilevandone così la perenne attualità nel tempo. La verità delle Scritture deve essere quindi intesa in senso dinamico, cioè come capacità di creare. I libri storici, densi di significati simbolici, non ci aiutano quindi a ricostruire in modo esatto un periodo storico, ma piuttosto a "guardare dietro ai fatti" per scoprire il senso che essi avevano per gli esuli rimpatriati e hanno per noi, nella nostra vita di oggi.
Il racconto della natività seguendo lo spirito e la lettera dei Vangeli di Matteo e Luca, ma con un punto di vista corale: quello degli angeli, che hanno avuto un ruolo determinante nelle varie fasi che hanno portato alla nascita di Gesù. Dopo quel primo Natale, gli angeli, i messaggeri del Cielo, si ritrovano ogni anno nella Notte Santa per rievocare quell’evento.
C’è l’arcangelo Gabriele, l’unico di cui ci è stato rivelato il nome, che annuncia alla giovane Maria che è stata lei la prescelta per dare alla luce il Salvatore del mondo. Poi c’è l’angelo che in sogno rassicura Giuseppe sulla natura divina del figlio che la sua promessa sposa porta in grembo. E l’angelo che segue il loro cammino verso Betlemme per essere pronto a dare l’annuncio ai pastori. E l’angelo custode di Gesù, che veglia il suo sonno nella mangiatoia. E l’angelo in veste di cometa che guida i Re Magi. E ancora, l’angelo che li avverte di non tornare da Erode e quello che suggerisce a Giuseppe di scappare in Egitto e infine di tornare in Palestina, dopo la morte del crudele re…
Un racconto semplice e poetico, reso prezioso e unico dalle illustrazione evocative di Silvia Colombo.
L'amicizia è il tema chiave di questo testo. Essa è parte costitutiva del cammino di Bernardo, Francesco, Teresa, là dove umanità e santità si saldano strettamente tra loro. Protagonisti determinanti della storia della Chiesa, essi ci aiutano a tracciare un'altra storia, meno ufficiale ma non meno reale ed importante: una storia che non si svolge nei palazzi del potere, ma è fatta di incontri, di affetti, di emozione reciproca. Senza paura della passione. La Chiesa avanza anche mostrando, nei suoi uomini e nelle sue donne migliori, una nuova architettura dei rapporti umani. Non si tratta di amicizia spirituale, o funzionale a una riforma o a un progetto ecclesiale, bensì di amicizia umana, emozionale, viva. Perché l'amore e l'amicizia compongono una parte decisiva di una "scienza pratica" del vivere, una spiritualità che non è sottrazione, ma addizione d'umano. Una riflessione sul tema della "salute spirituale" che l'amicizia protegge e custodisce, riserva di vita sana e gioiosa.
Una meditazione esegetica su due brani del Nuovo Testamento: il primo, tratto dal Vangelo, è quello del celebre incontro tra Tommaso e Gesù risorto (Giovanni 20,26-29: "Perché mi hai veduto hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!"); il secondo è un passo della Prima lettera agli Ebrei (1 Pietro 1,1-9: "Voi lo amate pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui"). La domanda da cui il cardinal Martini parte è: Cosa vuol dire che c'è una beatitudine per coloro che non hanno visto e credono? Dopo aver brevemente scorso parole analoghe all'interno del Nuovo Testamento, Martini sottolinea come due siano essenzialmente le vie della felicità additate dal Vangelo: quello del verificare personalmente un dato e quella del fidarsi incondizionatamente. Gesù ha voluto che la sua manifestazione al mondo passasse sia attraverso segni da vedere e da toccare, sia attraverso gesti di fede da compiere. Credere senza vedere è il prezzo della libertà. Ed è anche un ponte verso l'eterno, quella vita in pienezza a cui tutti siamo destinati. È la pubblicazione della conferenza-meditazione tenuta dal cardinale all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Istituto di Scienze Religiose Massimiliano Kolbe, di Vallo della Lucania (Salerno).
Di solito, per Natale, sono i bambini a scrivere una lettera a Gesù. Questa, invece, è una lettera che - per finzione letteraria - Gesù Bambino scrive "all'uomo che Dio ama" dal grembo di sua Madre. E la fa trovare all'autore nella buca delle lettere, forse perché, essendo questi prete e giornalista, troverà il modo di farla conoscere. In 7 capitoli (Sono Dio!, Maria: l'accoglienza, Giuseppe: l'obbedienza, Elisabetta: il servizio, Giovanni: la rivelazione, Il regno di Dio: tra attesa e compimento, Il mio Natale buono!) Gesù Bambino parla di sé, della fedeltà di Dio, dei temi piccoli e grandi della fede, motivando gli uomini e le donne d'oggi a un'accoglienza profonda di un mistero che chiede di essere tradotto in testimonianza e vita.
Il testo segue il ritmo dei quattro testi evangelici delle Domeniche di Avvento. Di essi, per ogni settimana, è stato colto un nucleo centrale, e in particolare:- la "casa" del proprio cuore, in cui ciascuno deve vegliare attentamente per essere disponibile all'incontro con il Signore; il "deserto", come luogo di conversione; la "strada", come immagine della nostra storia, lungo la quale, sull'esempio del Battista, siamo chiamati a dare testimonianza; la "grotta", come culmine del cammino spirituale di Giuseppe e di Maria, alla quale ci si arriva con un atteggiamento di fiducia totale del progetto di Dio. Per ogni domenica vengono suggerite due attività (da scegliersi da parte dell'animatore secondo il proprio gruppo), una sorta di "cornice" che crea un legame tra queste e alcuni momenti della celebrazione eucaristica (ingresso, atto penitenziale, liturgia della Parola, Credo), un breve momento di preghiera a conclusione dell'incontro e qualche suggerimento concreto per migliorare il servizio liturgico. Alla fine del testo, uno schema di celebrazione mariana in preparazione al Natale e la preghiera del ministrante. Uno strumento agile e flessibile per far crescere nei ragazzi la sensibilità nei confronti della pastorale liturgica e vocazionale. Un sussidio concreto per accompagnare i ministranti a crescere nello stupore e nella gioia del loro servizio all'altare.
Ogni giorno l'autore propone pochi versetti del Vangelo insieme con brevissimi spunti di riflessione per aiutare il lettore a lasciare dimorare Dio nella propria vita.
L'Autore ricostruisce un racconto dettagliato delle apparizioni della Madonna avvenute a Ghiaie di Bonate, in provincia di Bergamo, nel maggio del 1944. La prima parte del testo racconta le singole apparizioni; la seconda parte, invece, contiene il commento dell'Autore su ogni apparizione. I fatti ebbero, all'epoca, una valutazione dubitativa, anche se provvisoria. Si era nel 1948. Ora, l'Autore ritiene necessario, per una corretta valutazione dei fatti, che il caso venga nuovamente esaminato da parte delle autorità competenti, soprattutto dopo la constatazione di elementi di illegalità e di pregiudizio che condizionarono la prima valutazione. E se la Madonna è veramente apparsa a Ghiaie di Bonate?
Aprire gli occhi del nostro cuore, accettare di vedere anche i nostri limiti e il nostro senso di impotenza in talune situazioni. Non per scoraggiarci e intristirci, ma per offrire al Signore con fiducia la nostra impotenza, e credere che soltanto lui può darci la forza necessaria, la luce per capire cosa è bene e come agire. È buona cosa rivedere i nostri obiettivi, cosa vogliamo cambiare nella nostra vita, come vogliamo cambiare. Soprattutto mettiamo amore in ciò che desideriamo e una sconfinata fiducia in Dio.