Con el volumen dedicado a la «Filosofía iberoamericana del siglo XX» concluye el proyecto editorial de la Enciclopedia Iberoamericana de Filosofía. Obedeciendo a una doble pretensión, práctica y teórica, pone en manos del lector un recorrido por los temas y autores hispano- y lusoparlantes de ese periodo, reflexionando al mismo tiempo sobre la peculiaridad de su contribución al lenguaje filosófico.
El tratamiento riguroso de estas cuestiones ha obligado a dividir la obra en dos partes. Si la primera está dedicada a Filosofía teórica e historia de la filosofía, esta segunda, sobre Filosofía práctica y filosofía de la cultura, trata de materias como la filosofía de la historia, la filosofía de la religión, la ética, la filosofía política y la filosofía del derecho, la estética, la filosofía de la cultura, la literatura y el ensayo. Se articula así una útil visión de conjunto de la producción filosófica en los países de habla española y portuguesa, una comunidad con un creciente grado de originalidad, autonomía y nivel científico.
Il comune è una delle peculiarità della storia italiana del basso medioevo: allo stesso tempo è un laboratorio di ricerca e analisi documentaria vivissimo e un tema fortunato nel dibattito storiografico, anche perché la conoscenza approfondita di questo importante capitolo di storia offre l'occasione per riflettere sulla natura delle istituzioni e del potere pubblico anche al di là dello specifico ambito cronologico bassomedievale. Questo volume, frutto della collaborazione di un gruppo di specialisti di diversa estrazione, vuole andare oltre la mera narrazione di storia politica e offrire un punto di vista metodologicamente aggiornato, in particolare per gli studenti che si affacciano agli studi di storia comunale. La scelta di fondo del libro è quella di rinunciare agli schematismi delle ricostruzioni più tradizionali, ponendo il punto d'osservazione sulle pratiche che definivano la vita delle istituzioni nelle città dell'Italia centro-settentrionale tra XII e XIV secolo, con una speciale attenzione per il Duecento.
Ci sono esperienze di vita che per la loro singolare unicità, per la loro dolorosissima drammaticità, per la loro edificante luce di fede, speranza e carità, lasciano un segno indelebile in chi vi viene in contatto: la storia straordinaria raccontata nel libro è sicuramente una di quelle; sono presentati i tre simpatici fratellini Rosaria, Giastin e Cosimo Gravina, accomunati da una terribile rarissima malattia e da un'esistenza breve ma intensa, gioiosa, realizzata, colma della presenza di Dio. Grazie ai ricordi e alle testimonianze dirette dei loro eccezionali genitori e delle persone che li hanno conosciuti, si ripercorrono fatti ed episodi che strapperanno al lettore sorrisi e lacrime, insieme ad un sincero sentimento di gratitudine per il loro passaggio-dono fra noi.
Dice l'Eterno Spirito: "Io ero quando nulla era ed Io sarò quando rimarrà unicamente il Cielo. Io sono l'ispiratore della creazione dell'uomo al quale fu donato il mondo per sua delizia, il mondo in cui, dagli oceani alle stelle, dalle vette alpine agli steli, è il mio sigillo. Io sarò che porro sulle labbra dell'ultimo uomo la suprema invocazione: "Vieni, Signore Gesù".