
Costruito come un intenso reportage e con l'intento di fare il punto della situazione politica, economica, sociale e culturale della Bosnia disegnata a Dayton, prevedendo gli sviluppi e gli scenari futuri, il libro - nato come un viaggio - ha portato gli autori fin dentro le ferite della guerra e della pace in Bosnia, di cui decine di persone - gente comune e di livello internazionale - hanno raccontato a modo loro attraverso le interviste che compongono questo lavoro.
Una lista unitaria dei principali partiti dell'Ulivo per le elezioni europee e, in prospettiva, la grande meta di un Partito democratico, che costituisca il nucleo del centro-sinistra nella sfida elettorale del 2006: questi sono i grandi temi sul tappeto dopo che, a luglio, Romano Prodi ha conferito spessore politico al progetto e, ad agosto, il vertice dei Ds l'ha avallato. Michele Salvati, che nell'aprile scorso lanciò per primo questa proposta con un articolo-manifesto su "Il Foglio", raccoglie in questo libro i principali argomenti che la giustificano.
Un libro di grande originalità, che rinnova l'interpretazione dei modelli di azione politica del XVII secolo e cambia sostanzialmente il giudizio tradizionale sulla vita morale, intellettuale e politica italiana del Seicento. Rosario Villari, professore emerito dell'Università di Roma La Sapienza, accademico dei Lincei e presidente della Giunta Centrale per gli Studi Storici, è autore di "Ribelli e riformatori dal XVI al XVIII secolo" (Roma 1983) e di "Scrittori politici dell'età barocca" (Roma 1998).
L'Olimpo occidentale è minacciato. I vecchi dèi - le potenze statali e sovrastatali - non sono più in grado di dominare il mondo. Lo stesso Zeus americano è prigioniero dei Titani che hanno dato l'assalto all'Olimpo, i grandi poteri occulti delle multinazionali che si sono spartiti la terra e la stanno divorando. La loro vittoria coinciderà con la distruzione non solo del mito democratico ma anche dell'ordine giuridico internazionale. Sarebbe (sarà?) la morte di Astrea - la dea della Giustizia - l'avvento del caos, la sparizione della possibilità di controllo dell'esercizio del potere e della partecipazione comunitaria alle decisioni di governo.
Due magistrati, diversi per età e opinioni, riflettono sul loro mestiere senza pregiudizi e senza reticenze. Un libro coraggioso, per discutere in pubblico di una funzione essenziale per tutti, decisiva per lo Stato di diritto.
Un'analisi storica di ampio respiro che parte dal crollo della Prima Repubblica, dovuto secondo Follini all'immobilismo del sistema politico, e arriva fino alle questioni più rilevanti dell'attualità politica. Convinto assertore della democrazia dell'alternanza, l'autore esprime le sue preoccupazioni su un dibattito tutto gridato. Riconosce a Berlusconi il merito di aver aggregato un polo alternativo al centro sinistra, ma gli chiede di portare la sua maggioranza fuori da una concezione proprietaria delle istituzioni, neutralizzando l'estremismo di alcune sue componenti.
L'Italia perde punti. Le nostre debolezze sono sempre più evidenti: imprese troppo piccole che non scommettono sulle nuove tecnologie, pochi brevetti e cervelli in fuga. Nella Penisola il mercato stenta a decollare, dominano ancora i monopoli e i risparmiatori non si sentono protetti. Aumentano il precariato e la distanza tra ricchi e poveri. Sicurezza, questione morale e istituzionale intaccano la credibilità del sistema-paese. Un rapporto documentato sull'Italia di oggi che individua responsabilità antiche e recenti.
A due anni dal battesimo elettorale la Margherita è giunta a un bivio: o riesce a caratterizzarsi sul terreno programmatico oppure il suo destino politico è legato alle sorti del leader di turno. Pur senza disperdersi in una singolare ricerca dell'identità, è sempre piú necessario contribuire al rafforzamento politico dell'Ulivo attraverso l'apporto della Margherita. Nel programma della Margherita e, soprattutto, nella definizione della sua identità politica e culturale, il rapporto con l'area del cattolicesimo democratico italiano assume un'importanza decisiva in vista del rafforzamento della cultura riformista alternativa alla destra. Giorgio Merlo è giornalista Rai presso la sede regionale del Piemonte.