
Tutte le cose che si dicono di Maria, si dicono perché lei è la mamma di Gesù, il quale è sempre e Dio e Uomo. Simultaneamente quindi, le si dicono e di Dio e dell'Uomo, cioè, come indica il titolo di questo libretto: MARIAeD"IO", ma anche MARIA eD ogni IO, Ogni Uno, che siamo anche Tu ed Io, e che servono proprio a noi per vivere bene sia la Fede che la Vita. Ecco, ciò che sentirai detto, mentre leggerai di Maria e delle cose che la riguardano, serviranno proprio a questo: far vivere a te, a me e a tutti insieme meglio, la Fede e la Vita, sia quelle di Dio che le nostre, e proprio ad immagine di quelle di Maria.
Un'economia imbevuta di spiritualità evangelica, rispettosa della dignità umana, solidale e in grado di creare uguaglianza, benessere e pace per tutti... Solo un'utopia o è veramente possibile? Padre GianMaria Polidoro, autore di questo illuminante saggio, ne è convinto. In qualche modo la storia dimostra che anche a livello economico c'è stato un progresso: perché allora non ipotizzare un passaggio ulteriore di crescita verso una cultura e una civiltà nuove, in cui i valori cristiani completano, armonizzano, perfezionano l'umanità, in tutti i suoi ambiti, sociale, economico, tecnologico-scientifico, artistico, ecc. L'Autore sceglie come prima guida per questo percorso San Francesco d'Assisi, che ha saputo sperimentare nella sua vita una sintesi geniale e sublime tra la dimensione materiale e quella spirituale. Ne viene fuori una visione e una proposta di futuro originale, bella, ottimista, soprattutto realizzabile!
Un tempo si diceva: "Vado a sentire la Messa", come se fosse qualcosa solo da ascoltare... Ma non è assolutamente così, perché tutti i fedeli, che vi prendono parte, sono chiamati anche a viverla, a celebrarla pienamente e attivamente, sia negli atteggiamenti esteriori, sia nella disposizione interiore. A Messa non si è spettatori, ma veri protagonisti, ognuno con il suo ruolo e i suoi compiti: il Vescovo, il sacerdote, il diacono, il lettore e l'accolito, il ministro straordinario dell'Eucaristia, i ministranti, i fedeli. È come un grande coro dove tutte le diverse voci, insieme a Gesù, cantano in armonia per realizzare il più bel canto di lode e di ringraziamento a Dio. È importantissimo perciò capire bene la Messa, nelle sue varie parti, nelle sue parole, nei suoi gesti, nei suoi effetti, per celebrarla meglio e più fruttuosamente. In questo semplice ma denso sussidio si trova l'intero rito liturgico della Celebrazione eucaristica (aggiornato al Nuovo Messale romano - Terza edizione italiana), accompagnato da vari spunti di catechesi e di riflessione per ragazzi e giovani.
Don Bernardo Antonini (1932-2002) ha quasi sessant'anni (36 dei quali da sacerdote), quando, nell'ottobre 1991, riceve ufficialmente dal suo vescovo il mandato a recarsi in Russia quale presbitero fidei donum. In quella terra, da lui amata e ammirata, contribuirà a far rinascere la Chiesa cattolica, come rettore e docente nei nuovi seminari di Mosca e San Pietroburgo (poi anche in Kazakhstan), lasciando la tangibile testimonianza di instancabile apostolo del Vangelo che il tempo non riesce a cancellare.
Il 6 luglio 1902 si chiudeva l'avventura terrena di Maria Goretti, "l'Agnese del ventesimo secolo, il Giglio ammantato di Porpora", secondo le parole pronunciate da Papa Pio XII il 25 giugno del 1950, giorno della sua Canonizzazione, in una Piazza San Pietro traboccante di popolo. Da quel giorno, Maria Goretti insegna un cammino, il suo nome significa un messaggio preciso e limpido, anche se spesso incompreso. Maria nasce a Corinaldo (AN) il 16 ottobre 1890 da Luigi Goretti ed Assunta Carlini. Costretta dalla povertà ad emigrare, l'intera famiglia si trasferisce prima a Colle Granturco, vicino a Paliano e poi a Le Ferriere di Conca, nell'Agro Pontino, a pochi chilometri da Nettuno. La piccola Maria si fa notare per l'instancabile carità verso tutti e per la disponibilità umile e premurosa. Il 5 luglio 1902 alle 15.30 Marietta viene aggredita da Alessandro Serenelli, un giovane diciottenne che si era invaghito di lei; alla sua ferma resistenza per difendere la sua castità, viene accoltellata brutalmente e muore il giorno successivo dopo aver perdonato il suo aggressore.
Il semplice ma significativo filo conduttore che ha reso diversa l'esistenza del giovane martire pakistano Akash Bashir (1994-2015) è stato il "servizio". Ogni momento della sua vita è stato un atto di servizio, ed è morto servendo la sua gente, dando la sua stessa vita per proteggere e salvare la sua comunità. Akash è la bandiera, il segno, la voce di tanti cristiani che vengono attaccati, perseguitati, umiliati e martirizzati nei paesi non cattolici. È la voce di tanti giovani coraggiosi che riescono a dare la loro vita per la fede nonostante le difficoltà, la povertà, l'estremismo religioso, l'indifferenza, la disuguaglianza sociale, la discriminazione. È un esempio di coerenza evangelica per tutti i giovani cristiani del mondo.
Suor Maria Costanza Zauli (1886-1954), dopo alcuni anni passati tra le Ancelle del Sacro Cuore, è chiamata dal Signore a fondare una nuova Congregazione dedita all'Adorazione eucaristica perpetua. È colpita da una misteriosa paralisi che la terrà a letto ben 10 anni, guarendo miracolosamente all'inaugurazione del nuovo monastero. L'anno successivo le sue "Ancelle Adoratrici del Santissimo Sacramento" sono riconosciute come Congregazione di diritto diocesano.
Don Tonino (1935-1993) si distinse per il coraggio profetico con cui fu capace di indicare le strade per la costruzione della pace alla luce del Vangelo. Rimane famosa la sua definizione della "chiesa del grembiule", di una comunità cristiana che sa chinarsi umilmente sui piedi degli uomini.
Il volume, della collana dedicata all'Epistolario di San Ludovico da Casoria, raccoglie le lettere, ordinate cronologicamente, di San Ludovico relative alla fondazione, ad Assisi nel 1871, dell'Istituto Serafico, dove si fece carico di accogliere ragazzi sordi e ciechi, da lui definiti "creature infelici e abbandonate". Ancora oggi l'Istituto Serafico porta avanti la sua opera. Negli scritti si leggono le attenzioni del Santo, le sue preoccupazioni, le gioie, la fiducia grande nella Provvidenza, la sua capacità organizzativa.
In questo volume, della collana dedicata all'Epistolario di San Ludovico da Casoria, sono raccolte in ordine cronologico tutte le lettere che ha scritto al suo fedele amico, Ignazio Maresca, diventato poi padre Bonaventura di San Francesco dei Frati Bigi di cui si troverà, all'interno, una piccola presentazione e una biografia tratta da "L'Orfanello e La Carità" del 1917.