
In questo libro – uno dei più famosi di Ortega – si intrecciano due motivi fondamentali: quello della vita come dialogo fra l’io e la circostanza e quello della ragione storica come via maestra per giungere a comprendere il dramma di un soggetto. Analitica esistenziale e sociologia storica cessano così di essere due ottiche antitetiche e si trasformano in modi complementari di radiografare la realtà umana.
I giovani vivono una fase straordinaria in cui si confrontano con se stessi e col mondo, scoprendo il dono affascinante della loro libertà donata da Dio per affrontare le grandi domande della vita e intraprendere la missione affidata a ciascuno. Tuttavia la libertà non consiste nel mettere a repentaglio il viaggio, perdendosi o distruggendosi seguendo le false luci che offre il demonio o le false risposte con cui la mentalità materialista e relativista vuol mettere a tacere le questioni fondamentali dell'esistenza. Al contrario, la vera libertà illuminata dalla luce della fede ci aiuta a non perdere mai di vista la meta, accorgendosi a poco a poco che, seguendo il percorso tracciato da Dio, si diventa pienamente uomini: persone realizzate, soddisfatte, felici già in questa vita, perché fare il bene fa bene. In questo viaggio difficile, ma esaltante, non siamo soli. È Dio stesso a indicarci la via, se solo lo lasciamo parlare, se impariamo ad ascoltarlo, se lo incontriamo nel silenzio del nostro cuore.
Rivolta traccia il profilo dell'avo materno Alfonso Colognesi, astronomo e matematico a Bologna tra '800 e '900 e protagonista della fondazione del Liceo Galvani. In un libro del tutto inusuale, dove la scrittura di memorie si coniuga con le note biografiche e con gli scorci di storia economico-sociale, risalta la grande umanità del protagonista e fanno capolino personaggi notissimi, come Giosuè Carducci. Sullo sfondo un'Emilia post-unitaria pervasa da fermenti culturali, slanci innovativi, tensioni politiche e non risparmiata, a più riprese, da violente agitazioni.
Le grandi apparizioni dei tempi moderni non si comprendono se non alla luce della parola chiave dell'intera storia della salvezza: la conversione. E il loro messaggio diventa più chiaro osservando le diverse manifestazioni mariane che si sono susseguite negli ultimi due secoli: dalla Vergine della Medaglia miracolosa nel 1830 a Parigi alla Madonna del Rosario nel 1917 a Fatima, dalla Regina della pace nel 1981 a Medjugorje fino alla Madonnina delle lacrime nel 1995 a Civitavecchia. Tanti tasselli che si compongono in un unico mosaico, nel quale si manifesta il piano globale di intervento materno che "lei" sta attuando in favore della Chiesa e dell'intera umanità. Al centro di questo dialogo fra padre Livio Fanzaga e il giornalista Saverio Gaeta c'è proprio la ricerca e l'approfondimento del "filo azzurro" che collega fra loro le varie apparizioni di Maria e mostra il manto protettivo che la Vergine ha dispiegato sui suoi figli per proteggerli dal male che minaccia il mondo. Illustrando con chiarezza e completezza gli intrecci e i rimandi fra le diverse manifestazioni, viene presentato qui in maniera organica il progetto di bene che è nel cuore della Madonna.
C'è un angelo che Dio manda ad accompagnare gli sposi nel loro trovarsi e nel loro reciproco prendersi cura: è l'angelo Raffaele, il cui nome significa Dio guarisce. La prima parte del libro è dedicata alla lettura del biblico libro di Tobia, che racconta la storia di un matrimonio: quello di Tobia e Sara, nel quale si riflette la storia di ogni coppia. L'angelo Raffaele, dalla ricerca dei due giovani fino al loro incontro e alla guarigione, opera in modo discreto, guidandoli all'esplorazione del proprio mondo interiore per stimolare la costruzione di una identità sponsale, capace di costruire relazioni efficaci dove Dio possa abitare per guarire le ferite che segnano la storia di ogni uomo. La seconda parte esamina il ruolo terapeutico dell'angelo Raffaele, patrono di medici e farmacisti, e ne presenta l'iconografia ricchissima di simboli: oltre al suo ruolo di guaritore, viene rappresentato nei panni dell'angelo che accompagna l'uomo nel cammino della vita e protegge gli sposi sotto le sue ali. Spesso è raffigurato con i segni dell'Eucarestia, a significare che la salute di cui è messaggero è quella operata da Cristo sulla croce e offerta a ogni uomo nel pane eucaristico.
La santa messa è ciò che di più grande vi è nella Chiesa. La ragione di questa centralità è la presenza reale e vivente di Gesù Cristo e del mistero di redenzione che egli ha preannunciato nell'ultima cena, ordinando ai suoi apostoli di perpetuarlo nei secoli. Dicendo «fate questo in memoria di me» Gesù ha voluto donare se stesso, nel gesto sublime di amore col quale ha portato a compimento l'opera della redenzione. La santa messa è la Pasqua di morte e resurrezione che Gesù ha celebrato come Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo e che continua a celebrare nella Chiesa, perché l'umanità attinga a questa fonte inesauribile di grazia e di salvezza ogni volta che è possibile, anche quotidianamente. Nulla più della santa messa unisce a Cristo, trasformando i partecipanti in membra viventi del suo mistico corpo. Il rinnovamento spirituale della Chiesa passa attraverso la riscoperta della centralità dell'eucaristia, a cui attingono vitalità tutti gli altri sacramenti. La cura che i sacerdoti dedicheranno alla celebrazione della santa messa, educando i fedeli alla partecipazione piena di fede e fervore, rinnoverà la Chiesa intera, rendendola sale della terra e luce del mondo.
