
La dura frontiera tra università e lavoro e il ruolo dei "contrabbandieri". Un mondo del lavoro chiuso nella "fortezza dei garantiti". Una legislazione "mangiagiovani". La lunga attesa della rivoluzione del merito. Il peso delle bardature del sindacalismo all'italiana. Il deserto del mercato del lavoro e i giovani tuareg. Le opportunità delle "aziende a rete". Una concorrenza malata. Questi e molti altri sono gli spunti di un libro-miniera, dal quale il lettore può trovare nuovi filoni di pensiero, nuove opportunità, nuove scoperte. Un libro che aiuta ad "amare il lavoro".
II partito fondato dal PM di Mani Pulite rappresenta un fenomeno nuovo rispetto alla forma-partito così come è venuta a proporsi in Italia dai primi anni '90. A caratterizzarne il cammino vi è un vivere a metà tra l'istanza movimentista e l'ambizione di una forma-partito compiuta (con i caratteri propri di una visione generale ed un'aspirazione a fare sintesi degli interessi molteplici della società italiana). Ne viene fuori una forma-partito che, per l'attitudine mostrata di saper interagire con le comunità della Rete e con il nuovo atteggiarsi dei movimenti d'opinione, sta disegnando probabilmente una modalità nuova di produrre politica e rappresentanza sulla scena italiana.
Perché la Banca Mondiale e il FMI non hanno mai aiutato i poveri? Perché aumentare le tasse non deve essere considerata una scelta "responsabile"? Perché i sindacati molto spesso danneggiano i lavoratori anziché aiutarli? Questo libro di Robert Murphy guida il lettore attraverso molti miti e luoghi comuni dell'economia che molto spesso sono frutto di correttezza politica più che di riflessioni serie sulle scienze economiche.
Tutti conoscono gli Hobbit di J. R. R.Tolkien, ma chi sono veramente queste piccole e straordinarie figure letterarie? E se fossero figure di santi? Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien è un libro dal duplice destino: snobbato dalla critica letteraria ufficiale (specialmente in Italia), ha ricevuto dai lettori di tutto il mondo, da oltre cinquant'anni, un successo straordinario che lo ha portato ad essere uno dei libri più letti ed amati. Una delle questioni più discusse dai critici e dai lettori in questo mezzo secolo è stata la reale o presunta natura religiosa dell'opera. Se da una parte all'interno del romanzo non si trovano elementi espliciti di religiosità, dall'altra la storia stessa raccontata da Tolkien, e i suoi significati, rivelano una sostanza non solo religiosa ma squisitamente cristiana e cattolica. Il presente saggio si addentra nella fitta foresta di simboli presente nella saga tolkieniana per offrire una lettura teologica precisa, strettamente collegata con l'epistolario dello schivo e geniale scrittore inglese, che presenta la saga fantasy più famosa del mondo in un'altra luce, spiazzante e paradossale.
Questo volume è un prezioso strumento di decifrazione della Grande Depressione, uno dei più inquietanti fenomeni del Novecento. Quella gravissima crisi economica e sociale viene "letta" e "riletta" da varie prospettive, che insieme convergono verso la smentita dell'imputazione corrente. E non è più il puntuale portato del "perverso" funzionamento del sistema capitalistico. L'impianto teorico utilizzato da Murray N. Rothbard è quello proprio della Scuola austriaca di economia, in cui la teoria del ciclo economico è parte di una più estesa critica dell'interventismo statale. La Grande Depressione diviene cosi l'esito di una lunga e sistematica politica interventistica, di cui fu prevalente paladino il ceto politico e a cui aderirono operatori economici in cerca di "privilegi" e insospettabili economisti. L'opera di Rothbard permette di individuare i molti errori di ieri. E getta luce sugli aspetti salienti dell'attuale crisi finanziaria internazionale.
Sappiamo molto sul concetto di etica della responsabilità (la sua struttura logica, la sua matrice nel protestantesimo, il posto che gli spetta nella storia della filosofia morale, la sua connessione con la teoria dell'azione di Weber, e via dicendo); ma, non ne conosciamo le applicazioni e gli svolgimenti nell'universo della prassi politica reale. Di qui l'idea di questo libro, che è quella di dare appariscenza a un tema non trascurabile per la scienza politica, ponendolo però sul piano dell'osservazione empirica. Una possibile via per questo genere di investigazione è considerare l'etica della responsabilità nel suo aspetto linguistico, ossia nel suo aspetto di verbalizzazione pubblica da parte di capi politici.
Il cristianesimo non si intende più da sé. Le sue parole centrali, i suoi gesti, la sua morale e la sua teologia suonano estranei al cuore e alla vita degli uomini e delle donne di oggi. È diventato come "una lingua straniera". E credere risulta ogni giorno più difficile. In che modo siamo giunti a tale stato di cose? Quali le cause prossime e quelle remote? Quali le possibilità perché la fede cristiana ritrovi smalto e forza di convinzione? E soprattutto: in quale maniera debbono affrontare i credenti il loro attuale essere "come forestieri" in mezzo a un mondo che ha imparato a cavarsela senza Dio? Questi sono gli interrogativi al centro del saggio, che si propone dunque come una "piccola guida" per comprendere e vivere il nostro tempo.
La difesa da parte di Bonaventura da Bagnoregio dei diritti e del primato della fede nei confronti di una presuntuosa ragione che si erge a dea-Ragione incapace di comprendere la "creaturalità" dell'essere umano e di aprirsi quindi all'esperienza religiosa; la difesa dell'onnipotenza e libertà di Dio e insieme della autonomia e libertà dell'individuo all'interno dell'orizzonte volontaristico di Scoto; la difesa della libertà, dignità e responsabilità della persona umana da parte di Ockham contro quell'onnipotente tentazione liberticida che è diretta conseguenza della reificazione dei concetti collettivi; la difesa della libertà nelle attività economiche da parte, in special modo, di Pietro di Giovanni Olivi - quattro linee del pensiero che rendono fortemente attuale la tradizione del pensiero francescano.
C'era una volta la politica, potente, arrogante, carnefice. Ma oggi è solo un'illusione ottica. "Politica Ground Zero" è il viaggio di un giovane manager tra le macerie della politica, in Italia e nel mondo. È un viaggio "sentimentale": dominato dall'amore verso la politica, dalla delusione per i suoi tradimenti, dal desiderio di un'altra politica. Ma per sognarla servono occhi nuovi. Quelli di Emma Bonino, Gabriella Giammanco, Linda Lanzillotta, Beatrice Lorenzin, Marianna Madìa, Giorgia Meloni, Alessia Mosca, Stefania Prestigiacomo: otto donne impegnate nella politica italiana che accompagnano l'autore nel suo viaggio, e lo rendono, per molti versi, unico.