
Mentre la più sofisticata tecnologia bellica occidentale rovesciava fuoco e morte su Bassora e Bagdad, da certe case e villaggi si udiva levarsi un'invocazione antica: "Aiuto, Hibil Ziua!". Erano case e villaggi abitati dai mandei, gli appartenenti all'unica religione che, divenuta religione di popolo, sia sopravvissuta sino ai nostri giorni emergendo dal complesso magma dello gnosticismo tardoantico. Soffocata da tredici secoli di dominazione islamica, la religione maniaca si presenta oggi con il fascino di una sapienza antica e le contraddizioni di una visione arcaica del mondo.
Questo libro si rivolge ai lettori anche non specialisti come introduzione al mondo mandaico tradizionale, alla sua storia spesso tormentata, ai suoi riti, alle sue leggende, ai suoi miti. Parte integrante del volume è un'estesa antologia di testi maniaci in traduzione italiana annotata, che consente un primo contatto con i nuclei più significativi di una produzione letteraria quanto mai ampia e particolare.
Si è portati facilmente a credere che il cuore dell'Antico Testamento sia costituito soprattutto dai profeti. Molti di questi furono grandi personalità religiose e le loro parole continuano a sorprendere per la freschezza e l'originalità, ma è d'altra parte vero che i profeti furono anche i grandi conservatori della tradizione israelitica. Con le parole di Isaia: "Alla legge! Alla testimonianza! Se non parlano così, non ci sarà aurora per loro!". Deposito della tradizione è soprattutto il Pentateuco, e in esso il Deuteronomio. È qui che s'incontrano la "legge" e il "codice". Il volumetto di Norbert Lohfink aiuta, in modo nuovo e vivo, a penetrare la teologia dell'alleanza.
La ricerca sulla figura storica di Gesù ha conosciuto negli ultimi anni sviluppi impressionanti, fornendo indubbiamente importanti novità, che hanno spesso raggiunto anche il grande pubblico. Con una migliore conoscenza dell'ambiente giudaico si sono approfonditi i legami dell'ebreo Gesù col giudaismo del suo tempo, si è allargata la base documentaria della ricerca, si sono abbandonati pregiudizi confessionali tipici di una prospettiva esclusivamente teologica. Eppure proprio i problemi squisitamente storici della ricerca su Gesù appaiono spesso trascurati o affrontati in maniera insoddisfacente. Prendendo in esame gli studi più significativi apparsi negli ultimi anni sul Gesù storico, il saggio di Giorgio Jossa ne affronta in particolare due: la pretesa di Gesù di essere il Messia d'Israele e le ragioni storiche della sua condanna a morte, cercando di sfatare alcuni luoghi comuni che sembrano condizionare ancora largamente la ricerca.
L'opera si articola in cinque parti dedicate rispettivamente alla pasqua nel Nuovo Testamento in rapporto alla pasqua veterotestamentaria e giudaica, agli elementi della celebrazione pasquale, alla terminologia della salvezza pasquale, alla pasqua come evento salvifico (pasqua e alleanza, pasqua ed espiazione), e infine alla salvezza come liberazione, anche nei risvolti liturgici e sacramentali e sotto l'aspetto della componente ecclesiologica. Lo schema strutturale molto chiaro adottato da N. Füglister gli consente di mettere ordine in una moltitudine di dati documentari di grande importanza, secondo finalità ben precise, utilizzabili soprattutto per il rinnovamento teologico, liturgico e pastorale.
Per quasi duemila anni il Cantico dei cantici è stato letto da ebrei e cristiani in chiave allegorica, ossia in un modo diverso da quello con cui si legge tutto il resto della Bibbia. Il ricorso all'allegoria, che conferisce al testo un significato estraneo, è stato per così dire inevitabile di fronte a un'opera talvolta incomprensibile alla lettera. In questo lavoro di Giovanni Garbini i numerosi e svariati problemi posti dal Cantico sono affrontati in una maniera radicalmente nuova. La ricostruzione filologica del testo attraverso le più importanti testimonianze pervenuteci, dalla tradizione manoscritta ebraica alle versioni antiche, ha consentito di recuperare un'opera che, sotto l'esile velo del linguaggio amoroso, espone la più originale e rivoluzionaria concezione teologica del pensiero occidentale, senza la quale sarebbe forse impensabile lo stesso cristianesimo. Si può ora comprendere perché il mistico Rabbi Aqiba soleva dire che «tutto il corso del tempo non è degno del giorno in cui è stato dato a Israele il Cantico dei cantici», il più recente ma anche il più importante dei libri della Bibbia ebraica.
Commento esauriente, opera di teologi diversi, delle lettere minori di Paolo, ciascuna presentata in una nuova traduzione e preceduta da introduzione. Nel commento alla lettera ai Galati - di W. Beyer e P. Althaus - si toccano punti fondamentali della teologia paolina, al centro della quale vi è la conversione. H. Conzelmann mostra come la lettera agli Efesini e quella ai Colossesi siano strettamente collegate fra loro, la prima avendo come tema centrale la riflessione sulla chiesa, la seconda la lotta contro la gnosi. G. Friedrich commenta le lettere ai Filippesi e a Filemone, mentre A. Oepke si dedica alle due epistole ai Tessalonicesi. I vari commenti si distinguono anche per una serie di brevi excursus particolarmente stimolanti (ad esempio sull'attesa della parusia, l'Anticristo, l'escatologia e gli inizi dell'organizzazione ecclesiastica).
Come Gesù divenne Dio con il suo titolo mira volutamente ad attirare l'attenzione, ma non intende offendere nessuno. Esprime un doppio senso che coglie due momenti salienti: la straordinarietà della venerazione molto precoce e nei termini più esaltati di Gesù di Nazaret nel movimento religioso a lui devoto, quello che ora chiamiamo «cristianesimo», e il fatto che i primi cristiani giunsero a considerare Gesù divino e a venerarlo in quanto tale. In quali termini storici Gesù è stato considerato divino ed è stato trattato come dio nelle prime cerchie cristiane? Lo studio di Larry Hurtado mostra come vi siano chiari indizi che la considerazione in cui fin da tempi remoti fu tenuto Gesù venne considerata equivalente a un «culto», e come ciò abbia suscitato lo sdegno e l'ostilità dei giudei correligionari dei primi cristiani. Una grande innovazione di questo tipo può trovare spiegazione in potenti esperienze religiose, che a coloro che le vissero si presentarono con la forza di nuove rivelazioni, ed è in simili esperienze religiose che si deve vedere un fattore primario dell'esplosione della venerazione di Gesù nel cristianesimo più antico.