
L'autore, collaboratore e confidente del Cardinale Schuster, testimonia come il Cardinale abbia interpretato subito le apparizioni alle Ghiaie, dal 13 al 31 maggio, come una risposta della Madonna alle continue e accorate invocazioni da lui rivolte con il popolo ambrosiano alla Madonnina del Duomo come sicura protettrice della città, dell'arcidiocesi e dell'intera regione lombarda di cui egli era il primate. Seguendo l'itinerario e la copiosa documentazione ordinata da monsignor Giorgio Colombo si può capire e, finalmente, valorizzare spiritualmente dopo 70 anni di attesa questa pagina della storia religiosa della terra lombarda. Prefazione di Gaetano Bonicelli.
L'Eucarestia è uno dei grandi misteri della nostra fede. Mistero non nel senso che non possiamo comprendere il significato di questo grande dono del Padre, ma nel senso che noi comprendiamo l'Eucarestia, in quanto partecipiamo in essa in modo attivo e con fede. Uno spettatore, uno che considera l'Eucarestia dal di fuori, non potrà mai penetrarne il suo significato e da essa non potrà mai essere trasformato interiormente. Ecco allora la Spiritualità Eucaristica che ci ispira nel nostro cammino di vita e ci fa capire che l'Eucarestia non solo ci definisce come seguaci di Cristo, ma anche ci rende capaci di vivere come tali. Le pagine semplici di questo libretto mirano a farci comprendere che nella vita della Chiesa dire Eucarestia significa dire tutto.
Bielorussia: Pietro Osmolowski nasce il 13 dicembre 1838 ad Antonof in Bielorussia, regione situata allora all'estremità orientale della Polonia, ma occupata dalla Russia. La sua è una famiglia di nobili origini. Ben presto matura nel suo cuore la vocazione a servire Cristo. Entra tra i frati minori: nel convento di Minsk, il 19 settembre 1861, veste il saio francescano, assumendo il nome di frate Adriano. A causa di un'insurrezione dei polacchi contro il governo russo, i francescani vengono cacciati dal convento: frate Adriano trova ospitalità per tre anni nel seminario diocesano di Minsk; poi, insieme a un confratello, decide di partire esule per la Terra Santa. Gerusalemme: i due frati, il 19 ottobre 1866, arrivano a Giaffa per poi dirigersi a Gerusalemme, dove vengono accolti nel convento di San Salvatore. Il 13 giugno 1867, frate Adriano fa la professione solenne e il 28 marzo 1868 viene ordinato sacerdote. Resterà in Terra Santa per dieci anni. Gemona del Friuli (Udine): per motivi di salute torna in Europa e viene accolto nella provincia veneta dei frati minori, avendo come prima destinazione il convento di Gemona del Friuli. Nella provincia veneta vivrà ben 47 anni, esprimendo le sue più belle doti di frate e sacerdote, in particolare si distinguerà nel servizio del confessionale. A Gemona assolverà anche l'incarico di superiore del convento. Lonigo (Vicenza): nel gennaio 1911 padre Adriano è trasferito dai superiori nel convento di San Daniele di Lonigo: qui rimane sino alla morte, eccetto il periodo fra il 1913 e il 1916, vissuto nel convento di Monselice (Padova). Padre Adriano muore il 9 aprile 1924.
Itala Mela nasce il 28 agosto 1904 a La Spezia. Nel 1915 riceve la Prima Comunione e la Cresima. Dopo aver conseguito la licenza liceale, Itala si iscrive alla facoltà di lettere dell'università di Genova. L'11 novembre 1922 si trasferisce nel capoluogo ligure. Entra in contatto con la FUCI e intraprende un serio cammino di conversione. Nell'estate del 1924 mentre prega nella chiesa di Nostra Signora della Salute, ha come un'ispirazione interiore che la spinge alla vita religiosa: nel giugno 1925, Itala fa voto di verginità. Nel novembre 1926 si laurea con il massimo dei voti. Inizia l'insegnamento in un istituto tecnico di Pontremoli (MS). Nella primavera dell'anno successivo Itala ha la sua prima intensa esperienza mistica: comincia un cammino di intimo rapporto con Dio in cui scopre (3 agosto 1928) la sua personale vocazione di far conoscere il mistero dell'Inabitazione della Santissima Trinità. Itala ottiene una cattedra d'insegnamento a Milano. Gravi problemi di salute in quel periodo la costringono a desistere dal suo sogno di entrare in monastero. La sua situazione di salute andrà sempre più peggiorando, compromettendo anche il suo insegnamento. Nel 1931 Itala diventa oblata benedettina. Deve ritornare nella sua famiglia a La Spezia. Continua con molta difficoltà a insegnare, ma a settembre del 1938 deve rinunciare all'insegnamento. Durante la guerra, insieme a suo padre, si trasferisce a Barbarasco, frazione di Tresana (MS). I Mela tornano definitivamente a casa a La Spezia il 31 agosto 1945. Itala, nonostante la salute precaria, entra a far parte del Movimento dei Laureati Cattolici. Muore il 29 aprile 1957.
