
«Il vostro parlare sia: sì sì; no no». La frase racchiude una profonda
tensione morale verso il vero, il riserbo, l’austerità, l’essenziale. Cristo è morto e risorto e tanto basta. A prima vista, non riguarda il campo conoscitivo; riguarda il campo etico, che impone la sua legge esclusiva alla vita, ai rapporti con le persone e alla stessa conoscenza.
Oggi, nella società complessa il discorso può ridursi al sì-no? La dimensione etica non cambia, ma la conoscenza sì; e il loro rapporto gioca
qualche scherzo. Il moderno ritiene che dimensione etica e dimensione
conoscitiva possano andare ciascuna per la sua strada; di modo
che la conoscenza non abbia remore di tipo etico. È un meccanismo
che porta alla scissione dell’identità.
Senza bisogno di aspettare la complessità e il relativismo dei moderni,
basta tornare ai 10 comandamenti, pagina celeberrima proprio per la
semplicità. Ma Gesù fa di tutto per superarli in una interpretazione
psicologica, intenzionale, subliminale.
Perché allora, proprio in questo contesto, una apparente apologia della
semplicità come: «Sia invece il vostro parlare sì sì; no no; il di più
viene dal maligno»? Se avesse detto: «Sia invece il vostro parlare sì,
no», il nostro parlare si sarebbe dovuto adeguare a un modello “autistico”.
Invece ha detto: «Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no», cioè
la simulazione di un dialogo di cui si sente solo un polo, quello che risponde.
Primato dell’ascolto. Prendere sul serio chi ti interpella e rispondere
chiaro, senza ambiguità.
E infine, soprattutto, saper dire di sì. E saper dire di no: a certe cose
bisogna saper dire di sì; ad altre bisogna saper dire di no. Costi quel
che costi.
Forse «parlare sì sì, no no» va inteso non come il sano buon senso, ma
come la più raffinata, consapevole, prudente, forma di aspirazione di pulizia etica, epistemologica e linguistica.
L'amicizia dell'anima: è quella che può crearsi nella conoscenza del grande poeta francese Patrice de La Tour du Pin (1911-1975), che, onorato in Francia nel suo centenario, è felice scoperta per un ampio ascolto in Italia. Al fine di accostare la sua intimità-universalità di uomo e di poeta, ho cercato di riviverne la biografia interiore tramite un attento intarsio di poesie e prose dalla vasta opera architettonica cui ha dedicato la vita: Une Somme de poésie, 1933-1983 (Summa poetica) suddivisa nei tre "movimenti" ("jeux" - nel duplice senso di "giocare" e "recitare") del Dialogo "con se stesso" (i vari aspetti del suo "popolo" interiore), "con gli altri" (nel viaggio della Contemplazione errante), "con Dio" (che qui si svolge "mendicando e pregando" nei giorni e nelle notti del Diario spirituale trovato alla sua morte, in un I volume – 1995). Scoprire un tal poeta ci insegna a non dissipare il tempo terrestre che ci è dato, stando in contatto con la nostra regione interiore.
La figura della Vergine emerge dall'opera di Rilke «come donna del silenzio, dell'ascolto, della presenza piena: testimone e co-autrice di un prodigio che ricapitola in sé i tempi e le vicende, centro muto e aperto del divenire. Questo libretto non intende presentare con ordine tutta la produzione rilkiana dedicata a Maria, né compierne un'analisi approfondita in senso storico-critico. La scelta delle liriche è arbitraria ma non casuale; note e introduzioni aspirano ad essere soltanto spunti di meditazione, semplici inviti a goderne la bellezza».
Rainer Maria Rilke nacque a Praga da famiglia cattolica di lingua tedesca nel 1875 e morì a Val Mont nel 1926; visse a Praga, Berlino, Parigi, con frequenti soggiorni in Italia e nel Vallese, dèdito alla propria opera letteraria. È uno dei poeti più conosciuti e amati del primo novecento tedesco ed europeo, ed esprime con straordinaria acutezza i drammatici motivi di fondo della trasformazione culturale che ha segnato l'epoca alla quale apparteniamo. Tra le sue opere: Prime poesie; Canto d'amore e morte dell'alfiere Cristoph Rilke; Storie del buon Dio; Rodin; I quaderni di Malte Laudris Brigge; Nuove poesie; Libro delle immagini; Vita di Maria; Sonetti a Orfeo; Elegie duinesi.