Il fulcro della nuova rivoluzione culturale globale è la deliberata confusione delle norme sessuali: uno slittamento delle fondamenta sulle quali abbiamo costruito la nostra civiltà. Gabriele Kuby prende in esame l'ideologia gender, con la dissoluzione dell'identità dell'uomo e della donna, e le rivendicazioni LGBT, gli effetti devastanti della pornografia e dell'educazione sessuale nell'età precoce, gli attacchi alla libertà di opinione e alla libertà religiosa, la corruzione del linguaggio e molto altro. Dai precursori del movimento di rivoluzione culturale alla sentenza della Corte Suprema che impone il riconoscimento del matrimonio omosessuale a tutti gli Stati Uniti, l'autrice documenta dettagliatamente come i tentacoli di un nascente regime totalitario stringano il mondo in una morsa insidiosa attraverso le tecniche di ri-educazione adottate dalla nuova rivoluzione permanente, che si è spostata dalla politica all'economia, al sesso. L'autrice invita a intensificare gli sforzi per preservare la libertà di religione, di opinione e la libertà dei genitori di educare i figli secondo le proprie convinzioni, così che la famiglia possa costituire il fondamento di una società sana.
Chi è il diavolo? Come esercita la sua attività nel quotidiano? Nel fitto dialogo con Pasquale Demurtas, don Gianni Sini, esorcista, riporta la sua testimonianza e ci accompagna in un viaggio affascinante e profondo nel mistero del male raccontandoci gli incontri con le vittime del demonio, i momenti faccia a faccia con il diavolo e i fatti realmente accaduti alle persone possedute.
Un viaggio che ci accompagna dentro il male dell’uomo, l’odio del mondo e il riverbero della misericordia di Dio. Che diviene occasione per riflettere sul fenomeno delle possessioni e sul perché Dio le permetta. Sull’azione subdola di Satana che istiga a comportamenti disumani, crea insicurezza, falsi piaceri, terrore nelle vite dei popoli e delle nazioni. Comprese quelle dei sacerdoti, i primi a essere colpiti dall’azione del Maligno, come ha affermato il diavolo stesso durante un esorcismo: «Io godo a far cadere i sacerdoti in peccato, perché quando sono in peccato io posso fare quel che voglio». Una presenza di Satana nel mondo che trova un sicuro ancoraggio nella Sacra Scrittura e nella tradizione della Chiesa.
In viaggio con l’esorcista ci conduce dentro questo mistero e ci racconta come il Male intraprenda ogni giorno la sua battaglia contro il Bene, in una lotta spirituale che si svolge fin dalla notte dei tempi.
Se qualcuno dubita ancora dell’esistenza di Satana, dopo aver letto questo libro si ricrederà.
I due autori navigano nel mare, piuttosto agitato, dei «disagi dell’anima», affrontando una serie di malesseri allarmanti.
Don Silvio Zonin – parroco, docente di teologia liturgica e da qualche anno «ministro della consolazione» nella diocesi di Verona – racconta le prime scoperte che un prete post-conciliare fa addentrandosi nel mondo sconosciuto dell’esorcismo, un ministero a cui si fa sempre più ricorso e richiede impegno e competenze poliedriche. L’autore lo inquadra anzitutto in una concreta storia e tradizione e lo rivede alla luce della prassi liturgica della Chiesa. Questo permette il ridimensionamento di un’antropologia eccessivamente dualistica e la correzione di una religiosità segnata da un certo razionalismo, con la conseguente riscoperta del valore della Parola e dell’esperienza sacramentale.
Alberto D’Auria – psicologo, psicoterapeuta e consulente educativo – offre la sua competenza maturata in anni di professione e di collaborazione con il «ministero della consolazione». Nel suo contributo affronta aspetti ormai indispensabili anche nella pastorale ordinaria, quali: la relazione interpersonale tra operatore e «paziente», la comunicazione con le sue diverse componenti, la necessità dell’ascolto attivo e dell’empatia, le tecniche e la struttura del colloquio, l’accompagnamento nel proseguo della vita interiore e la direzione spirituale, in vista di un cammino costante di riconciliazione con se stessi, con gli altri e con Dio.
Una meditazione sulla sofferenza chiude questo lavoro, che viene messo a disposizione di quanti sono attenti e impegnati, in diversi modi, nel difficile compito di curare i disagi dell’anima.
E se tra noi esistessero le presenze silenziose dei defunti?
La paura che i morti possano tornare a tormentare i vivi ha ossessionato gli uomini dagli albori della civiltà, portando alla creazione di rituali, cerimonie e scongiuri. Secondo le credenze popolari, le anime inquiete dei defunti, che infestano luoghi o perseguitano gli sventurati che si imbattono in loro, hanno di solito una morte violenta o prematura alle spalle. Secondo alcune tradizioni sarebbero stati sepolti in modo inadeguato o dovrebbero scontare le colpe di cui si sono macchiati in vita. Si tratta delle cosiddette anime erranti o vaganti, note anche come «presenze» o «fantasmi». Esiste una tradizione millenaria che affonda le proprie radici nell’animismo e nello sciamanesimo che tramanda una realtà completamente diversa da quella a cui l’uomo occidentale crede e che è stata rielaborata anche dall’ebraismo, dall’islamismo e dal cattolicesimo.
Il libro, unico nel suo genere, ricostruisce da un punto di vista antropologico e storico-religioso questo fenomeno delicato e controverso, partendo dall’animismo e arrivando ad analizzare l’esistenza di spiriti intermedi e delle anime vaganti nei tre monoteismi. Un’ampia parte è dedicata al dibattito teologico tra sacerdoti ed esorcisti cattolici, in particolare tra esorcisti «possibilisti» e «negazionisti».