Il rosario di Gesù è una preghiera che ci invita a meditare su alcuni importanti episodi della vita di Cristo. Riflettendo e pregando su ogni singolo mistero, nel silenzio interiore, veniamo introdotti nella profondità dell'orazione, per permettere alla Parola di Dio di parlare al nostro cuore e di trasformare la nostra vita.
Le pagine di questo libretto tracciano il ritratto spirituale ed apostolico di san Vincenzo Pallotti. La novità dell'intuizione carismatica di san Vincenzo Pallotti si esprime nell'intrinseca congiunzione tra l'impegno apostolico e la santità. Tutti devono essere apostoli, santi apostoli. In san Vincenzo Pallotti la santità e l'apostolato si fondono, si compenetrano, si sostengono a vicenda. L'esempio di santità apostolica di san Vincenzo Pallotti è un invito ad irradiare con le opere quella carità generosa che fa risplendere l'amore di Dio.
Da sempre la Chiesa ha messo in risalto i misteri dell'infanzia di Cristo. Tra le varie forme di devozione al piccolo Gesù si è diffusa, a partire dal XVII secolo, la venerazione a Gesù Bambino di Praga. Questa semplice Coroncina, rivelata dal Signore stesso ad una monaca carmelitana, è un aiuto a meditare sui misteri dell'infanzia di Gesù, narrati nei Vangeli di Luca e di Matteo, e uno stimolo per imparare dal Signore a seguire "la via dell'infanzia spirituale", che Dio rivela ai piccoli e ai semplici.
José Sánchez del Río nasce il 28 marzo 1913. La sua è una famiglia benestante e stimata da tutti, di dichiarata fede cattolica. L'infanzia di José trascorre nel periodo della violenta Rivoluzione messicana che colpisce l'intero Paese. La famiglia si trasferisce per un po' a Guadalajara. Quando, nel 1926, comincia una terribile persecuzione contro la Chiesa, José, pieno di fede e di zelo cristiano, decide di entrare nel movimento dei "Cristeros" che lottavano per la libertà di religione e per i diritti umani del popolo martoriato. Dopo vari tentativi, andati a vuoto per la sua giovane età, riesce finalmente a farsi accettare: diventa così il portabandiera del gruppo. Durante una battaglia contro le forze federali, José viene catturato e imprigionato a Cotija. Dopo vari tentativi di dissuaderlo dalla sua fede, sempre respinti dal coraggioso ragazzo, José è trasferito a Sahuayo e rinchiuso nella chiesa di San Giacomo, trasformata in stalla dai militari. Condannato a morte, viene prima crudelmente torturato e infine giustiziato nel cimitero del paese, rendendo suprema testimonianza di amore e di fedeltà al Signore, continuando a gridare eroicamente fino alla fine "Viva Cristo Re e la Madonna di Guadalupe!".
Misericordia et misera sono le due parole che sant'Agostino utilizza per raccontare l'incontro tra Gesù e l'adultera (cfr Gv 8,1 ? 11). Non poteva trovare espressione più bella e coerente di questa per far comprendere il mistero dell'amore di Dio quando viene incontro al peccatore: 'Rimasero soltanto loro due: la misera e la misericordia!'. Quanta pietà e giustizia divina in questo racconto! Il suo insegnamento viene a illuminare la conclusione del Giubileo Straordinario della Misericordia, mentre indica il cammino che siamo chiamati a percorrere nel futuro.