Lorenzo Gobbi, (Verona 1966) ha pubblicato presso Servitium i saggi: L'elogio del frammento (2010), Le api del sogno. Per Emily Dickinson, Amherst, Mass. Una domanda sulla gioia (2009); Lessico della gioia (2008); Carità della notte. Sul tempo e la separazione in alcune poesie di Paul Celan: una lettura personale (2007). Oltre a Il libro d'ore (2009), di R.M. Rilke ha tradotto la Vita di Maria per Qiqajon. È anche autore di testi poetici come Nel chiaro del perdono; Nel centro del ricordo e Luce alla mia destra, Book Editore (reperibili ora sul blog http://lorenzogobbi.blogspot.com, assieme a testi inediti).
«Il nostro libro vorrebbe costituire un aiuto ai cristiani per un ritorno interiore alle origini, per renderli ancora più attenti alla chiamata dello Spirito, che, dal profondo della loro anima, li invita alla "preghiera nella verità", alla "preghiera incessante", secondo le parole stesse di Gesù nel Vangelo.» Pensato sulle rive del Gange, in intimo contatto con l'esperienza spirituale upanis.adica e con la tradizione mistica della chiesa, ci auguriamo che il libro continui ad essere un compagno di strada sul cammino che conduce all'Horeb dove Dio lo attende. «Possa essere d'aiuto a trovare la via dell'interiorità e a guidare le anime "fino al centro del cuore", là dove, risvegliandosi a sé, l'uomo si risveglia a Dio.»
Dio si manifesta nell'uomo, in ogni cosa e tempo, in tutta la creazione con la sua costante rivelazione, costituendosi in lui come coscienza profonda, "silenzio" di verità, cui egli è chiamato a "risvegliarsi"; come solitudine identificante, non allontanamento dagli altri o alienazione, ma superamento salutare dell'io. Nel cuore del "saggio" o del "santo" questo processo conferisce maturità di vita e prende forma compiuta attraverso le vie dell'orazione incessante, della meditazione, della lectio divina, delle tecniche ascetiche conducenti alla quiete del cuore, al "riposo sabatico". Il libro può essere di grande utilità a chiunque sia in sincera ricerca di sé e dell'Assoluto, magari per strade non convenzionali o comunque personali, ma con severità di metodo e senza fughe dalla realtà: una "compagnia" straordinaria sul cammino che conduce "al centro del cuore".
Henri Le Saux, monaco benedettino francese, lasciò l’Europa per l’India nel 1948, per unirsi a Jules Monchanin nell’āśram di Śāntivanam nel Tamil Nadu. Qui egli “scopre” l’advaita attraverso la meditazione delle Upanisad e grazie all’incontro con due grandi maestri: Śrī Rāmana Mahārsi e Śrī Gñānānanda. Vive perciò, nella profondità della sua coscienza, l’esperienza, spesso dolorosa e angosciante, dell’incontro tra le due tradizioni culturali e spirituali d’occidente e d’oriente. Muore a Indore nel 1973.
Sono pagine che offrono riflessioni aperte, stimoli a ulteriori approfondimenti, specie personali, secondo quell'attività della mente umana che è processo infinito di creazione e ricreazione della conoscenza di sé e del mondo, nella ricerca di una mai raggiunta integrazione di razionalità ed emozioni.
I saggi qui raccolti sono stati pubblicati sui Quaderni di ricerca spirituale Servitium nel corso di anni, e perciò con ritmo lento e discontinuo. Ciò nonostante, riletti insieme, danno vita a un piccolo corpus coerente: li lega, come intelaiatura di fondo, il pensiero psicoanalitico, che ne costituisce lo specifico e la ragion d'essere. I titoli pertanto si rifanno agli argomenti ai quali è dedicato il quaderno monografico di Servitium, leggendoli e interpretandoli dal punto di vista psicoanalitico.
Autore
Forti Paola è laureata in filosofia all'Università degli studi di Milano e diplomata alla Scuola di assistenti sociali Unsas di Milano. Ha svolto la professione di insegnante presso scuole medie statali e la professione privata di psicoterapeuta. La sua formazione clinica è avvenuta presso la Scuola di psicoterapia psicoanalitica di Milano, sotto la guida del professor Gaetano Benedetti e del professor Johannes Cremerius.
I testi sulla pace che presentiamo sono ricavati da scritti ancora dattilografati da Luigi Sartori, e solo alcuni sono stati inseriti in pubblicazione ormai introvabili. Per l'attualità delle loro tematiche essi costituiscono un'occasione per riflettere e dimostrare come la storia per il cristiano è il "luogo" in cui riconoscere i segni dei tempi e le devianze ecclesiali dalla fedeltà a Cristo e al vangelo.
"Ne il qabbalista si sente l'ispirazione, le ali e la luce del vivente, si sente la forza e il legame che unisce gli esseri, il discepolo, il maestro, il mondo e la gioia di ricercare un poco del miracolo dell'Infinito. Il qabbalista: un libro di sapere e di amore, molto semplicemente un libro di vita…"
(M.-A. Ouaknin)